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Fasano. Il Tempietto di Seppannibale

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Nelle campagne di Fasano, in Puglia, questo tempietto bizantino svetta sulla depressione di una lama e sulle grotte scavate nelle pareti laterali. Costruito alla fine dell’ottavo secolo era forse il luogo di culto frequentato nel Medioevo dagli antichi abitanti della lama e dai viandanti di passaggio sulla Via Appia Traiana. Ma gli scavi archeologici condotti all’interno del vasto recinto del tempietto hanno individuato le tracce di un insediamento ben più antico, testimoniato da tombe terragne e dalle monete degli imperatori romani.

La facciata anteriore del Tempietto

Oggi il tempietto è nelle pertinenze della vicina masseria fortificata seicentesca di Seppannibale Grande. Questo nome curioso deriva probabilmente dal diminutivo di Giuseppe Annibale, un membro della famiglia Indelli, proprietaria della contrada negli ultimi due secoli. Il tempietto era originariamente dedicato a San Pietro Veterano e viene considerato una delle più antiche chiese esistenti in Puglia, in stile longobardo beneventano.

La facciata settentrionale con il protiro d’ingresso e le cupolette della navata centrale

Il Tempietto ha la pianta a forma di quadrato. L’ingresso principale è quello del lato ovest, con un portale rettangolare, l’architrave decorato da una croce e un arco a tutto sesto con il timpano. Un secondo ingresso si trova sul fianco nord ed è preceduto da un piccolo portico ad arco (protiro). La facciata orientale ha l’abside a base quadrata (in parte crollata) e il catino absidale di forma a botte con copertura a due falde.

La facciata posteriore con l’abside

L’interno è molto articolato ed è strutturato su tre brevi navate con una coppia di pilastri che dividono la centrale in due campate. La navata centrale è coperta da due cupole in asse, mentre le navate laterali hanno le volte a semibotte. I pilastri e i semipilastri portanti sono decorati da capitelli scolpiti. L’arco interno del portale porta inciso il nome del probabile committente, forse il vescovo Gregorio, vissuto alla fine del decimo secolo.

Gli affreschi dell’Apocalisse

I restauri degli anni Ottanta hanno fatto affiorare alcuni brandelli di affreschi. I più significativi si trovano nella cupoletta dell’ingresso e mostrano due scene dell’Apocalisse di San Giovanni. In alto è la visione dei sette candelabri (tratta dal capitolo 1). Segue in basso l’episodio del drago con le sette teste che si avvicina alla Donna per ucciderla; a questa vengono fornite le ali al momento del parto per sfuggire al nemico e rifugiarsi nel deserto (episodio tratto dal capitolo 12). È anche visibile la scena dell’angelo che annuncia a Zaccaria la nascita del figlio Giovanni. Le altre figure sono interpretabili come i santi martiri Quirico e Giulitta, i diaconi Stefano e Lorenzo, Abramo e Melchisedec.

La visione di Giovanni nell’isola di Patmos

Per visitare il tempietto di Seppannibale occorre lasciare la strada statale 16 (E 55) all’uscita di Lamalunga situata al km 854. Con la viabilità di servizio si raggiungono la Masseria e il vicino tempietto che si trovano nei pressi di una stazione di servizio Q8, sul lato mare.

L’angelo annuncia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista
N.S.dellaGuardia
L'apocalisse era già attesa nell'ottavo secolo.
E temuta...