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NWO:"SIAMO ALLA FASE DECISIVA"

Stiamo entrando nella "fase decisiva". Il "New World Order" e la sua nuova religione satanica? Dobbiamo diventare figli della luce e rompere ogni rapporto con i figli delle tenebre: non è più tempo di mezze misure o compromessi.

di

Francesco Lamendola

Nel corso delle ultime settimane gli avvenimenti legati alla presunta emergenza sanitaria mondiale hanno subito una brusca accelerazione. Non solo stiamo assistendo, in Italia specialmente, ad un rapido inasprimento delle misure illiberali e anticostituzionali varate dal governo Draghi col sostegno e la complicità del Parlamento e con l’avallo morale e materiale di Bergoglio e Mattarella, ma si è ormai stabilito e consolidato, in tempi brevissimi, il principio e la pratica della discriminazione (il)legale dei cittadini, basata sull’accettazione o meno del farmaco miracoloso e sull’obbedienza o meno alla linea (pseudo)scientifica assunta dalle autorità per fronteggiare la situazione: il tutto con il consenso della maggioranza della popolazione, arruolata con l’arma del terrore nell’esercito dei vaccinati. In altre parole, stiamo entrando nel vivo della fase operativa dello scellerato progetto di asservimento totale che l’oligarchia globalista ha concepito da decenni e che da anni stava studiando e sperimentando, e che diciotto mesi fa è passato all’esecuzione diretta. La classe dirigente, nazionale e internazionale, si è bruciata tutti i ponti alle spalle: indietro non potrebbe più tornare, neanche volendo: pertanto andrà avanti, sempre più in fretta. Non potrebbe, per fare un esempio, riconoscere onestamente che le campagne vaccinali non hanno affatto risolto il problema, di fronte all’evidenza che il numero dei morti è aumentato proprio là dove maggiore è stata la vaccinazione; che il siero genico sperimentale (che agisce immettendo nel genoma del nuovo materiale genetico, trasformando il vaccinato in un OGM), spacciato per vaccino, non dà immunità; che i non vaccinati non corrono affatto rischi più gravi dei vaccinati, e che non rappresentano alcun pericolo di contagio per gli atri: il tutto restando sul terreno medico e senza neanche sfiorare la grande questione giuridica e morale dell’imposizione di misure sanitarie di fatto obbligatorie le quali violano la libertà di coscienza e di decidere liberamente, autonomamente e serenamente di come regolarsi nell’ora presente da parte del singolo individuo, per sé e per i propri figli minorenni. Non lo potrebbe, perché a quel punto dovrebbe fatalmente accettare una critica al proprio operato e una radicale revisione del suo modo di procedere: il che non è neppure pensabile, visto che ora quei signori hanno raggiunto il massimo del controllo sociale, pur non avendo vinto alcuna elezione e non provenendo neanche, come nel caso di Draghi, dal mondo della politica, dove ci si sottopone al giudizio del voto, ma direttamente da quel mondo della grande finanza che già ha fatto quello che ha fatto sia in Italia che all’estero: in Italia, svendendo a gruppi stranieri i gioielli dell’industria pubblica nazionale; all’estero, imponendo alla Grecia in default un regime di lacrime e sangue che ha prodotto, fra le altre cose, un’alta mortalità infantile, essendo state drasticamente ridotte le spese sanitarie per garantire le banche tedesche e francesi che avevano garantito il debito pubblico greco.

Perciò la domanda è non se quei signori si fermeranno, perché di certo non si fermeranno, ma fin dove vogliono arrivare. E la risposta è: fin dove possono, cioè fin dove non incontreranno ostacoli. I quali ostacoli possono sorgere sia dall’alto, sia dal basso. Dal basso, nel caso si verifichi una reazione popolare sufficientemente forte da far capire loro che non possono più continuare sulla strada intrapresa: reazione che a sua volta potrà essere di varia natura, dalla disobbedienza alle inique misure discriminatorie, fino a una sollevazione di piazza vera e propria. Dall’alto, se i loro padroni della grande finanza decideranno, per delle ragioni tutte loro, di cambiare strategia, o se fra essi sorgeranno divisioni dovute a una diversa valutazione delle cose. La parabola discendente di Cosa Nostra iniziò nel 1992 quando una fazione di essa decise di scendere sul terreno della lotta militare per sfidare apertamente lo Stato con il quale aveva sino ad allora convissuto in maniera fruttuosa, ma nascosta. Le stragi di Capaci e Via D’Amelio spinsero lo Stato a reagire come mai non aveva fatto prima e la fazione mafiosa estremista venne sconfitta, mentre il suo capo, che era stato lasciato tranquillo per decenni, venne arrestato, processato e condannato. Da allora la mafia non è certo stata distrutta, anzi è tornata a operare come un tempo, ma tenendo un profilo basso di fronte allo Stato ed evitando di cimentarsi sul terreno dello scontro aperto. Ebbene, la stessa cosa potrebbe accadere all’interno dell’oligarchia globalista che domina il mondo in questa fase storica. C’è chiaramente una fazione militante ed estremista, rappresentata per lo più da ambiziosi parvenu, come Bill Gates, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e George Soros: i quali badano solo ai propri affari e, quanto alla loro visione del mondo, si contentano di adottare le teorie maltusiane di Jacques Attali o di Klaus Schwab. Accecati dal facile successo, stanno affondando sempre più il coltello nel burro di una società che non reagisce, di uno Stato che sembra incapace di difendersi e difendere i cittadini (in Italia non meno che in gran parte del mondo). Però sta di fatto che i vari Draghi e Macron non dipendono da quei parvenu, ma da altre famiglie, molto più antiche, che portano nomi come Rotschild, Rockefeller, Warburg e Goldman: e sono queste che contano davvero, all’interno del grande potere mondialista. È gente che ha tutto un altro stile e un altro approccio alla realtà: gente che non ama comparire sulle copertine dei giornali, come invece piace tanto ai narcisisti patologici come Bill Gates, e che da sempre preferisce tenere un profilo basso nel perseguimento dei suoi fini, anche se i fini sono molto simili (non però identici) a quelli dei nuovi ultramiliardari. Ma soprattutto è gente che ha una filosofia, per così dire, cioè un sistema di riferimenti e di valori (e sia pure valori invertiti) e vantano una lunga storia di conoscenze occulte e riti segreti, una storia di esoterismo cabalistico e satanico. Paragonati ai parvenu, sono come dei seri professionisti a fronte di dilettanti allo sbaraglio. È molto probabile che essi non approvino la linea oltranzista dei loro giovani colleghi, dei quali disprezzano il materialismo e la superficialità, e probabilmente la stessa adorazione del dio denaro: perché loro, invece, hanno una visione spirituale del mondo, e sia pure di una spiritualità rovesciata, e inoltre sono talmente abituati a nuotare nell’oro che non bramano ulteriori ricchezze, ma carezzano un progetto assai più ampio, quello dell’instaurazione di un nuovo ordine spirituale del mondo, che potremmo anche chiamare, sbrigativamente, la nuova religione satanica mondiale.

Fino a questo momento i progetti degli uni e degli altri sono stati sostanzialmente coincidenti e hanno permesso ai parvenu di realizzare guadagni stratosferici nel giro di pochi mesi, agli altri di preparare le condizioni per instaurare il Nuovo Ordine Mondiale, nel senso specifico da essi desiderato. Ma quanto più la strategia dei parvenu assume un ritmo vorticoso, tanto più le maglie della rete si allargano pericolosamente, col rischio di spezzarsi e offrire una possibilità di reazione ai popoli, e specialmente alle minoranze consapevoli, che fremono in attesa del momento in cui potranno finalmente rispondere alla marcia travolgente delle forze gobaliste. Se, per esempio, il numero delle reazioni avverse da vaccino, anche mortali, dovesse crescere in una misura tale da divenire impossibile tenerlo nascosto, come finora fanno i mass-media controllati dall’oligarchia; se anche le persone più ingenue o distratte cominceranno a riflettere sul rapporto esistente fra i benefici promessi (immunità, ritorno a una vita libera e serena) e i risultati ottenuti (sempre più morti, sempre più terrore e sempre più restrizioni) è possibile, anzi perfino probabile, che s’inneschi una reazione di ripulsa popolare della Narrazione Unica che ha prodotto l’attuale indottrinamento e l’attuale sottomissione volontaria del gregge umano. I parvenu, materialisti e avidi solo di denaro, non hanno il senso del limite: se non trovano ostacoli, vanno sempre avanti in linea retta. Tanto meno hanno il senso del limite i loro uomini di fiducia insediati nei governi, i quali in fin dei conti non fanno altro che eseguire un’agenda già preparata non certo da loro, e si limitano a godere i frutti di un’ambizione mondana che permette loro di sedere su quelle poltrone e di potersi sentire molto al di sopra del livello dei comuni cittadini. E questa è una debolezza, perché la vanità e l’orgoglio denotano il persistere di sentimenti umani: e chi ha sentimenti umani è vulnerabile, perché si lascia prendere da fattori emotivi e irrazionali. Ma i veri oligarchi disprezzano tali cose: hanno già tutto quello che un essere umano può desiderare; inoltre conoscono da sempre il segreto del potere, che è quello di non occupare le poltrone in vista, ma di starsene accuratamente nell’ombra, dietro quelle poltrone, agendo senza mai esporsi direttamente alla luce dei riflettori ed evitando ogni tipo di pubblicità. In altre parole, il segreto del potere è non rivelare mai i propri piani, se possibile non mostrare neppure il proprio volto, e agire sempre per interposta persona, affinché il proprio nome sia fatto il meno possibile.

Non è dunque escluso che essi non siano soddisfatti di come la situazione mondiale è stata gestita in questi ultimi due anni. Per esempio, la plateale falsificazione del voto negli Stati Uniti d’America è stata talmente marchiana, da sollevare i dubbi e l’indignazione di molte persone che non amano Trump né i repubblicani; e questo è male dal punto di vista dello Stato profondo, perché stimolare le domande equivale a far sorgere dei critici e dei potenziali oppositori. Il vero segreto è far sì che la gente si sottometta in maniera del tutto “naturale” e volontaria, senza forzature. Da questo punto di vista, le parole di Draghi sul dovere di vaccinarsi, e quelle ancor più sconsiderate di Mattarella e Bergoglio (visti i loro rispettivi ruoli) rappresentano certamente una forzatura e un di più, che non può riuscire gradito ai veri padroni del mondo. Se perfino il papa e un Presidente della Repubblica dicono che chi non si vaccina muore o fa morire, la menzogna è talmente spudorata e così facilmente confutabile, con i numeri alla mano, che rappresenta un’esagerazione imbarazzante e in ultima analisi non necessaria. Se l’obiettivo di far vaccinare la maggioranza degli italiani è stato raggiunto, ed è stato raggiunto in modo apparentemente volontario (con tanto di firma del vaccinato che solleva le autorità sanitarie da ogni responsabilità per le eventuali reazioni avverse), a che scopo questa ulteriore insistenza, questo plateale accanimento? Serve solo a suscitare dubbi e perplessità: perché di gente capace di ragionare ce n’è ancora, anche se non sembra. E dunque chi agisce in tal modo non sta lavorando bene: dal punto di vista della grande finanza, ovviamente. Non sta lavorando bene perché lascia intravedere ciò che invece deve restare ben nascosto: che la campagna di vaccinazioni non serve a proteggere la salute e la vita della gente, ma a tutt’altri scopi. Cosa che invece il gregge umano non deve mai neppure sospettare, mai, mai. La regola numero uno è infatti questa: evitare con il massimo scrupolo che la pulce del dubbio possa entrare nella testa della gente. Tutto è possibile ai padroni occulti finché restano occulti e finché agiscono occultamente; ma tutto diviene incerto se qualcosa trapela.

Abbiamo detto che fino ad un certo punto le due strategie coincidono, almeno in apparenza. Trasformare il vaccino in una nuova divinità da adorare al posto di Gesù Cristo, linea che Bergoglio persegue ormai senza freni né pudore, può essere una preparazione e una tappa intermedia verso l’instaurazione della religione vera, quella del demonio. Ma se la gente si preoccupa troppo della propria salvezza fisica, finisce per diventare sempre più materialista; e i veri padroni del mondo, lo ripetiamo, non sono materialisti, né desiderano che il materialismo s’instauri nelle coscienze oltre un certo limite, perché chi è totalmente materialista non crede in nulla di spirituale, e dunque non crede nemmeno al male e al demonio. Il Nuovo Ordine mondiale non dovrà essere semplicemente una nuova situazione di fatto, ma una vera e propria mutazione antropologica dell’uomo. Per questo abbiamo sempre sostenuto che la battaglia in corso è essenzialmente una battaglia spirituale. Le forze del male non si possono sconfiggere semplicemente con le armi materiali: pertanto nemmeno una reazione popolare sarà di per sé sufficiente a restituirci una condizione di normalità, ma lo potrebbe solo una profonda conversione interiore. Per uscire vittoriosi dalla spaventosa situazione nella quale siamo caduti, dobbiamo morire all’uomo vecchio che eravamo, per usare il linguaggio di san Paolo, e rinascere all’uomo nuovo, che è un uomo spirituale. In altre parole dobbiamo diventare figli della luce e rompere ogni rapporto con i figli delle tenebre: non è più tempo di mezze misure o compromessi. La posta in gioco è troppo alta: è la nostra anima, oltre che il nostro corpo, la nostra famiglia, il nostro lavoro. Può esistere una posta più alta di questa? No, se crediamo allo spirito. Per un cristiano, dunque - anche se la consapevolezza di ciò che accade si sta facendo strada anche in molti non credenti – la linea da assumere è chiarissima, addirittura scontata: nessuna collaborazione con le forze del male; nessuna paura cieca per la propria sicurezza personale; rifiuto intransigente di ciò che il nostro nemico pretende da noi, cioè la sottomissione mentale e morale. Il nemico infatti non è solo un nemico umano; dietro il nemico umano c’è un nemico ben più temibile, che può colpire non solo il nostro corpo, ma la nostra anima immortale. E chi si sottomette a lui, è veramente perduto.

Un’ultima cosa. Non sopravvalutiamo la forza del male: il bene è molto più forte, e il cristiano lo sa.

Dell'11 Settembre 2021

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