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Contro l’abominevole battaglia per incentivare l’aborto farmacologico col pretesto della pandemia

Con questo mio breve video volevo evidenziare un attacco gravissimo se non a dir poco demoniaco rivolto alla Sacralità della Vita.

Veniamo ai fatti: alcune associazioni abortiste tra le quali la LAIGA, “Vita di Donna Onlus”, l’“Associazione Luca Coscioni” e l’associazione “Non una di meno” col pretesto degli ospedali saturi a causa dell’emergenza coronavirus, emergenza che grazie a Dio ora sta rientrando, hanno mandato una lettera aperta al ministro della salute Speranza, al presidente Conte e all’Aifa con l’intento di far modificare le linee guida per la somministrazione della pillola abortiva Ru 486.

Questa lettera è stata firmata anche dalla CGIL, da diverse ONG internazionali, tra le quali Amnesty International, Human Rights Watch. e la rete europea di Pland Parenthood,

oltre che da politici, scrittori e pseudo intellettuali di sinistra, in primis Laura Boldrini, Valeria Fedeli, Livia Turco, Marco Cappato Roberto Saviano, in pratica tutti personaggi legati alla ideologia progressista radicale,

Ricordo che la Ru 486, altrimenti detta in inglese Kill Pill (che tradotto in italiano significa pillola che uccide), ma io la chiamerei anche la pillola di Erode, non è un farmaco ma un vero pesticida umano, in quanto, non cura nulla visto che la gravidanza non è una malattia ne tantomeno l’aborto una cura, ma sopprime invece i bambini nel grembo delle loro mamme togliendo loro il nutrimento di cui hanno bisogno , facendoli in pratica morire di fame in un ambiente per sua natura già carico di nutrimenti. Pensate che c’è una stretta connessione tra la pillola Ru 486 e il gas Ziklon–B, che è il gas usato dai nazisti nei campi di sterminio per uccidere milioni di esseri umani, infatti il gas “Zyclon-B era fabbricato dalla “IG Farben”. Dopo la guerra la “IG Farben” ha cambiato il suo nome in “Hoechst Russel” che produce appunto la pillola Ru 486. Quindi, la stessa società che ha fornito le camere a gas dell’olocausto della seconda guerra mondiale ora produce la “pillola” abortiva dell’olocausto dei giorni nostri!

Con questa lettera in pratica c’è chi vorrebbe con provvedimenti regionali de-ospedalizzare l'aborto farmacologico che attualmente ricordo prevede tre giorni di ricovero in ospedale , e questo autorizzando la procedura nei consultori e negli ambulatori. Vorrebbero inoltre spostare il limite per la somministrazione di questo micidiale farmaco dalle attuali 7 settimane di gravidanza a 9 settimane.

Una mamma, quindi, assumerà la prima pillola che ucciderà il suoi bambino nel grembo in consultorio o in un ambulatorio e le verrà consegnata l’altra pillola che prenderà a casa e le farà espellere il bambino nel water, nell’assorbente se non addirittura sul pavimento di casa.

Questa foto è di un bambino che la sua mamma aveva abortito a casa proprio con la pillola ru 486 per poi essersi amaramente pentita dell’errore compiuto. Come vedete non è un grumo di cellule come alcuni vogliono farci credere ma un bambino già formato con un cuore che batte

La storia di Andea Maria nome che la mamma ha dato a questo bambino con il battesimo di intenzione, battesimo che è stato poi rinnovato da un frate cappuccino di nome Andrea ve la racconterò in un prossimo video.

I firmatari di questa lettera vorrebbero addirittura che questo pesticida umano venisse autorizzato via telefono o per via telematica

È scioccante che una crisi sanitaria come quella corrente sia utilizzata dalle lobby pro-aborto per promuovere le loro politiche scellerate e mortifere...

Ma poi mi chiedo: come può un’organizzazione come Amnesty International che è contro la pena di morte avvallare la pena di morte per i bimbi nel grembo materno? Pensate che questa organizzazione come potete leggere nel suo sito ritiene addirittura l’«accesso all’aborto come un diritto umano».

Ricordo a questa organizzazione che non esiste un diritto ad uccidere un altro essere umano, mentre c’è il diritto alla vita, quello sì che è un diritto che non deve mai venire calpestato!

Non parliamo poi di Saviano che almeno prima se la prendeva con i mafiosi, mentre ora se la prende con i bambini indifesi nel grembo, avvallando la loro uccisione.

Ma così è troppo facile e da vigliacchi caro Saviano!

perché invece questi bambini non li lasci nascere e se proprio ce l’hai con loro non li affronti quando si potranno difendere?

Veniamo alla Boldrini, nessuno toglie che in passato si sia spesa per gli ultimi, soprattutto per i migranti e i rom, forse un po meno per gli italiani, purtroppo quando si guarda alla Vita nascente, lei, come tanti altri politici, è accecata da un'ideologia mortifera che non le consente di vedere nel concepito una persona, e di comprendere che il problema non è di come far abortire una mamma, ma di come garantirle il diritto a proseguire serenamente la sua gravidanza aiutandola a superare le difficoltà.

Ora veniamo alla CGIL: qualcuno mi dovrebbe spiegare per quale ragione debba occuparsi di queste cose utilizzando anche i soldi ricevuti dai suoi tesserati, come quando ha sponsorizzato una pubblicità abortista affittando dei camion vela (Foto Camion Vela) . Come sindacato non dovrebbe esimersi dal fare politica e limitarsi a difendere i diritti dei lavoratori? Eh, certo, chi sta per nascere ancora non lavora e quindi per la CGIL può essere benissimo eliminato con l’aborto.

Non c’è quindi da stupirsi se questo sindacato utilizza i soldi dei tesserati anche per finanziare i Gay Pride (foto carrozzone e mani)

Fra questi luminari della morte “Fai da te” c’è anche Marco Cappato del partito radicale. Ma come? non erano loro che avevano combattuto estenuanti battaglie per far cessare gli aborti in casa? riuscendo a far approvare nel 1978 una legge iniqua ed assassina quale è la legge 194 e come mai adesso invece invocano ad alta voce un ritorno al passato, al privato e alla clandestinità?

Non sono i radicali che dicono no alla guerra, no agli armamenti no alla violenza sulle donne ? e poi invece hanno fatto si che con l’aborto i grembi delle mamme si trasformino in cimiteri per i loro figli?

Non sono loro inoltre che hanno l’associazione “Nessuno tocchi Caino” per difendere stupratori ed assassini” ma poi permettono che si uccida Abele? Infatti guai a toccare lo stupratore, mentre il bambino concepito da uno stupro quello si per loro può essere ucciso. E questo mette in evidenzia tutta l’ipocrisia di un partito che ama addirittura definirsi per la pace e non violento.

A loro e a tutti i firmatari di questa lettera vorrei ricordare che la vera violenza contro le donne è proprio l'aborto con le sue devastanti conseguenze.

Che la vera violenza contro le donne è l'aborto sesso selettivo, cioè quando si abortiscono le bambine in quanto tali. E questo non succede solo in cina e in india ma anche nella nostra civilissima Italia. Ma di questo nessuno dei 100 firmatari di questa lettera si è mai interessato.

La vera violenza contro le donne e’ la mercificazione del corpo femminile che avviene con l’abominevole pratica dell'utero in affitto

Vorrei ricordare loro che è proprio l’aborto il peggior femminicidio infatti degli oltre 6 milioni di bambini uccisi dall’entrata in vigore della legge 194 più della meta erano bambine. Non riesco quindi a capacitarmi del perché l’associazione femminista “Non una di Meno“ non capisca che se non ci fosse stata la legge 194 sarebbero state 3 milioni di donne in piu.

A tutti questi esperti da divano che con accanimento si battono per la morte, non rendendosi nemmeno conto di quanto sia pericoloso per la salute delle donne l’aborto chirurgico e ancor di più quello chimico con la pillola RU486, vorrei far notare alcuni gravi aspetti riguardanti la procedura abortiva con questo pesticida umano che viene spacciato per farmaco.

Il primo aspetto riguarda i rischi connessi all’assunzione della pillola RU-486.

La mortalità causata dalla pillola Ru486 è di 10 volte superiore rispetto all’aborto chirurgico e questo è un dato riportato anche dal New England journal of medicine. Le morti finora accertate per aborto chimico da Ru486 sono 40, di cui una avvenuta all’Ospedale Martini di Torino.

Dopo l’espulsione del suo bambino la mamma potrebbe incorrere in sanguinamenti e metrorragie per diverse settimane. Tra le cause di morte associate all’assunzione della pillola RU486 spaventa la comparsa di infezioni batteriche letali quali quella da Clostridium Sordellii e da streptococco.

Talvolta, a causa del fallimento della procedura medica abortiva, si deve ricorrere all’aborto chirurgico. I fallimenti aumentano a seconda dello stato di avanzamento della gravidanza, sono del 5% a 7 settimane; a 8 settimane sale il tasso di insuccesso all’ 8%. A 9 settimane si sale addirittura al 10%. Ecco perché è stato messo il limite di 7 settimane all’aborto chimico con la pillola Ru 486

Il secondo aspetto riguarda il fatto che chi abortisce a casa con la pillola RU 486 ed ha una metrorragia abbondante o un aborto incompleto senza espulsione del bambino deve andare velocemente al Pronto Soccorso per la revisione della cavità uterina dicasi anche raschiamento. Se al pronto soccorso c’è solo un Ginecologo obiettore, egli per salvare la vita della mamma sarà costretto a completare l’omicidio del bambino che potrebbe essere ancora vivo e ancorato nell’utero, e questo è un fatto gravissimo che lede anche il diritto all’obiezione di coscienza.

Il Terzo aspetto è quello psicologico e riguarda il grande senso di colpa dovuto al fatto che la mamma fa tutto da sola, infatti è lei stessa che ingoia la pillola che ucciderà il suo bambino. Per tante ore, a volte per tanti giorni, la donna percepisce che nel suo corpo sta succedendo qualcosa, sente che il suo bambino sta morendo e deve vivere la drammatica attesa della sua espulsione, che può avvenire anche in presenza di altri familiari. Proprio quello che la seppur ingiusta legge 194 si era proposta di evitare. Per questo i sintomi della Sindrome Post Aborto si evidenziano fin da subito, con incubi, ricordi e pensieri intrusivi legati all’esperienza vissuta, compreso l’aumento dei tentativi di suicidio.

Il quarto aspetto riguarda il fatto che con l’aborto chimico tramite la pillola RU 486 si rischia che venga bypassato l’obbligo previsto dalla legge 194 dei 7 giorni di riflessione dopo che alla mamma viene consegnato il certificato di aborto.

Il quinto e ultimo aspetto riguarda il fatto che una volta che si porta l’aborto chimico al domicilio, la mamma che spesso si pente immediatamente del gesto compiuto non può usufruire della possibilità di tornare indietro in quanto non viene informata dell’esistenza di un metodo che si chiama: eibortion Pill Reschi, tramite il quale la procedura abortiva a base di mifepristone viene bloccata e invertita con successo fino al 68% dei casi con somministrazioni per via orale o intramuscolare di dosi di progesterone.

Ora chiediamoci se, in un’Italia in pieno inverno demografico a causa del più basso tasso di natalità al mondo, dove nei parchi ci sono più carrozzelle con badanti che carrozzine con bambini, in questa Italia con sempre più nonni senza nipotini, non sia meglio per garantire un futuro a noi e alle generazioni future favorire le nascite a domicilio e non gli aborti a domicilio! Ricordo le belle parole di Papa Giovanni Paolo II che diceva: “Una Nazione che uccide i propri figli è una Nazione senza futuro” e io aggiungerei anche che è una nazione che sta perdendo l’anima e la speranza.

Tutto questo accanimento contro la vita nascente ci dovrebbe rattristare molto e dovrebbe anche scuotere le nostre coscienze e la nostra Umanità, perché di fronte all’eroismo di tanti medici e personale infermieristico che hanno perso la vita per salvare quante più persone da un’epidemia pericolosa e ricordo che ad oggi sono più di 160, si constata la reticente connivenza di chi sa benissimo che l’aborto farmacologico è più rischioso di quello chirurgico, ma nonostante ciò continua a propagandarlo e a favorirlo invocando uno stato di necessità che non c’è, affermando di garantire i diritti delle donne senza tutelarne la salute fisica e psicologica, rinchiudendo l’abominio dell’aborto nel privato delle mura di casa e lavandosi doppiamente le mani, del bimbo e di sua madre.

Queste persone che si sono battute per l’iniqua e omicida legge 194 e continuano ancora a battersi affinchè i bambini vengano uccisi nel grembo materno con mezzi sempre più sofisticati, possono alzare temporaneamente la coppa, ma avranno sempre le mani grondanti di sangue innocente.

Concludo con la bella riflessione di monsignor Careggio, vescovo emerito della Diocesi di Ventimiglia e Sanremo che in questi giorni ha tuonato contro l’aborto dicendo:

“Per quanto tempo durerà ancora la pandemia del Coronavirus non c’è dato sapere, e neppure per quanti giorni ancora dovremo ascoltare il bollettino dei decessi, dei contagiati e dei guariti. Che cosa succederebbe se si facesse il bollettino dei decessi per gli aborti legalizzati? Anche questa è una pandemia che uccide la coscienza di chi lo compie e quella dei governanti che legiferando intendono azzerare l’orrore dell’assassinio.

Grazie Monsignor Careggio e grazie a voi per l’ascolto. Vi invito caldamente a far girare questo video a tutti i vostri contatti.

Per contrastare questa deriva di morte abbiamo scritto anche noi una lettera indirizzata al ministro della salute, a tutti i politici e a tutti i giornali. È stata firmata da tantissime associazioni e partiti politici e la manderemo anche ad ognuno di voi affinchè la facciate girare in tutti i vostri canali e a tutti i vostri contatti.