Israele, gli Assiri e la rampa d'assedio a Lachis

In passato gli Assiri furono una delle più grandi superpotenze del Vicino Oriente, che controllavano un'estensione di territorio che andava dall'Iran all'Egitto.

Le tecnologie militari in possesso degli Assiri hanno permesso loro di vincere moltissime battaglie e di penetrare all'interno di cittadelle ben fortificate. Nel IX-VII secolo a.C. tutta la strategia si può dire che ruotasse intorno alle rampe d'assedio, delle strutture elevate che permettevano di trasportare le macchine di assedio fino alle mura della città da espugnare.

La rampa d'assedio assira rinvenuta a Lachis, in Israele, è l'unico esempio sopravvissuto dell'abilità militare degli Assiri e di tutto il Vicino Oriente. Un gruppo di archeologi ha ricostruito, per la prima volta, le modalità utilizzate dall'esercito assiro per costruire la rampa ed utilizzarla per conquistare Lachis.

Gli archeologi, guidati dal Professor Yosef Garfinkel e dalla Dottoressa Madelein Mumcuoglu, dell'Istituto di Archeologia dell'Università ebraica di Gerusalemme, coadiuvati dai Professori Jon W. Carrol e Michael Pytlikdell'Università di Oakland, hanno attinto ad un gran numero di fonti per avere un quadro completo delle modalità con le quali venne portato l'assedio alla città di Lachis. L'eccezionale quantità di dati include testi biblici (2Re 18,9 e 19,37; 2Cronache 32; Isai 36-37), iconografie rappresentate da rilievi in pietra raffiguranti scene di battaglia che coinvolgevano gli Assiri eiscrizioni accadiche, nonché scavi archeologici e fotografie ricavate dai droni.

Lachis era una fiorente città cananea del II millennio a.C. ed era la seconda città più importante del regno di Giuda. Nel 701 a.C. Lachis venne attaccata dall'esercito assiro guidato dal re Sennacherib. L'analisi di Garfinkel fornisce un vivido resoconto della costruzione della rampa d'assedio da parte degli Assiri che se ne servirono per portare, vicino alle mura della città, gli arieti in grado di risolvere l'assedio. Il metodo rigoroso impiegato da Garfinkel e dai suoi collaboratori, comprendente l'analisi fotogrammetrica delle fotografie aeree e la creazione di una mappa digitale dettagliata del paesaggio, ha prodotto un modello pratico che tiene conto di tutte le informazioni disponibili sull'assedio di Lachis.

Gli Assiri avevano un esercito potente e ben equipaggiato che, all'inizio dell'VIII secolo a.C. sedò rapidamente la crescente ribellione nel Levante meridionale. Nel 721 a.C. venne conquistato il regno d'Israele. Vent'anni dopo l'esercito assiro attaccò il regno di Giuda, assediando la sua città più importante, Gerusalemme e lanciando, nel contempo, un assalto diretto alla seconda città più importante della regione, Lachis appunto. Sennacherib in persona si recò a Lachis per sovrintendere all'assedio che iniziò proprio con la costruzione, da parte dell'esercito assiro, della rampa che consentisse di superare il dislivello del terreno.

Secondo Garfinkel le prove raccolte sul sito chiariscono che la rampa era fatta di piccoli massi di circa 6,5 chilogrammi ciascuno. Ma dove avevano raccolto gli Assiri i tre milioni di pietre che, è stato calcolato, furono necessarie per completare la rampa? La soluzione migliore potrebbe essere stata quella di estrarre le pietre il più vicino possibile all'estremità opposta della rampa. "A Lachis c'è una scogliera esposta del substrato roccioso locale esattamente nel punto in cui ci si aspetterebbe che ci sia", ha confermato Garfinkel.

I ricercatori ritengono che la costruzione della rampa sia iniziata a circa 80 metri di distanza dalle mura di Lachis, vicino al luogo di estrazione delle pietre necessarie alla costruzione. Queste ultime sarebbero state trasportate attraverso catene umane, passate di mano in mano; l'ipotesi è che fossero state costituite quattro catene umane che lavoravano in parallelo, ventiquattro ore su ventiquattro. Garfinkel ha calcolato che ogni giorno venivano spostate circa 160.000 pietre. "Il tempo era la principale preoccupazione dell'esercito assiro. Centinaia di operai lavoravano giorno e notte, trasportando le pietre in due turni di 12 ore ciascuno. La manodopera era formata, probabilmente, da prigionieri di guerra e dalla riduzione della popolazione locale ai lavori forzati. Gli operai erano protetti da massicci scudi posti all'estremità settentrionale della rampa, che venivano fatti avanzare verso la città di pochi metri al giorno", ha dichiarato Garfinkel.

In circa 25 giorni la rampa aveva assunto la forma di un gigantesco cuneo triangolare ed era arrivata alle mura della città. Il profeta Isaia, vissuto alla fine dell'VIII secolo a.C. e testimone oculare degli eventi, si riferisce agli Assiri come soldati dotati di un potere quasi soprannaturale: "Nessuno di loro è stanco, nessuno di loro inciampa, nessuno di loro si addormenta o è assonnato, nessuno di loro ha la cintura slacciata, nessuno di loro ha i sandali rotti" (Isaia 5,27).

Gli assediati, ovviamente, cercarono di difendersi lanciando frecce e pietre sul nemico. Garfinkel suggerisce che gli operai che lavoravano indefessamente alla rampa utilizzassero enormi scudi di vimini a forma di L, simili a quelli che, nei rilievi assiri, proteggono i soldati in battaglia. Nella fase finale vennero portate sulla rampa delle travi di legno sulle quali vennero posizionati gli arieti, massicce macchine d'assedio di circa una tonnellata di peso.

Per avere ulteriore conferma alle sue scoperte Garfinkel sta pianificando di effettuare degli scavi all'estremità della rampa nell'area della cava. Scavi che potrebbero fornire ulteriori prove dell'attività dell'esercito assiro e potrebbero portare a nuove conoscenze sulle modalità di costruzione della rampa.

Fonte
eurekalert.or


Israele, gli Assiri e la rampa d'assedio a Lachis
Giorgio Tonini
È incredibile come l’ingegno umano sia sempre stato tanto fertile e creativo, in ogni epoca e civiltà, inventando e mettendo a disposizione strumenti di guerra sempre più efficienti e devastanti. Un crescendo che non ha mai conosciuto crisi ma solo sviluppi. Un’attività risalente fin dai tempi più antichi, ammantata perfino di qualcosa di nobile “…non si eserciteranno più nell'arte della guerra…”…More
È incredibile come l’ingegno umano sia sempre stato tanto fertile e creativo, in ogni epoca e civiltà, inventando e mettendo a disposizione strumenti di guerra sempre più efficienti e devastanti. Un crescendo che non ha mai conosciuto crisi ma solo sviluppi. Un’attività risalente fin dai tempi più antichi, ammantata perfino di qualcosa di nobile “…non si eserciteranno più nell'arte della guerra…” (Isaia 2). Anche se, tuttavia, il versetto di Isaia voleva far comprendere, già allora, l’inutilità di combattersi tra i popoli. E venne, infatti, nella pienezza dei tempi, Nostro Signore Gesù Cristo a portare si la spada, non da usare però in senso materiale, bensì intendendola come lotta spirituale del Bene contro il male.
alda luisa corsini
Sui rilievi del palazzo di Sennacherib, studiati da Meyer, riproducenti la crudeltà assira sugli abitanti di Lachis cfr: I reperti provano che gli Assiri erano crudeli: quanto racconta la Bibbia