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Fatima.

La preghiera può sembrare non ascoltata

Valtorta – Evangelo 172.7

(…) CHIEDETE E VI SARÀ DATO, CERCATE E TROVERETE, BUSSATE E VI SARÀ APERTO.

PERCHÉ CHIUNQUE CHIEDE RICEVE, CHI CERCA TROVA, E VERRÀ APERTO A CHI PICCHIA.

QUANDO UN FIGLIO VOSTRO VI TENDE LA MANINA DICENDOVI: “PADRE, HO FAME”, GLI DATE FORSE UN SASSO? GLI DATE UN SERPENTE SE VI CHIEDE UN PESCE?

NO, ANZI CHE DATE PANE E PESCE, MA INOLTRE CAREZZE E BENEDIZIONE, PERCHÉ È DOLCE AD UN PADRE NUTRIRE LA SUA CREATURA E VEDERNE IL SORRISO FELICE.

SE DUNQUE VOI DI IMPERFETTO CUORE SAPETE DARE BUONI DONI AI VOSTRI FIGLI SOLO PER L’AMORE NATURALE, COMUNE ANCHE ALL’ANIMALE VERSO LA PROLE, QUANTO PIÙ IL PADRE VOSTRO CHE È NEI CIELI CONCEDERÀ A COLORO CHE GLIELE CHIEDONO LE COSE BUONE E NON ABBIATE PAURA DI NON OTTENERE!

PERÒ (ECCO CHE IO VI METTO IN GUARDIA CONTRO UN FACILE ERRORE) PERÒ NON FATE COME I DEBOLI NELLA FEDE E NELL’AMORE, I PAGANI DELLA RELIGIONE VERA – PERCHÉ ANCHE FRA I CREDENTI VI SONO PAGANI LA CUI POVERA RELIGIONE È UN GROVIGLIO DI SUPERSTIZIONI E DI FEDE, UN MANOMESSO EDIFICIO IN CUI SI SONO INFILTRATE ERBE PARASSITARIE D’OGNI SPECIE, AL PUNTO CHE ESSO SI SGRETOLA E CADE IN ROVINA – I QUALI, DEBOLI E PAGANI, SENTONO MORIRE LA FEDE SE NON SI VEDONO ESAUDITI.

VOI CHIEDETE. E VI PARE GIUSTO DI CHIEDERE.

INFATTI PER QUEL MOMENTO NON SAREBBE NEANCHE INGIUSTA QUELLA GRAZIA.

MA LA VITA NON TERMINA IN QUEL MOMENTO. E CIÒ CHE È BENE OGGI PUÒ ESSERE NON BENE DOMANI.

VOI QUESTO NON LO SAPETE, PERCHÉ VOI SAPETE SOLO IL PRESENTE, ED È UNA GRAZIA DI DIO ANCHE QUESTA. MA DIO CONOSCE ANCHE IL FUTURO.

E MOLTE VOLTE PER RISPARMIARVI UNA PENA MAGGIORE VI LASCIA NON ESAUDITA UNA PREGHIERA.

NEL MIO ANNO DI VITA PUBBLICA PIÙ DI UNA VOLTA HO SENTITO DEI CUORI GEMERE: “QUANTO HO SOFFERTO ALLORA, QUANDO DIO NON MI HA ASCOLTATO. MA ORA DICO: ‘FU BENE COSÌ PERCHÈ QUELLA GRAZIA MI AVREBBE IMPEDITO DI GIUNGERE A QUEST’ORA DI DIO’”.

ALTRI HO SENTITO DIRE E DIRMI: “PERCHÉ, SIGNORE, NON MI ESAUDISCI? A TUTTI LO FAI E A ME NO?”.

E PURE, AVENDO DOLORE DI VEDERE SOFFRIRE, HO DOVUTO DIRE: “NON POSSO”, PERCHÉ L’ESAUDIRLI AVREBBE VOLUTO DIRE METTERE UN INTRALCIO AL LORO VOLO ALLA VITA PERFETTA. ANCHE IL PADRE DELLE VOLTE DICE: “NON POSSO”.

NON PERCHÉ NON POSSA COMPIERE L’ATTO IMMEDIATO. MA PERCHÉ NON LO VUOLE COMPIERE PER CONOSCENZA DELLE CONSEGUENZE FUTURE.

UDITE. UN BAMBINO È MALATO ALLE VISCERE.

LA MADRE CHIAMA IL MEDICO E IL MEDICO DICE: “PER GUARIRE OCCORRE DIGIUNO ASSOLUTO”.

IL BAMBINO PIANGE, STRILLA, SUPPLICA, PARE LANGUIRE. LA MADRE, PIETOSA SEMPRE, UNISCE I SUOI LAMENTI A QUELLI DEL FIGLIO.

LE PARE DUREZZA DEL MEDICO QUEL DIVIETO ASSOLUTO.

LE PARE CHE POSSA NUOCERE AL FIGLIO QUEL DIGIUNO E QUEL PIANTO.

MA IL MEDICO RESTA INESORABILE. INFINE DICE: “DONNA, IO SO, TU NON SAI. VUOI PERDERE TUO FIGLIO O VUOI CHE IO TE LO SALVI?”.

LA MADRE URLA: “VOGLIO CHE EGLI VIVA!”.

“E ALLORA”, DICE IL MEDICO, “IO NON POSSO CONCEDERE CIBO. SAREBBE LA MORTE”.

ANCHE IL PADRE DICE COSÌ, DELLE VOLTE.

VOI MADRI PIETOSE DEL VOSTRO IO, NON LO VOLETE SENTIRE PIANGERE PER NEGATA GRAZIA. MA DIO DICE: “NON POSSO SAREBBE IL TUO MALE”.

VIENE IL GIORNO, O VIENE L’ETERNITÀ, IN CI SI GIUNGE A DIRE: “GRAZIE, MIO DIO, DI NON AVER ASCOLTATO LA MIA STOLTEZZA!”.