04:18
Crisi profonda, la festa dell’Immacolata in letargo e in sordina quella di santa Lucia Video66 Un tempo remoto, parliamo di diversi lustri fa, quando la poesia delle feste dicembrine portavano tanta …More
Crisi profonda, la festa dell’Immacolata in letargo e in sordina quella di santa Lucia

Video66

Un tempo remoto, parliamo di diversi lustri fa, quando la poesia delle feste dicembrine portavano tanta gioia e amore nei cuori dei siracusani, ad iniziare con la messa a dimora delle luminarie prima della festa dell’Immacolata, adesso non rimane che uno sbiadito ricordo.

La città di Santa Lucia era ammirata in tutto il mondo, invidiata e amata per la sua particolare intima nobiltà. L’esperienza religiosa, la città di San Paolo, il discepolo di Gesù Cristo che approdò prima a Siracusa per evangelizzare e dopo a Roma.

Perché dovete sapere che quando Roma nacque, Siracusa già lo era. L’esperienza religiosa che vorrebbe esercitare una complessa azione di stimolo e insieme di arresto sulla riflessione filosofica. Una riflessione lunga a Siracusa tanto che l’Arcidiocesi è caduta in letargo.

Dopo il de profundis nei vari decennali trascorsi della lacrimazione della Madonna delle Lacrime che doveva attrarre una mole considerevole di fedeli pellegrini attuando il turismo religioso, adesso anche la Festa di Santa Lucia cade in sordina (in letargo), per la verità sparute iniziative, anziché iniziare alcuni mesi prima con iniziative popolari specifiche, e non basta il pellegrinaggio delle reliquie per tenere alta la fede nella Santa festeggiata e venerata in tutto il mondo, adesso si guarda alcuni giorni prima ai festeggiamenti.

Che parodia di persone apatiche, insignificanti, qualcuno si chiede perché mai inviano parroci di lento comprendonio a Siracusa? Oppure è il clima che ammorba le persone? Sarà? Ma l’incomprensibile linguaggio non ci suscita comprensione ma semmai compassione. D’Altronde in piazza Duomo vi insiste anche quell’apparato insignificante qual è Palazzo Vermexio. Stendiamo un velo pietoso.

Dicevamo un tempo remoto dove anche nelle fiabe le aspettative delle feste s’illuminano d’immenso, a Siracusa v’è la profonda tristezza. Fino a qualche lustro le luminarie venivano istallate e accese prima dell’8 dicembre per le feste dell’Immacolata, a seguire Santa Lucia… Natale… Capodanno… Epifania e San Sebastiano per lasciarle accese fino al 27 gennaio.

Tale strategia serviva ad incentivare il commercio e accendere l’entusiasmo nei cuori dei siracusani, contribuivano a far sentire il calore delle feste e a rendere, se possibile, ancora più bella la città. Ma andiamo con ordine, a rallentatore, come si vive oramai in questa città in preda alla depressione collettiva generata dalla rassegnazione. Trascorsa la festa dell’Immacolata in sordina.

(gb)

L’Arcidiocesi di Siracusa, comunica che sarà mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento, a presiedere la solenne celebrazione del 13 dicembre in occasione della Festa di Santa Lucia. Quest’anno il tema della festa è “… camminiamo insieme a Lucia”, anche nel percorso tracciato dal Cammino sinodale che si sta celebrando in questo momento in Diocesi.

I dettagli del programma saranno spiegati nel corso di una conferenza stampa che avrà luogo mercoledì 7, alle ore 11, nel Sepolcro di santa Lucia in piazza santa Lucia. Saranno presenti il presidente della deputazione della Cappella di Santa Lucia, Pucci Piccione; il rettore della Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, fra Daniele Cugnata; mons. Salvatore Marino, parroco della Cattedrale; ed i componenti della deputazione della Cappella di Santa Lucia: Francesca Patti, Salvatore Sparatore, Elena Artale.

In questi giorni le reliquie della martire siracusana sono in visita in diversi istituti comprensivi e in alcune parrocchie della Diocesi. La festa entrerà nel vivo venerdì 9, alle ore 7.30, con la cerimonia della consegna delle chiavi da parte dei deputati e l’apertura della nicchia che custodisce il simulacro. Alle ore 8.00 celebrazione eucaristica presieduta da don Gianluca Belfiore, parroco della chiesa di San Martino.

Una novità quest’anno: la traslazione del simulacro dalla cappella all’altare maggiore quest’anno avverrà domenica 11, alle ore 11.00. Seguirà alle ore 12.00 la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Francesco Lomanto. Lunedì 12, alle ore 19, celebrazione dei Primi Vespri della Solennità. Al termine il sindaco di Siracusa, a nome della città, offrirà un cero votivo ed i sindaci della Diocesi offriranno un dono del loro territorio.