Schiavitù: la bugia della colpa bianca

La scrittrice italiana Silvana de Mari ha pubblicato un articolo sulla schiavitù sul sito SilvanaDeMariCommunity.it (9 agosto). Ecco i punti salienti.…
Don Andrea Mancinella
Inoltre ritengo, pur non possedendone le prove - ma semplicemente usando la logica - che la razzia di neri non sarebbe stata possibile senza la complicità decisiva dei loro capi-tribù.
I trafficanti 'bianchi' non sarebbero infatti mai stati in grado di razziare un numero così elevato di schiavi se non mediante contingenti militari di grandi dimensioni, che non possedevano e che del resto non …More
Inoltre ritengo, pur non possedendone le prove - ma semplicemente usando la logica - che la razzia di neri non sarebbe stata possibile senza la complicità decisiva dei loro capi-tribù.
I trafficanti 'bianchi' non sarebbero infatti mai stati in grado di razziare un numero così elevato di schiavi se non mediante contingenti militari di grandi dimensioni, che non possedevano e che del resto non avevano interesse a usare.
Molto probabilmente preferivano la corruzione dei loro capi, i quali ultimi ordinavano ai loro sventurati sudditi di imbarcarsi sulle navi negriere.
E quei poveretti, abituati ad obbedire ciecamente ai loro 'capataz', eseguivano i loro 'ordini'.

Questa, a rigor di logica, mi pare l'unica visione plausibile.
Le guerre di razzia, dispendiose e per loro inutili, le lasciavano fare agli islamici...
Gesù, Maria SS.ma, San Giuseppe, savateci!
Eremita della Diocesi di Albano
Nicola D.B. shares this
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Francesco Federico
La schiavitù in Abissinia fu abolita dall'Italia Fascista nel 1936 con la conquista dell'Impero:
L’11 giugno 1936 il Segretariato della Società della Nazioni, diretto dal francese Joseph Avenol, pubblica il rapporto della comunicazione consultiva sulla schiavitù in Etiopia insieme alla testimonianza del tenente belga Armand Frère, già consigliere militare volontario1 di Ras Destà Damtèu nel Sida…More
La schiavitù in Abissinia fu abolita dall'Italia Fascista nel 1936 con la conquista dell'Impero:
L’11 giugno 1936 il Segretariato della Società della Nazioni, diretto dal francese Joseph Avenol, pubblica il rapporto della comunicazione consultiva sulla schiavitù in Etiopia insieme alla testimonianza del tenente belga Armand Frère, già consigliere militare volontario1 di Ras Destà Damtèu nel Sidamo-Borana durante il conflitto italo-etiopico. Frère faceva parte, insieme ad una dozzina di altri ufficiali, della missione militare non ufficiale di Bruxelles comandata dal colonnello Leopold Ruel inviata per supportare gli etiopi.

Dalla pubblicazione risultò2:

che la schiavitù era riconosciuta come stato giuridico dal governo etiopico;
1) che le razzie, con l’intento di catturare individui per la schiavitù, continuavano in vaste proporzioni anche negli ultimi mesi;
che fino all’occupazione italiana si praticava il commercio degli schiavi;
2) che il governo etiopico partecipava direttamente alla tratta degli schiavi;
3) che permaneva l’istituzione del “Ghebbar”, forma assai prossima alla schiavitù;
4) che il governo etiopico non aveva tenuto in alcun conto le raccomandazioni di commissioni societarie per la schiavitù, relative all’abolizione dello stato giuridico sulla schiavitù.

La Società delle Nazioni confermò quindi che l’Italia fascista aveva abolito la schiavitù in Etiopia.

NOTE

1. Del Boca A., Gli italiani in Africa Orientale – 2. La conquista dell’Impero, Laterza, 1986
2. Il Giornale di Addis Abeba, Anno 1 – n. 10, 10-13 giugno 1936,

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