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CONCLUSIONE DEL MESE MARIANO

- Beato Alano della Rupe: I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO DELLA RUPE

- Le quindici Regine delle Virtù.
- QUARTO SERMONE DI S. DOMENICO

“Cantate al Signore un Cantico Nuovo, perché ha compiuto meraviglie” (dal Salmo 97).

EPILOGO


"Cercate di ricordare, ora, tutto quello
che avete udito e visto, e confrontiamo le
argomentazioni.
Domandatevi, per un breve istante, se
desiderate imitare la vita, lo stile e
l’esempio di queste Regine, e se, per
l’eternità (desiderate) la vita beata o quella
dannata.
Vi raccomando di recitate ogni giorno
il Rosario di Cristo e di Maria, nel quale le
Regine sono rappresentate nei quindici
Pater Noster, e le loro Damigelle sono
rappresentate nelle centocinquanta Ave
Maria: il Rosario, infatti, è la Reggia Divina
Santissima che ospita queste Regine.
Se ve l’avessi detto io, voi avreste
pensato che le Regine e il loro stuolo non
erano realtà, ma fantasia: ma oggi
finalmente vi siete resi conto.

1. Voi stessi, infatti, coi vostri occhi,
avete visto quella realtà: vi è stato
concesso di contemplare quei Divini e
tremendi Misteri, dove nessun inganno e
frode possono accadere.

2. Avete contemplato le Sacre Realtà
Eterne!

3. E la contemplazione di queste
Realtà è stata concessa non ad uno, o a
pochi, ma a più di trecento persone insieme!

4. Sono testimoni i vostri cuori e le
loro emozioni, miste di gioia e tristezza.

5. E’ testimone Gesù, Somma Verità,
perché nell’(Ostia Santa) avete visto così
tante meraviglie, ovvero, nella prima Corona
delle Regine, l’Umiltà, la Pace, la Gioia, lo
Spirito, la Pazienza e la Misericordia; nella
seconda Corona delle Regine: l’Astinenza, la
Continenza, la Prudenza, la Giustizia e la
Fortezza; infine le maggiori Virtù: la Fede, la
Speranza, la Carità, la Penitenza e la Sacra
Religione. In tutta la Santa Chiesa vi sarà
qualcos’altro di meglio?

XVI. Perciò, imprimete indelebilmente
nei vostri cuori le Regine delle Virtù, e
onoratele ogni giorno nel Rosario.
Ascoltatemi, ora, se potete!
Questo vivamente vi raccomando: che
ciascuno di voi si impegni nei giorni festivi,
a venerare, una dopo l’altra, le Regine delle
Virtù.
E si elevino Sacre Statue, dedicate alle
Regine delle Virtù, senza Altari, per averle
davanti agli occhi.
E date loro un posto dignitoso, ancor
più di quello che voi date alle Sacre Reliquie
dei Santi.
E, per fugare ogni dubbio, io riaffermo
che è lecito venerare con Feste e Altari, le
Statue delle Regine delle Virtù:

1. Perché anche nei Santi veneriamo le
loro Virtù.

2. Quanto più le Virtù dei Santi sono
grandiose, tanto più essi sono grandi.

3. Inoltre, è ammirabile ed esemplare
la Gloria dei Santi: ma essi si sono elevati
alla Gloria mediante le Virtù.

4. Ma quale è l’origine delle Virtù? Le
Virtù sono state originate, fin dall’eternità,
dalla Divina Provvidenza, per essere le
regole con cui la Bontà di Dio ci indirizza
verso la Salvezza.

1. Esse, infatti, sussistono in Dio, e
non possono esistere senza di Lui: per
questo Esse vanno venerate in Dio.

2. Esse eccellono in Santità e Bellezza
nell’Umanità di Cristo e di Maria, Madre di
Dio, e vanno venerate massimamente.

3. Vanno venerate, infine, le Virtù che
sussistono in tutti i Santi.

Le Virtù, pur non possedendo la natura
umana, hanno un aspetto corporeo, e,
sebbene non possiedono la corporeità
fisica, ne hanno le caratteristiche e le
proprietà.
E, nel Santissimo Rosario reciterete
devotamente un Pater Noster e dieci Ave
Maria, a ricordo ed onore dell’Umiltà, così
poi per la Pace e per le altre Regine delle
Virtù.

Allora, cantate al Signore un Cantico
nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

Finisce qui il Sermone che San
Domenico ha rivelato al Novello Sposo di
Maria.

PICCOLA AGGIUNTA

Da parte mia posso attestare quanto
detto da San Domenico.
Molti Santi e Sante hanno contemplato
le fattezze delle Regine delle Virtù e le
hanno venerate: ad esempio, a San Giovanni
l’Elemosiniere apparve la Misericordia di
Dio, ad un altro Santo, la Grazia di Dio.
La Sacra Scrittura, poi, loda le Virtù di
Dio, e condanna i vizi.

CONTINUAZIONE DELLA STORIA

XVII. San Domenico rivelò questo
Sermone in tre momenti diversi dello stesso
giorno: la prima parte, il mattino, subito
dopo la Santa Messa; la seconda parte a
mezzogiorno; la terza parte nell’Ora
Vespertina.
San Domenico ripeté più volte che,
solo chi è in Grazia di Dio, possiede in sé le
quindici Regine e le centocinquanta
Damigelle; e questo produsse in tutti
stupore ed impaccio in tutti coloro che
avevano visto le Regine delle Virtù nel
Santissimo Sacramento.
Così, il giorno seguente, ritornarono là
e chiesero a San Domenico perché mai i
giusti avessero in sé tanti benefici dalle
Regine delle Virtù, ma essi non le
conoscessero.
Consideravano ciò un controsenso!

E San Domenico, per nulla sorpreso,
rispose: “Voi avete il cuore, le viscere e
l’anima, eppure voi non li avete mai visti.
Molti di voi hanno anche tanti orrendi
peccati, e non li vedete affatto.
Se voi li vedeste, morireste tutti nello
stesso istante.
Così, pure, non vedete le Virtù nei
giusti; neppure in voi stessi siete capaci di
scorgere le Regine delle Virtù.
Esse superano, infatti, ogni
immaginativa per Bellezza, Grazia, Forza e
Valore”.
Poi, si mise in silenziosa preghiera, e
domandava a Dio, intensamente, di aver
pietà della durezza dei loro cuori e di usare
Clemenza.
Ed ecco, egli udì la Voce del Signore
Gesù, che gli disse: “Abbi fiducia, non
temere.
Dì loro che, se per quindici giorni
faranno penitenza, con digiuni, preghiere e
altri pii esercizi, e, purificati dalla Sacra
Confessione, riceveranno la Santissima
Comunione, vedranno le Regine delle Virtù
in se stessi”.

Il popolo acconsentì, fecero penitenza
e, al quindicesimo giorno, tutti, maschi e
femmine, di ogni ordine e grado, si
confessarono con San Domenico, e
ricevettero dalle sue mani la Santissima
Eucaristia, pur col parere non favorevole del
Vescovo di Roanne.
E, mentre ricevevano il Santissimo
Corpo del Signore, ai lussuriosi non pentiti
sembrò di ricevere un carbone infuocato,
agli avari, sembrò di ricevere un sasso, ai
non devoti sembrò di ricevere fango.
E nessuno poteva espellerlo dalla
bocca o ingoiarlo.
E subito, sentendosi morire, si
confessarono con vera contrizione, ed
immediatamente riuscivano ad assumere la
Santissima Eucaristia in loro, con immensa
consolazione.
E davanti ai loro occhi, ora che tutti si
erano comunicati santamente, apparvero le
Regine delle Virtù, e le scorgevano sia in se
stessi che negli altri.
E, estasiati, videro le Regine e le altre
Vergini, che accoglievano il Signore Gesù
Cristo, lo Sposo delle Virtù, e la Sempre
Vergine Maria, che lo accompagnava.

Perché meravigliarsi?
Nella Divina Eucaristia, si vede il
mondo, meglio che nella realtà.
Per questo, coloro che ricevono
degnamente la Santissima Eucaristia,
ricevono Dio, e tutto ciò che sussiste in Dio.
E, ancor più sorprendente, era che le
Regine delle Virtù si manifestarono non solo
in coloro che avevano fatto la Santa
Comunione, ma anche negli infanti e nei
bambini innocenti, e le Regine erano
accompagnate anche dalla Corte Celeste.
E questo perché, come Dio nei Santi è
tutto in tutti, per gloria, così nei fedeli è
tutto in tutti per grazia.

Da allora, tutti i cuori si volsero a San
Domenico: il Principe, il Clero e tutta la
Nazione desiderava ardentemente che San
Domenico fosse eletto Arcivescovo della
della Britannia.
E, dal momento che egli rifiutava sempre
questo onore, il Principe, affinché
accettasse l’Episcopato, con un fine
pretesto, vietò ai Custodi delle Porte della
Bretagna di far uscire San Domenico dalla
Patria.
Ma è inutile buttare la rete davanti agli
occhi degli uccelli: infatti, San Domenico,
abbandonato alla volontà di Dio, ecco che,
sotto gli occhi di tutti, per grazia
soprannaturale, divenuto invisibile,
disparve, e, sottratto dalla Britannia, si
ritrovò nello stesso istante in Spagna, il Suo
Paese di origine.
Mentre il Principe stava allestendo i
preparativi per la sua nomina episcopale,
San Domenico spariva dalla Bretagna.
Il Principe venne avvertito che San
Domenico era sparito e non si trovava più.

Il Principe, allora, fece perlustrare ovunque
l’intera Bretagna, e non desisté dal suo
proposito, finché dopo un mese di ricerca,
egli venne a sapere che San Domenico, già
da un mese, si trovava in Spagna, dove
predicava e compiva miracoli.
Tutto il popolo rimase stupefatto per la
volatilità di San Domenico, al sapere che,
nel medesimo giorno che stava in Bretagna,
la potenza di Dio lo aveva trasportato in
Spagna.

E, continuando ancora a sperare,
furono inviati dei legati a San Domenico
pregandolo di diventare loro Vescovo.
Ma egli rispose loro: “Il Signore mi ha
mandato ad evangelizzare, non ad essere
Vescovo.
Andate e dite a chi vi ha inviato, di non
dimenticare quanto hanno visto e ricevuto,
e di perseverare nella Grazia e nel Timor di
Dio.
Infatti se i pagani avessero ricevuto
quella Grazia, abbandonati i loro errori,
avrebbero creduto al Signore Gesù Cristo”.

Queste e altre gesta di San Domenico,
avvenute a Compostella, sono state narrate
dal nostro Fra’ Giovanni del Monte, Maestro
di Diritto Civile e Canonico, e avente il
Baccalaureato in Sacra Teologia.
Egli seguiva San Domenico, prima
della fondazione dell’Ordine dei Predicatori.
Le gesta narrate risalgono a quando San
Domenico era ancora Canonico Regolare.

ESAME TEOLOGICO DELLA VISIONE

XVIII. Non sono in grado di dire, in che
modo siano stati capaci di vedere quelle
cose, se con gli occhi corporali, o per
visione, o con gli occhi dell’anima.
Solo questo so: che una persona
ancora in vita, il Novello Sposo di Maria, ha
visto spesso realtà simili.
E sono certo che egli non abbia visto
tutte quelle Realtà con gli occhi del corpo, e
tra di esse, posso attestare alcune
meravigliose Visioni.
Un’apparizione è detta da Avicenna,
visione, quando essa trascende la realtà!
Una visione, infatti, astrae dalla
bellezza di questo mondo.
Ma anche la vista con gli occhi
dell’anima è una vera visione, perché
’anima coglie le altezze, le meraviglie e le
eccellenze celesti.
Infatti, la pur minima bellezza celeste,
supera per meraviglia ed incanto, l’universo
intero.
Ma allora, perché le Regine delle Virtù
sono apparse in forma umana e non in
forma spirituale, come è la loro vera natura?
E perché sono apparse nell’aspetto
femminile, e non in quello maschile?

Rispondo:
I. Le anime, sia delle femmine che dei
maschi, sono Spose di Cristo.
Le Virtù, allora sono donne, perché
Spose, così come le anime, con Cristo.
Così le Virtù sono apparse nell’aspetto
femminile, perché il loro unico Sposo è Gesù
Cristo.
1. Esse assumono l’aspetto, i colori ed
i lineamenti umani, come già i Profeti nelle
Visioni, che sotto il velo delle realtà
sensibili, intravedevano i Raggi della Luce
Divina.
Raggi di Luce, che i Profeti neppure
comprendevano, eppure vedevano Realtà
Divine.
Così anche in queste Visioni, le Virtù
assumevano forma corporea, ma in Esse
risplende la Luce Divina, verso cui le loro
anime si sono elevate, contemplando in
quelle figure gli immensi Benefici Divini.
Così fu anche per Daniele, Giacobbe,
ecc.
Dio elevò il loro sguardo dalle realtà
terrene alle Realtà Celesti, per questo la
visione meravigliosa, benché avuta con
occhi terreni, riuscì a penetrare i Cieli per
l’Illuminazione Divina del loro sguardo.

San Domenico rivelò queste realtà a
qualche persona, e, in modo assai
meraviglioso, al Novello Sposo di Maria."

FINE DEI SERMONI DI SAN DOMENICO

(Beato Alano della Rupe o.p.:
I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO
Libro III: CAPITOLO VI )


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