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La «Madonna delle Rose»: a San Damiano Piacentino accadono cose straordinarie

Settembre e ottobre sono mesi ricchi di date importanti per la fede cristiana cattolica e anche di importanti apparizioni mariane. Se però, andando per strada, chiedessimo ai passanti: «Chi di voi conosce San Damiano Piacentino?”, pochi risponderebbero affermativamente.

Io stesso, fino a poche settimane fa, non ne sapevo nulla. È una cosa sorprendente, poiché negli anni ‘70 vi si registravano almeno sessantamila pellegrini all’anno. Il 28 novembre 1971, per esempio, con un tempo spaventoso, per vie fangose e campi trasformati in pantani, la polizia italiana calcolava in almeno 15mila persone la folla accorsa da ogni parte: Italia, Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Irlanda, tra altre nazioni. Persino giapponesi. Migliaia di persone accorrevano soprattutto i primi venerdì, sabati e domenica del mese e in tutte le grandi feste mariane. Oggi, solo pochi nel nostro paese sanno cosa vi accadde (e accade tuttora…) e sono soprattutto pellegrini di altre nazionalità – in particolare francesi) ad arrivare.

San Damiano è una piccola frazione di 150 abitanti nel comune di San Giorgio, a circa venti chilometri a sud di Piacenza. Ebbe inizio qui, nei primi anni ’60, la vicenda incredibile di Rosa Buzzini, moglie di Giuseppe Quattrini. Madre di tre figli, due maschi e una femmina, Mamma Rosa aveva dovuto ricorrere al taglio cesareo per ogni suo parto; l’ultimo nel 1952, quando nacque Piergiorgio. La situazione, stavolta, si era ulteriormente complicata per una peritonite perforante che aveva richiesto un intervento chirurgico di 4 ore e mezzo. Da allora, per nove anni, Rosa fece la spola tra la sua casa e gli ospedali, perché le sue piaghe non si rimarginavano. Il 24 settembre 1961, accertata l’inefficacia di tutte le cure, si decise di rimandarla a casa raccomandandola alle cure della zia Adele, in previsione di una probabile e incombente dipartita….

Cinque giorni dopo il ritorno dall’ospedale, il 29 settembre 1961, festa di San Michele Arcangelo, intorno a mezzogiorno, una donna sconosciuta entrò in casa Quattrini. Vestiva con gli abiti tipici della tradizione locale, come la descrisse zia Adele: gonna e blusa di vari colori, un grembiule nero e, sul capo, un fazzoletto azzurro. Segni particolari: era bellissima. La Signora sconosciuta chiese a zia Adele mille lire per offrire un cero alla cappella di Padre Pio, poiché Padre Pio era a circa ottocento chilometri da San Damiano. Zia Adele rispose però che in casa avevano in tutto e per tutto solo mille lire, tra l’altro ricevute in prestito! Spiegò inoltre che Giuseppe era ammalato e Rosa lo era ancor più. La bella signora nonostante ciò insistette con tanto garbo, che la zia Adele finì per darle cinquecento lire. Dopo aver accettato l’offerta le chiese di vedere l’ammalata che giaceva nella camera accanto.

Seguiamo a questo punto il racconto come riportato dalle cronache del tempo: “La straniera prende la mano di Mamma Rosa e le dice: "Su, alzati!" - "Non posso!" risponde la povera inferma. - "Dammi la mano! Alzati!" - "Non posso!" - "Dammi anche l’altra mano", ordina la Signora. Mamma Rosa la porge - "Alzati!" - ripete la Signora. E Mamma Rosa si alza avvertendo un benessere improvviso ed eccezionale. Riconosce allora la Celeste Visitatrice che le fa segno di tacere. Suona mezzogiorno: "Recitiamo l’Angelus" ordina la Signora. Poi aggiunge cinque Pater, Ave e Gloria secondo le intenzioni di Padre Pio, in onore delle cinque Piaghe di Nostro Signore. Durante questo tempo, Ella tocca con le Sue Mani le piaghe di Rosa ed esse si chiudono immediatamente. Poi ordina a Rosa di recarsi da Padre Pio: "Non ho denaro né abiti", obietta Rosa. "Avrai quanto ti occorre". E la Signora se ne va. Intanto Giuseppe era andato a raccogliere castagne per assicurare ai suoi cari i mezzi per sfamarsi durante il suo soggiorno all’ospedale. Qualche giorno dopo, Rosa riceveva dalla cassa di beneficenza di Padre Pio il denaro per il viaggio e trovava nella "casina", o rimessa, due abiti da contadina esattamente della sua misura, senza cenno di provenienza.

Nella primavera del 1962 Mamma Rosa andò a San Giovanni Rotondo, ai piedi del monte Gargano, dove nel 493 d.C. era apparso San Michele Arcangelo e viveva allora Padre Pio (deceduto il 23 settembre 1968). Il sabato mattina, mentre recitava il Rosario con una compagna sulla piazza antistante la chiesa, Mamma Rosa avvertì una chiamata improvvisa, si girò e vide la Signora dal fazzoletto azzurro: “Mi riconosci?” chiese la Signora. "Si - risponde Rosa - voi siete la Madonna, che non ha voluto che lo dicessi”. “Io sono la Madre della Consolazione e degli afflitti. Dillo, dunque, a San Damiano e al professore che non ha voluto credere alla tua guarigione. Dopo la Messa, ci troveremo presso la Sacra Mensa e Io ti accompagnerò da Padre Pio”. E così fu. Giunte da Padre Pio, la Signora scomparve senza lasciare alcuna traccia. Qui Padre Pio affidò a mamma Rosa, in ringraziamento per la guarigione ricevuta, il compito di andare ad assistere gli ammalati, soprattutto spiritualmente, per due anni.

Per i successivi due anni, obbediente al comando ricevuto, Rosa si mise al servizio degli ospedali per occuparsi dei malati, recandosi spesso in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, finché Padre Pio non le disse che questa missione era conclusa e che un grande avvenimento l’aspettava a casa. Il 16 ottobre 1964 (festa di Santa Margherita Maria Alacoque), mentre Mamma Rosa recitava l’Angelus del mezzogiorno, sentì dall’esterno una voce che la chiamava: "Vieni! vieni, ti aspetto!". Siccome Rosa esitava, chiedendosi se si trattasse di un’illusione, la voce si fece sentire una seconda volta: "Vieni! Vieni qui, ti aspetto!". Diffidente, temendo che potesse essere il demonio che le giocava qualche tiro, Rosa uscì tenendo in mano la sua corona e vide in cielo una nube d’oro e d’argento circondata da molte stelle e da rose di svariati colori.

Dalla nube, ecco uscire una specie di sfera rossa e posarsi su un piccolo pero, vicino alla casa. Ne uscì la Santissima Vergine, circondata di viva luce, che le disse: "Figliola Mia, vengo da molto lontano. Annunzia al mondo che tutti devono pregare, perché Gesù non può più portare la croce. Io voglio che tutti si salvino, buoni e cattivi. Sono la Madre dell’Amore, la Madre di tutti: siete tutti miei figli. Per questo voglio che tutti si salvino, per questo sono venuta: per condurre il mondo alla preghiera, perché i castighi sono vicini. Ritornerò ogni venerdì e ti darò dei messaggi che devi far conoscere al mondo". "Ma - Obiettò Rosa - non mi crederanno; non sono che una povera contadina ignorante. Mi metteranno in prigione!" Ma Ella rispose: "Si, ti crederanno perché, andandomene, Io ti lascerò un segno: quest’albero fiorirà".

A qualche metro dalla casa infatti si trova un pero. Non innestato, di modeste dimensioni, intreccia il suo fogliame con quello di un susino molto più alto. Questi due alberi sono oggi protetti da una doppia cancellata di bronzo. Sul tronco del pero è piazzata una tavoletta sulla quale è posato un cuscino coperto da un piccolo tappeto ricamato. Qui posava l’Apparizione.

La Santissima Vergine scomparve e, in quel 16 ottobre 1964, il pero fiorì. Il giorno dopo fiorì anche un ramo del susino che sorge accanto al pero; il ramo che Lei aveva sfiorato. Per tre settimane, migliaia di persone poterono ammirare i due alberi in fiore, nonostante le abbondanti piogge autunnali. In seguito, tutti i venerdì, a mezzogiorno, e in ogni giorno delle feste Mariane, la Madre di Dio apparve a Mamma Rosa, non di rado accompagnata da fenomeni misteriosi, come quello del sole che ruota su sé stesso. Ancora oggi, ogni primo venerdì, sabato e domenica del mese, la Madonna delle Rose continua a venire in questo luogo «viva e vera fino alla fine del mondo», come ha promesso a mamma Rosa.

In un messaggio del 1965, inoltre, la Madonna annunciò che in questo “il piccolo giardino di Paradiso”, sarebbe scaturita una sorgente la cui acqua avrebbe purificato l’anima e il corpo. In seguito, nel 1966, chiese di scavare un pozzo vicino al pero, nel punto preciso indicato da San Michele Arcangelo, mentre per la profondità dello scavo l’ingegnere incaricato doveva consultare Padre Pio a San Giovanni Rotondo: "Scavate ancora. Venite a bere presso questo pozzo l’acqua della grazia. Lavatevi! Purificatevi! Bevete e abbiate fiducia in quest’acqua. Molti guariranno dal male fisico. Molti diventeranno santi. Portate quest’acqua agli ammalati gravi, negli ospedali, ai moribondi. Andate ovunque voi vediate anime che gemono. Siate forti! Non temete! Io sono con voi! Ecco l’ora in cui il pozzo darà luce: è una conferma. Venite, attingete e porterete l’acqua nelle vostre case: otterrete grazie infinite". (Messaggio del 18.11.1966)

La Madonna Miracolosa delle rose ha annunciato che quest’acqua è la più santa al mondo, parla di un’acqua pura, di un’acqua viva, molto limpida, molto fresca e miracolosa. Mentre all’inizio l’acqua veniva ripetutamente e faticosamente tirata su col secchio dal marito Giuseppe, oggi è presente nel giardino una grande fontana con numerosi rubinetti da cui pellegrini di tutto il mondo vengono ad attingere l’acqua e testimoniano tutte le grazie ricevute, come attestano le tantissime targhe di ringraziamento che ricoprono la facciata della casa dei Quattrini e gran parte di un muro di recinzione del giardino.

Il contenuto essenziale dei Messaggi della Madonna delle Rose è il seguente, ed è terribilmente attuale oltre che coincidente con quello di altre e ben più note apparizioni: il mondo va male; si trova alla vigilia di grandi flagelli, se non ritorna a Dio. Occorre pregare, pregare, pregare ancora!

La preghiera richiesta dalla Santissima Vergine è il Rosario
che, Lei dice, è «l’arma più potente per vincere il male». I Messaggi di San Damiano insistono anche sulla necessità della carità verso il prossimo. Un altro tema sul quale ritornò spesso la Celeste Visitatrice è la frequenza ai Sacramenti della Penitenza, dell’Eucarestia e finalmente la necessità di pregare molto per la santificazione delle anime consacrate a Dio: Sacerdoti, Religiosi e Religiose.

Molte altre cose meriterebbero di essere raccontate, come ad esempio gli episodi degli attentati agli alberi “miracolosi" (nel 1968 e nel 1969), ma per brevità è opportuno rimandare alla lettura di testi ad hoc, come ad esempio “la Madonna delle Rose” di Arda Roccalas, Ed. Paoline e ai video presenti su YouTube.

Il vescovo locale, Monsignor Malchiodi, dopo un’inchiesta sommaria, a varie riprese aveva disposto misure limitanti la libertà di Mamma Rosa. Monsignor Enrico Manfredini, Vescovo di Piacenza, le aveva poi rinnovate e aggravate interdicendo a Mamma Rosa la trasmissione dei Messaggi che riceveva e ogni contatto coi pellegrini. In filiale obbedienza a tali richieste, dal 1970 Mamma Rosa si ritirò a vita quasi conventuale nella propria abitazione, ricevendo ancora la visita della Madonna e i messaggi fino alla sua morte, ma questi (1970-1981), su sua espressa volontà, non sono stati divulgati. Iniziò in questi anni l'opera della Città delle Rose, fondandone e plasmandone il cuore: il “Piccolo Giardino di Paradiso”, con la preghiera quotidiana dei tre Rosari per contemplare con Maria i gesti salvifici di Gesù ed accogliere l'amore misericordioso della SS. Trinità.

Di sé Rosa diceva sempre “Sono nulla, io”. Con questa coscienza della propria ignoranza, della propria incapacità, con quell'umiltà e forza che nasce dalla familiarità e naturalezza del soprannaturale, Rosa era capace di accogliere tutti, i semplici e i sapienti, senza timore né soggezione, perseverante nella preghiera quotidiana, attenta a concretizzare le richieste della Madonna per questo luogo.

Nel 1974, costituì l'Associazione Ospizio Madonna delle Rose, ora Ente Morale riconosciuto, per la realizzazione della Città delle Rose con il carisma della preghiera, dell'accoglienza e delle opere a favore dei fratelli più bisognosi e con un programma di vita spirituale secondo gli inviti di Maria: pregare, amare, offrire, soffrire, tacere. Dopo una vita di preghiera, di dedizione alla famiglia, di sofferenza, di fedeltà assoluta al Messaggio della Madonna e di obbedienza alla Chiesa, testimoniata nel nascondimento, nell'umiltà e con eroismo quotidiano, Mamma Rosa lasciò questo mondo il 5 settembre del 1981 all'età di 72 anni.

Ancora oggi le apparizioni di San Damiano piacentino non sono ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, e non se ne vuole certo anticipare il giudizio. Tuttavia se dai frutti si riconosce l’albero, le guarigioni, le grazie, le conversioni, il ritorno alla preghiera e ai sacramenti, sicuramente depongono a suo favore.

Chi si reca oggi a San Damiano Piacentino può fare esperienza di una grande pace, accompagnata dalla misteriosa sensazione di “tempo sospeso”, come accade anche a Medjugorje (con cui esistono diversi punti di contatto e le cui apparizioni la Madonna preannunciò a Rosa) oltre a fare rifornimento dell’acqua benedetta donata dalla Madonna delle Rose. È tempo, forse, che anche gli italiani conoscano e tornino a frequentare questo luogo benedetto che - crediamo - la Madonna ha voluto donare ai suoi figli per questi tempi di prova.

(Marco Lepore)

Fonte:

lanuovabq.it/…ose-e-la-promessa-delle-visite
Micheleblu
Il Rosario unisce a Dio