Fatima.
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Medjugorje - Testimonianza

"…Sono stata sposata per più di 20 anni con un uomo meraviglioso.
Per me era il primo matrimonio, ma per lui era il secondo (aveva divorziato dalla sua prima moglie).
A partire dal giorno del nostro matrimonio abbiamo sofferto moltissimo.
Siamo stati banditi dalle nostre famiglie…
Due anni fa, mio marito è morto ed io mi sono ritrovata molto sola.

Mia sorella mi invitava a tornare in chiesa, ma ogni volta che facevo un tentativo, sentivo in me qualche cosa che mi tratteneva.
Mi vergognavo, ed inoltre ero stata ferita da tutte quelle persone che mi avevano evitato mentre allo stesso tempo dicevano di amare Dio.

Dunque, continuavo a tenermi lontana dalla Chiesa.
Quando mia sorella mi chiese di accompagnarla a Medjugorje, io non ne ero entusiasta, ma accolsi l’invito come un’occasione per uscire un po’ dalla routine.
Lei si ricorda senz’altro che le avevo detto che la minima allusione alla “preghiera” mi faceva star male.
Io volevo fare un viaggio, non volevo partecipare ad un pellegrinaggio.

Tuttavia mi sono ritrovata a Medjugorje per il 20° Anniversario delle Apparizioni – alle quali nemmeno credevo!
Cercavo sempre di evitare di partecipare alle attività che ci erano proposte, soprattutto la Messa e l’Adorazione del Santissimo Sacramento, ma lei, sistematicamente, m’invitava ad unirmi al gruppo, sempre se lo desideravo.

Sbarcando dal traghetto a Spalato, avevo il mal di mare e già mi detestavo e detestavo mia sorella che mi aveva portato lì.
Ma quando siamo arrivati a Medjugorje, ho provato un’emozione tutta speciale nel mio cuore.

Dopo aver parlato con lei sull’autobus, qualcosa nel profondo mi diceva di concedermi una possibilità.
Lei aveva detto che la Madonna veniva in particolare per prendersi cura dei suoi figli malati e mi aveva raccontato la sua esperienza di conversione.

Mi aveva anche detto di non stare a cercare segni nel cielo, né nella natura, ma di guardarmi dentro, di aprire il mio cuore durante i quattro giorni che avrei trascorso a Medjugorje.
Ebbi davvero voglia di fare così.
Quando ha parlato della Collina delle Apparizioni (il Podbrdo), ho sentito qualcosa in me che mi diceva forte di salire lassù.
A dire il vero, io detesto arrampicarmi sulle colline, ma alla fine ci sono andata con il nostro gruppo, pregando il rosario (che imparavo di nuovo a recitare!).

Arrivata in cima, ho sentito il desiderio di rimanere sola e sono andata presso una croce di legno, in disparte rispetto al luogo in cui il nostro gruppo si era seduto e sono rimasta là.
Ero in profondo raccoglimento;
speravo di sapere se mio marito era andato in Paradiso.
Era un uomo buono, e pregavo per lui.

Quando fui pronta per andarmene, ho alzato gli occhi per cercare gli altri del gruppo, ma erano andati tutti via.
Costernata, mi sono guardata intorno per vedere se ci fosse qualcuno che mi indicasse il cammino per tornare giù.

Ho fatto qualche passo, ed è stato allora che ho visto un sacerdote.
Gli ho chiesto se parlasse spagnolo. Con mia grande sorpresa ha risposto di si, e allora gli ho chiesto dove dovessi passare per scendere dalla collina.

Egli mi ha chiesto perché me ne volessi andare e io gli ho risposto che avevo già visto il posto. Lui, allora, mi ha detto che non ero lì per "vedere, ma per pregare", perché solo in quel modo avrei potuto veramente “vedere” con gli occhi del mio cuore.

Io mi sentivo molto a mio agio con lui e gli ho risposto che avevo già pregato.
Ma lui mi ha detto che avevo bisogno di pregare ancora.
È stato allora che ho realizzato che stavo parlando con un sacerdote in spagnolo!

Ero felice di poter parlare ad un sacerdote che non fosse quello del nostro gruppo, con il quale mi vergognavo di esprimere i miei pensieri.

Mi sono anche ricordata che mia sorella mi aveva consigliato di pregare la Gospa affinché mandasse un santo sacerdote nella mia vita per aiutarmi ad esprimere i miei sentimenti ed aprire il mio cuore.

Rosanna Martini, [26/11/2022 13:38]
Allora ho pensato: “La Madonna ha risposto in fretta alla mia richiesta!”
Ho chiesto a quel sacerdote se potevo parlargli di me, ed ho cominciato a parlargli dei miei dubbi, della mia vita, di mio marito, dei miei figli e del mio viaggio a Medjugorje.
Gli ho parlato del mio desiderio profondo di accostarmi all’Eucarestia e della mia paura di commettere un peccato perché ero stata sposata con un uomo divorziato.
Gli ho spiegato che amavo mio marito.

Era strano perché io parlavo e parlavo e lui mi ascoltava con un’attenzione incredibile, senza mai interrompermi.
Quando ho finito di parlare, mi ha guardato dritto negli occhi con uno sguardo che non dimenticherò mai, uno sguardo profondo, pieno di compassione e pieno d’amore, l’amore di qualcuno che è lì solo per aiutarti.

Allora, mi ha parlato dell’importanza del sacramento della Riconciliazione, che è un dono magnifico per noi, e mi ha detto come Gesù ha steso le sue braccia per abbracciare tutti i nostri peccati e guarire i nostri cuori.

Gli ho chiesto se credeva alle apparizioni della Madonna, ed egli mi ha risposto che una madre va sempre verso i suoi figli, soprattutto se sono malati.

E che l’umanità adesso è malata, avendo perduto la fede, ma se noi cominceremo a pregare e a digiunare, e a vivere secondo il Vangelo, allora entreremo in un mondo magnifico.
Egli mi ha detto che noi abbiamo bisogno di aver fede, e che attraverso la preghiera, la nostra fede crescerà forte.

Abbiamo cominciato a scendere dalla collina, e poco dopo ho pensato che gli avevo raccontato tutta la mia vita, e che avevo bisogno della sua benedizione e del perdono dei miei peccati.
Egli mi ha guardato e mi ha messo una mano sulla testa.
Mi ha detto di cercare un sacerdote per confessarmi, per ricevere una confessione sacramentale.

Gli ho chiesto se non poteva confessarmi lui stesso, ed egli mi ha detto che noi avevamo parlato ma che dovevo andarmi a confessare prima della Messa, durante la recita del Rosario.
Mi ha detto di cercare un prete nel secondo dei confessionali che si trovano fuori la chiesa.

Quel pomeriggio ho preso la corona che lei mi aveva regalato e sono andata dritta al confessionale che quel sacerdote mi aveva indicato, sperando di trovarci proprio lui.
Ma con mia grande sorpresa, ci ho trovato un prete che veniva dall’Argentina (almeno credo).
Ho ricevuto il sacramento della Riconciliazione.
È stato come un balsamo nel mio cuore!
Ho potuto sentire realmente la guarigione da tutte le mie ferite.
Ho sentito di appartenere a Dio e a Gesù, e ho cominciato a piangere e a piangere.

Quando ho smesso di piangere, era già arrivato il momento della Comunione e per la prima volta dopo più di 20 anni, ho ricevuto l’Eucarestia, cibo benedetto!
Mi ricordo la storia della manna venuta dal cielo e, si, io avevo camminato tutto quel tempo nel deserto senza questo cibo meraviglioso!

Quella sera, io e mia sorella camminavamo insieme ed io le stavo raccontando tutta l’esperienza magnifica che avevo vissuto quando, su una stampa, ho visto la foto del sacerdote con cui avevo parlato sulla collina.
Gliel’ho mostrata dicendole che era quello il sacerdote che avevo incontrato.
Mi ricordo che una strana espressione si dipinse sul suo viso, e poi, senza dire una parola, lei si è allontanata con la scusa di andare a vedere delle medagliette in un negozio.
Ma avevo visto che io suoi occhi si erano riempiti di lacrime.
Oggi capisco che lei non volle dirmi chi era quel sacerdote.

Ma mia sorella mi ha detto che si trattava di padre Slavko, un santo sacerdote che era "morto nel mese di novembre"....

Io desidero ringraziarla per non aver detto nulla in quel momento, perché non avrei compreso. Adesso posso andare per il mondo a parlare di questo incredibile amore che ho ricevuto dal mio Signore Gesù e di questo incredibile regalo che mia Madre mi ha fatto per il suo Anniversario!