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E’ la politica, bellezza! – Danilo Quinto – 08.02.2021

Diceva il profeta Isaia: “Guai a quanti chiamano bene il male e il male in bene; che trasformano le tenebre in luce e la luce in tenebre; che trasformano l’amaro in dolce e il dolce in amaro”. Se gli uomini vogliono salvare le loro anime, non esistono ambiti delle attività umane dove non si devono praticare questi precetti. Questo credono i cattolici. “Devono” crederlo per i meriti di Nostro Signore e per la sua Parola, che è Parola di Verità. Non è Parola che si mescola con la menzogna, né parola che accetta il male minore e neppure il compromesso o la verità relativa. A Gesù non appartengono queste categorie e chi si dichiara Suo seguace, deve imitarlo. Sempre. La verità è il “sì, sì, no, no”, come ha insegnato Cristo ai Suoi amici. Tutto il resto viene dal Maligno. Sappiamo che il “mondo” non accetta la Verità (diceva il Premio Nobel Anatole France: “Amo la verità. Credo che l’umanità ne abbia bisogno. Ma ha un bisogno ancora più grande della menzogna che la lusinga, la consola, le dà speranze senza limite. Senza la menzogna, morirebbe di disperazione e di noia”), così come sappiamo che battersi per la verità, significa - per il “mondo” – intraprendere una battaglia inutile, perché impossibile da vincere. Il “mondo” dice: “Ah, scemo! Non sei mica Don Chisciotte della Mancia, che ‘vedeva’ i ‘giganti con le braccia lunghe’ e voleva combatterli, mentre Sancho Panza, il suo scudiero, lo richiamava alla ‘realta’, cercando di dimostrargli che erano mulini a vento”. Quella contro i “giganti” è una battaglia che va combattuta, invece. Il “mondo” dirà che sei “pazzo”, mentre tu sai che è l’unica battaglia giusta da fare e che facendola rischi, anche la persecuzione e l’odio. Non è forse proprio questo il “destino” assegnato da Gesù ai Suoi amici? Non combattendo quella battaglia vivrai nelle tenebre, in questa vita e nell’altra.

Questa premessa vale anche per l’ambito politico e per coloro che in quest’ambito si professano cattolici. Io non so se Matteo Salvini sia cattolico praticante. Quello che so è quello che lui ha dichiarato (“Credo in Dio, credo nel Cuore Immacolato di Maria, non a tutela mia, ma a tutela dei nostri figli, del popolo italiano”, a “Fuori dal coro”, 6.11.2019) e quello che ha ostentato più volte, in piazza e in Parlamento (il Santo Rosario).

Ebbene, da queste parole e da questi gesti (se queste parole e questi gesti sono dettati da fede veritiera e non siano rivolti ad instaurare un dialogo con settori della Chiesa) si desume che Salvini abbia professato la sua fede cattolica. Chi professa la fede, deve agire di conseguenza. Dovunque egli sia chiamato ad essere, qualunque cosa faccia. Non può mettere “tra parentesi” la Verità. Questo vale per Salvini, se è cattolico e per tutti coloro che praticano la politica professandosi cattolici. Non si può stare con i “piedi in due staffe”, quella del “mondo” - che è nemico di Dio – e quella del bene (o, come lo chiamano i politici, del “bene comune”). Certo - lo so - ci sono cattolici che si “accontentano”, che sono “bravi cattolici”, come vuole il “mondo”. Più volte sono stato invitato a farlo anch’io. “Non dire troppo la verità, perché disturbi e sarai isolato”, mi è stato detto. “Ho firmato l’appello per i dieci milioni di euro all’anno a Radio Radicale, perché me l’ha chiesto un amico al quale non potevo dire di no”, mi disse anni fa una ex parlamentare cattolica. “Noi diamo il denaro a Pannella per la sua radio, per farlo divertire”, mi disse un altro (attuale) parlamentare cattolico. Questa è la politica, bellezza! Da cattolico, io non ci sto. Per me non esiste la doppia verità (i “vizi privati” e le “pubbliche virtù). La verità è una sola.

Torniamo a Salvini. Pragmatismo. E’ il termine da lui usato per spiegare l’apertura “senza condizioni e senza veti” nei confronti di Mario Draghi, caldamente sponsorizzata da Giancarlo Giorgetti e caldeggiata dai parlamentari della Lega, Bagnai e Borghi, che per molti anni – da economisti quali sono – erano (non si comprende se ancora lo siano) su posizioni anti-euro e, soprattutto, contrarie agli attuali assetti dell’Unione europea e alle sue politiche economiche. Può bastare il discorso di Draghi di sei mesi fa al Meeting dell’Amicizia di Rimini – quando l’ex presidente della BCE ha parlato di “debito buono” e “debito cattivo” – per far loro cambiare idea? Sì, è bastato. Sono stati “fulminati”. Non esiste più, per loro, l’ex presidente della BCE, con le sue scelte di politica economica e finanziaria e Salvini ha proposto la sua “mossa”, che ha sparigliato le carte negli altri partiti. E’ diventato “europeista” nell’arco di 24 ore, come hanno detto alcuni? Non credo, affatto. Ha agito per “pragmatismo”, come ha dichiarato.

Che significa agire per “pragmatismo”? Prendiamo la definizione che ne dà il Dizionario: “Atteggiamento improntato ad una visione realistica e pratica, finalizzato a ottenere, talvolta anche in modo spregiudicato, risultati concreti”. Qualcuno potrebbe dire: “E’ la politica, bellezza!”. Questo un cattolico non può dirlo, né tantomeno farlo. Un cattolico non agisce in modo spregiudicato per ottenere risultati concreti. Un cattolico agisce, anche in politica, mantenendo fede ai principi. Distinguendo nettamente il bene dal male e non cooperando con il male.

Entrando nel Governo Draghi, il “cattolico” Salvini sarà alleato del Partito Democratico, che dirigerà i suoi “mal di pancia”. Il PD è l’erede dell’ideologia comunista (poi alleata al cattolicesimo democratico), che ha soggiogato l’Italia per 70 anni, riducendola a Paese senz’anima, senza identità, senza cultura (se non quelle “prodotte”, “assimilate” e “ammesse” da quell’ideologia), occupando tutte le strutture dello Stato e del parastato (tutti i livelli dell’apparato burocratico, il Parlamento, la Giustizia, la Scuola, l’Università, ecc., ecc.).

Può un cattolico cooperare e allearsi con quella parte politica che, sul piano storico, è la maggiore responsabile del disastro politico, economico e sociale in cui si trova il Paese, aggravato nell’ultimo anno – in termini drammatici – dalla gestione fallimentare della diffusione del virus, che i catto-comunisti hanno condotto insieme ai parlamentari e ai membri del Governo del partito di Grillo e che meriterebbe di essere seriamente indagata a livello parlamentare e giudiziario? La risposta è negativa. Non può farlo.

Il Governo Draghi e Mario Draghi sono il male assoluto? Non penso questo. Penso che Draghi è una persona che ha un passato molto prestigioso e particolare, nel corso del quale si è sempre dimostrato omogeneo e sodale ai voleri dei grandi potentati economico-finanziari globalisti e al potere europeo – di cui è stato uno dei massimi rappresentanti negli ultimi vent’anni – che da un lato ha impedito ai popoli europei di coltivare la loro sovranità e di difendere la loro dignità (usando una moneta creata ad arte come usbergo del loro dispotismo), dall’altro ha prodotto direttive e raccomandazioni sul piano della difesa della vita, nascente e morente, della famiglia, della cultura del gender che stridono con i princìpi cattolici e con la stessa “idea” di Europa e della sua identità cristiana. Draghi è stato l’autore, da Direttore Generale del Tesoro, del più grande piano di privatizzazione mai attuato in Italia ed è stato membro della più importante banca d’affari del mondo, la Goldman Sachs. Non ha nulla a che fare, Mario Draghi, con il Deep State, che con il permesso di Dio, intende operare per modificare gli assetti globali e “riassettare” tutti gli aspetti della vita delle persone, affidandosi a quell’oligarchia mondialista che ha i suoi piani e le sue strategie da decenni e che ora sono ben visibili, perché ostentati senza alcun più pudore?

Può un cattolico cooperare – per “pragmatismo” - con una persona che ha queste caratteristiche e questi comportamenti e che è considerato il “migliore”, che farà il Governo dei “migliori” (a prescindere dal programma, di cui a tutt’oggi non si conosce nulla), quasi che fosse “l’uomo voluto dalla Provvidenza”, “benedetto” pure dall’inquilino di Santa Marta, che pochi mesi fa l’ha nominato membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali? La risposta, anche qui, è negativa. Non può farlo. Né vale la considerazione che con Draghi ci si affrancherebbe dall’incapacità manifestata dagli esponenti del Governo precedente. Fa più danni la padella o la brace?

“Sento” che qualcuno esclama: c’è la Presidenza della Repubblica, c’è Confindustria, ci sono le parti sociali, i settori produttivi del Nord. Tutti vogliono Draghi. A maggior ragione: perché è così ambita la partecipazione a questo nuovo Governo, che disporrà, con ogni probabilità, della più ampia maggioranza di cui mai ha potuto disporre un Governo nella storia di questo Paese, tutta europeista, tutta atlantica e tutta ecologista (anzi, che si batterà, tutta compatta, per la “transizione ecologica”, come l’ha chiamata l’avvocato Conte, il nuovo leader dei Cinquestelle)?

“Sento” che altri dicono: il Recovery Plan aspetta e determinerà il futuro dei nostri giovani, poi c’è il cosiddetto piano vaccinale, i licenziamenti che scattano il 31 marzo, ecc., ecc. Appunto, c’è la politica, bellezza! Non c’è niente, però, che può fare a meno della verità, a meno che non si sia d’accordo con quello che sosteneva il grande scrittore e Premio Nobel William Faulkner: “La verità – quella lunga netta chiara semplice inflessibile indiscutibile linea retta, su un lato della quale il nero è nero e sull’altro il bianco è bianco – è diventata adesso un angolo, un punto di vista”.

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Se volete aderire all’Appello alla Preghiera per salvare l’Italia (Appello alla preghiera per salvare l’Italia - Danilo Quinto - 5 febbraio 2021) scrivete un’email a pasqualedanilo.quinto@gmail.com o un messaggio al numero 340.0727761.

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Christoforus78
I politici proclamano Dio con la lingua ma lo rinnegano con le opere.