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"Libertà va cercando, ch'è sì cara" è un verso di Dante (v. 71), del I canto del Purgatorio della Divina Commedia. Ti etichettano come pazzo: le tecniche che utilizza il potere per fermare il dissenso. intervista a Enrica Perucchietti

Il fatto che il potere stia dimostrando di avere paura è abbastanza chiaro dalla questione della censura: noi in questi mesi, dopo una narrativa catastrofistica, dopo che siamo stati bombardati di …More
Il fatto che il potere stia dimostrando di avere paura è abbastanza chiaro dalla questione della censura: noi in questi mesi, dopo una narrativa catastrofistica, dopo che siamo stati bombardati di paura quotidianamente che serviva per disorientare noi cittadini, per poterci controllare, manipolare meglio per legittimare i provvedimenti che ci sono stati calati dall’alto, e dopo anche una forma d’informazione virtuale in cui i media mainstream e gli stessi esperti si sono contraddetti tra di loro dicendo tutto e l’esatto opposto, in tutto ciò abbiamo assistito a delle maglie del controllo che si stringevano sempre più come un cappio.

Abbiamo visto sempre più sorveglianza tecnologica, come la proposta del monitoraggio, il dispiegamento dei droni e via discorrendo. Quindi in qualche modo con la questione che se volevamo tornare a sentirci sicuri dovevamo iniziare a regalare la nostra privacy e libertà, come se fosse qualcosa a cui possiamo rinunciare.
Sono inoltre state usate delle tecniche per etichettarci tutti come pazzi, complottisti e terrapiattisti.

Nel momento in cui tu discosti dal pensiero unico e dimostri di essere dotato di coscienza critica e libero arbitrio, mostri semplicemente di poter dissentire, vieni automaticamente etichettato, stigmatizzato, denigrato, perché tu non devi contagiare le altre persone con il tuo libero pensiero. Diventeresti tu un virus, e riusciresti forse a immunizzare le masse dalle balle del sistema.

Il mio invito è quello di esercitare la coscienza critica, il nostro dubbio, di immunizzarci davvero dalle loro menzogne
“.

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