MESE MARIANO - Beato Alano della Rupe: I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO DELLA RUPE - Maria SS. rivela al (Novello) Sposo, che il Rosario salva dalle Streghe. (1° parte) I. …More
MESE MARIANO

- Beato Alano della Rupe: I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO DELLA RUPE

- Maria SS. rivela al (Novello) Sposo, che il Rosario salva dalle Streghe. (1° parte)


I. Viene tramandata una storia, che la
Beatissima Vergine Maria si è degnata,
incredibilmente, di rivelare al Suo Devoto
Novello Sposo.

1. Maria, la Sposa di Dio, parlò così:
“Mio caro (Novello) Sposo, San Domenico,
dopo essere stato a Roma, partì in viaggio
alla volta di Parigi, attraversando la
Germania, e, al suo seguito aveva altri sei
Fratelli dell’Ordine; e, percorrendo ogni
dove, soleva fare raduni ed adunanze di
popolo, in particolare, nei monasteri e nei
conventi.
E, sebbene nella predicazione nei
territori stranieri, si servisse per lo più di un
interprete, tuttavia, anche quando parlava
spagnolo, veniva compreso perfettamente
da quelli che ne ignoravano la lingua,
proprio come se parlasse la loro lingua
nazionale.

2. Aveva infatti ricevuto uno speciale
dono di grazia di Dio, quello di farsi
comprendere in qualunque lingua, pur non
conoscendole.
Il dono eccezionale delle lingue, egli lo
utilizzava a loro vantaggio: infatti, la forza
dello spirito divino infusa nella sua umanità
per la salvezza del mondo, stava per venire
alla luce, e non doveva in alcun modo
essere fermata o ritardata dalla mancanza
di conoscenza delle lingue; per questo gli
era stato concesso questo dono (delle
lingue), per l’opera (di Dio).
Egli, poi, era il primo condottiero, dal
quale Dio volle diffondere i (frati) Predicatori
in tutte le Regioni e Nazioni del mondo.

3. E non era per puro e semplice dono
di Dio, che egli parlava le varie lingue, ma
anche per suo merito: dal momento che, in
special modo, sotto l’impulso dello spirito,
egli chiedeva ardentemente a Dio, quella
grazia.
Come quando, in Francia (chiese la
grazia di predicare) ad alcuni Alemanni, e,
per molti giorni, fece dei bei Sermoni in
alemanno.

4. Ero Io che avevo ottenuto, per la
salvezza delle anime, dal mio Figlio la
grazia, che il mio Sposo (Domenico) potesse
farsi comprendere senza problemi dalle
folle.
Allora, in qualunque Nazione straniera
egli mettesse il piede, per grazia, la
predicazione si adattava immediatamente
alla lingua del medesimo popolo.
E per questo, andava, come Apostolo
del Signore, ove lo Spirito lo conduceva.
Era stato inviato al mondo
agonizzante, dove l’Amore di Dio era
languido, per riportarlo in vita”.
“II. Ma ora, ascolta questo fatto
realmente accaduto, e che va ricordato per
sempre, a motivo della sua eccezionalità.
Vi era, nella Terra di Alemannia, un
Castello fortificatissimo, sia per la posizione
del luogo, sia per la manifattura e la
robustezza; lo abitava un Soldato, valoroso
combattente di guerra, e, insieme a lui, i
suoi quattordici ufficiali, uomini valorosi e
possenti, addestrati e preparati ad ogni
combattimento, sino alla conquista.
I loro animi erano, per questo, assai
brutali e di indole efferata e violenta, a tal
punto che, a fine giornata, si rallegravano
più del bottino ottenuto con azioni
scellerate, che di quello conquistato dopo
una vera e propria battaglia.
Non importava loro nulla di
patrocinare, razziare, e spargere sangue.
Era veramente incosciente la disumanità di
quegli uomini!
Questi quattordici (Ufficiali), che
stavano alla dipendenza del medesimo
Principe, avevano molti altri sotto le loro
insegne, non solo gli arruolati nell’esercito,
ma anche quelli che si erano alleati con
l’infame banda criminale.
Essi, facendo irruzioni in lungo e in
largo, e per tutte le regioni all’intorno, le
assaltavano con rapine, latrocini e stragi,
gettando nelle acque dei fiumi (il Reno e il
Danubio) gli innumerevoli uccisi.

I. San Domenico era giunto, così, nei
pressi di quell’infame Castello di predoni, e,
prima di proseguire il viaggio, di buon
mattino officiava all’Altare del Signore: ed
ecco, nel momento del Sacrificio della
Messa, Io, la Beatissima Madre di Dio, Sua
Amica, mi resi visibile a lui solo, e lo esortai
con queste parole:

“1. O Mio Domenico, amico di Dio,
finora il tuo viaggio è stato favorevole e
senza ostacoli: oggi, però, non sarà così,
perché sarai attaccato in questo paese
straniero!
La tua sorte, tuttavia, è nelle mani di
Dio.
Cadrai nelle mani di crudeli briganti,
ma Io ti salverò la vita.

2. Ora ti dirò che cosa dovrai fare!
Quando sarai fatto prigioniero da quei
sanguinari, seguili spontaneamente: solo
chiedi loro che ti portino dal loro Principe:
egli e i suoi ufficiali non sanno chi sei, nè
che sei lì per la loro salvezza!
Quello che dirai sarà subito
confermato dai fatti; le loro vite sono nelle
tue mani, mettili allora in guardia sul
pericolo incombente che li minaccia.
E mai si sono viste nel mondo cose
come quelle che questi uomini feroci
contempleranno e udiranno.

3. Dovrai però fare attenzione: in
questo Castello abitano quindici donne di
eccezionale bellezza fisica,
meravigliosamente nel decoro e
nell’eleganza, da essere considerate, da
quegli uomini passionali, un’autentico
incanto di bellezza e di grazia.
Esse hanno fatto perdere il senno al
Principe e ai suoi Ufficiali, ammaliandoli coi
loro artifici, e molte delle loro scelleratezze
le hanno commesse su loro consiglio.
Sono proprio esse, le dominatrici di
quei soldati, e solo in apparenza sono
creature umane: sono infatti veri Demoni
dell’Inferno, e, precisamente, ahimè! delle
Streghe.
Quei quindici uomini, invece, sono
convintissimi che esse siano delle dee (o
fate, come si suol chiamarle tra il popolo).
La loro amicizia è ritenuta di buon
auspicio, i loro consigli sono creduti oracoli.
Di quante di queste qui, purtroppo, è pieno il
mondo?
Le furie sono dolci e adescano col
miele: poi, uccidono con più impeto del
veleno di vipera.
Esse travolgono e sconvolgono tutto il
mondo.

4. Allora fa così: porta addosso a te,
una Santissima Particola del Corpo del
Signore, e, riprendi il cammino senza la
stola, che indossi pubblicamente nel Rito
della Messa.
Il Cielo ti istruirà in tutto fino alla
piena riuscita: sarai, infatti, catturato dai
briganti; invece, sei tu che li hai tra le mani,
come bottino di guerra, che porterai a Dio, e
sei sul punto di catturare e trionfare sui
Demoni, che soggiogano gli sventurati
predoni.

5. Tu, allora, una volta catturato,
quando sarai arrivato presso il Principe dei
briganti, chiedi che siano convocati tutti
quelli della casa: istruiscili con prudenza
sulle loro orrende scelleratezze,
ragguagliali sugli incombenti pericoli che li
minacciano, dal momento che, proprio lo
stesso giorno, esse li vogliono trascinare
tutti alla morte: fai uscire allo scoperto gli
Spiriti infernali; per sfuggire alle loro (arti
magiche), recita il Rosario insieme a quegli
uomini.
Fai bottino delle anime!
Riceverai il premio e la ricompensa per
tali prove!”.
Così disse, e disparve. "


(Beato Alano della Rupe o.p.:
I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO
Libro III: CAPITOLO III )


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