Clicks1.1K

Pioverà fuoco dal Cielo, se l'Italia non si pentirà - Danilo Quinto - 23 gennaio 2021

Il Ministro della Giustizia avrebbe dovuto intervenire al Senato mercoledì 27 gennaio, dopo il voto della Camera del giorno prima sulle risoluzioni di maggioranza e minoranza. Il Senato, invece, con ogni probabilità, si esprimerà giovedì. Lo deciderà la Conferenza dei Capigruppo convocata per martedì.

La motivazione ufficiale è che Bonafede ha impegni concomitanti. Quella vera è che l'avvocato Conte sta cercando ancora in queste ore, freneticamente, di costituire il gruppo dei "costruttori" e gli serve più tempo. L'iniziativa giudiziaria del Procuratore di Catanzaro nei confronti del Segretario dell'UDC, Lorenzo Cesa e di altre decine di persone, non l'ha certamente aiutato. Nè l'aiutano le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che teme l'emorragia dei suoi parlamentari, molti dei quali sono pronti - com'è già accaduto sul voto sulla fiducia - a soccorrere la maggioranza.

Il voto al Senato sullo stato della giustizia, in base alla relazione di Bonafede, prescinde dal merito, sul quale hanno già fatto rilievi pesanti sia l'Unione delle Camere Penali, sia l'Unione delle Camere Civili e persino, anche se in maniera più sfumata, l'Associazione Nazionale dei Magistrati. Nè nel dibattito al Senato il Ministro della Giustizia parlerà dell'abolizione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, misura introdotta dal provvedimento intitolato non a caso e in maniera propagandistica “Spazzacorrotti”, che prescinde totalmente - e per questa ragione è anticostituzionale - dalle regole che stanno alla base del "giusto processo" e dalla stessa natura della prescrizione, che in via diretta assicura la ragionevolezza e la proporzionalità nell’esercizio dello ius puniendi [Manes, Sulla riforma della prescrizione, in Riv. It. Dir. Proc. Pen., 1, 2019, 560].

Il voto al Senato servirà solo per misurare l'esistenza del Governo Conte, che non potrà contare - si presume - sul voto a favore di Italia Viva e di alcuni senatori a vita. Se questo dovesse accadere - se i parlamentari di Renzi votassero contro, come non hanno fatto per il voto sulla fiducia, garantendo ancora l'esistenza del Governo, ma questo non gli viene riconosciuto da PD e M5S - Conte si salverebbe se raccogliesse "frutti" altrove. I cinquestelle non avrebbero alcun problema: pur di sopravvivere sono disposti a tutto.

Un dato rimane certo, però. Le elezioni non ci saranno. Anche Giorgetti, il deus ex machina della Lega, è contrario. Preferirebbe un Governo istituzionale. Salvini, per il momento, non lo segue solo perchè ha paura che la Meloni lo sopravanzi nei sondaggi. Di Forza Italia è meglio non parlare. I suoi parlamentari si dissolveranno come neve al sole e troveranno nuove occupazioni. Renzi è lì che aspetta di "ereditare" la leadership di quello che rimarrà della creatura di Berlusconi, per occupare uno spazio al centro della scena politica. E' questo il suo disegno.

Questo, in sintesi, lo stato della politica italiana, che fa rimpiangere quello della Prima Repubblica, dove il Parlamento era frequentato da persone che, pur con i loro errori e le loro contraddizioni, sapevano cosa fosse lo Stato. Oggi, viviamo il deserto politico a tutti i livelli. Salvo poche, isolatissime eccezioni, si coltivano solo interessi di parte. La politica è diventato puro "mercato": di voti, di prebende, di protezione.

Solo degli sprovveduti possono pensare che l'Italia ritrovi la sua dignità evitando le ore drammatiche che l'attendono nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. La mancanza della libertà protratta così a lungo e la spirale della crisi economica, che sta mettendo in ginocchio milioni di persone e sta distruggendo il cento medio, non possono non avere un esito tragico, qualora la situazione non fosse modificata rapidamente.

Nè vale chiedere il conforto di Dio per le donne e gli uomini di questo Paese, considerato il fatto che la stragrande maggioranza di loro lo rinnegano e vogliono vivere facendone a meno.

Negli ultimi cinquant'anni, a partire dalle leggi sull'aborto e sul divorzio - che hanno devastato la famiglia naturale e prodotto l'"inverno demografico" che stiamo vivendo - l'Italia ha promosso il Male. Le leggi che sono seguite a quelle evocate hanno percorso lo stesso solco, comprese quelle attuali, che vogliono promuovere e diffondere la cultura del gender nei suoi dettagli, anche ai più piccoli e perfino eliminare dagli atti amministrativi i termini "madre e "padre".

Perchè Dio, che è il Bene Assoluto, dovrebbe proteggere delle creature che lo tradiscono, che si rivolgono al Male e che lo praticano?

La "melassa" della Misericordia - che è pura devastazione e rovina senza la Giustizia - racconta che Dio accoglie e perdona tutti. Non si evocano neanche il pentimento e la penitenza. Lo stiamo constatando. Se così fosse, Dio avrebbe preservato l'Italia dalla catastrofe che stiamo vivendo, che è solo il prologo di quello che ci attende. Pioverà fuoco dal Cielo, se l'Italia non ritroverà la strada del Bene.

*************

Cari amici,
se volete il mio ultimo libro, “Il disegno del diavolo – Il virus e l'uomo che vuole fare a meno di Dio”, inviate una email a pasqualedanilo.quinto@gmail.com o un messaggio al 340.0727761. La donazione è di 18 euro. Va fatta con queste modalità:

•PAYPAL a questo link
paypal.me/PQUINTO1

•BONIFICO sul CONTO POSTEPAY intestato Pasquale Quinto
IBAN IT 54 Y 36081 0513820 1764601769
• Ricarica POSTEPAY intestata Pasquale Quinto
Numero carta 5333 1710 7086 6807 -
Codice fiscale QNTPQL56B10A662I (“i” maiuscola)
• Vaglia postale intestato Pasquale Quinto - Via G. Matteotti, 9 - 44011 Argenta (FE)