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Caro Papa Francesco: sua madre non sarà certo Corredentrice, ma la Madre di Gesù sì, lo è!

Perché tanto accanimento contro il termine Corredentrice?

A quanto pare la lingua batte dove il dente duole… Non possiamo non domandarci quale concetto abbia, Bergoglio in quanto uomo e figlio egli stesso, della “madre, la mamma”… la sua, è certo (come le nostre mamme del resto), non hanno un ruolo redentivo, eppure possono aiutarci a salvarci; ma la Madre di Dio ha una marcia in più delle nostre mamme, non solo può aiutarci, ma può anche salvarci per i meriti del Figlio a Lei consegnati. Sul volo aereo da Manila nel 2015, Papa Francesco esordì con una forte espressione contro coloro che offendono la fede altrui, ed affermò: “se uno offende mia madre, gli do un pugno…”. E allora, caro Papa Francesco, vediamo di schiarirci le idee….

Non si possono servire due padroni.................

«Quando videro che tu con i Padri la chiamavi Madre di Dio, Seconda Eva e Madre di tutti i viventi, Madre della vita, Stella mattutina, Nuovo Cielo mistico, Scettro dell’Ortodossia, intemerata Madre di santità e altro, avrebbero considerato il fatto che tu non concordassi nel chiamarla Corredentrice una povera compensazione a tale linguaggio…». (Ven. John Henry Cardinal Newman a Pusey)

Con una punta d’ironia iniziamo quest’opera spiegando ciò che con l’espressione “Maria Corredentrice” non s’intende. L’intento è quello d’evitare iniziali malintesi che posson pregiudicare il termine “Corredentrice”, intendendolo diversamente da come la Chiesa, ossia i Papi, i Santi, i Dottori, i Mistici e i Martiri, l’hanno effettivamente adoperato. Un conto è asserire: «Io non accetto che la Chiesa chiami la Madre di Gesù Corredentrice», ossia rifiutare il titolo a causa di dissensi su quel che la Chiesa intende con esso. È una questione diversa ed intellettualmente ingiusta, invece, affermare che la Chiesa intende qualcosa di diverso da ciò che essa realmente intende quando chiama la Madre di Gesù “Corredentrice”.
dal libro di Mark Miravalle, “CON GESÙ”. La storia di Maria Corredentrice. Prefazione del Cardinal Edouard Gagnon, PSS, Casa Mariana Editrice, Frigento 2003, pp. 11-18.
Prima di proseguire con firme autorevoli, vogliamo ricordare che – Corredentrice – è un termine assolutamente assente in ogni lingua del mondo e che esso fu coniato proprio dalla teologia cattolica, dai Padri, dai Santi, dai Mistici, per essere usato esclusivamente in un senso al quale nessun altro senso può essere dato. Perciò a quanti si affaticano, inutilmente, a continuare a controbattere questo termine, per fare i puristi del suo significato, ricordiamo loro che la Chiesa – nei suoi Padri, Santi e Mistici – ha sempre compreso e ben insegnato la distinzione dei ruoli tra il Figlio divino Gesù e la Santissima Sua Madre. Chi si ostina a rifiutare tale termine, per la falsa paura di vedere i due ruoli in conflitto, non ha capito nulla e finisce per mentire o in buona fede, o per mala fede.

Un conto è, perciò, discutere ed argomentare la questione, altra cosa è affrontarla negandone i principi sani della Tradizione cattolica teologica e mariana.
Veniamo ora all’assurdo pensiero espresso da papa Francesco all’Udienza Generale di mercoledì 24 marzo, vedi qui, con il quale ha pensato bene di volgere un omaggio all’Annunciata, facendole una “lezione” sul suo ruolo accanto al Figlio. Il Papa ha esordito dando al titolo della sua catechesi una frase che è già un programma: “Pregare in comunione con Maria”. Dunque, in tutta la lezione manca un riferimento imponente della teologia cattolica e della sana mariologia: “Pregare a Maria”….. Perché, se vogliamo approfondire il pregare “CON” Maria, allora è corretto non usare il termine di Corredentrice; ma se vogliamo approfondire che il Cattolico si rivolge alla Madre per pregare “A LEI” in quanto Avvocata, Mediatrice, Ausiliatrice con tutti gli altri titoli teologici approvati già dalla Chiesa e che sono incisi nelle Litanie… preghiera della Chiesa… allora “Corredentrice” trova la sua ragion d’essere. Dunque, il Papa afferma:
Anche la prima antifona latina – Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei Genitrix: la Madonna che, come Madre alla quale Gesù ci ha affidati, avvolge tutti noi; ma come Madre, non come dea, non come corredentrice: come Madre. È vero che la pietà cristiana sempre le dà dei titoli belli, come un figlio alla mamma: quante cose belle dice un figlio alla mamma alla quale vuole bene! Ma stiamo attenti: le cose belle che la Chiesa e i Santi dicono di Maria nulla tolgono all’unicità redentrice di Cristo. Lui è l’unico Redentore. Sono espressioni d’amore come un figlio alla mamma – alcune volte esagerate. Ma l’amore, noi sappiamo, sempre ci fa fare cose esagerate, ma con amore.
Papa Francesco fa prima una distinzione sul concetto di Maria in qualità di MADRE. Essa è dunque “Madre” non come una dea, non come corredentrice, ma solo MADRE…. Però poi, non potendo ignorare che la Chiesa da duemila anni usa questo termine e sa bene che ci sono fior di Padri, Santi, Dottori e Mistici che lo hanno usato, non potendolo negare, arriva a minimizzarlo (ecco il minimalismo) nel contenuto come una sorta di “debolezza filiale”… è una espressione filiale, amorevole, ESAGERATA, ma fatta con amore, nulla di più. Vi è così da una parte un certo riconoscimento alla Corredentrice, ma dall’altra parte privando il termine di un ruolo ben specifico, teologico, cristologico.
Tanto per rimanere nell’esempio usato dal Papa, se ad una madre il figlio attribuisce un titolo onorifico, lo fa perché questa madre ha dato al figlio la testimonianza e la prova di essersi guadagnata quel titolo. Se una madre fosse cattiva, il figlio le direbbe “sei cattiva”… esprimendo semplicemente un fatto reale. Così se una madre riuscisse a salvare il figlio da una situazione vitale rischiosa, il figlio le riconoscerebbe l’atto salvifico e non per semplice o esagerato affetto, ma perché quel figlio si è visto salvato dalla madre, da morte certa!! Il fatto è reale: il figlio è salvato dalla madre da una condizione disperata e di morte. Così il titolo anche è reale e non sentimentale: un termine che riconosce alla madre l’atto di averlo salvato da un imminente pericolo.

Non possiamo non domandarci quale concetto abbia, Bergoglio in quanto uomo e figlio egli stesso, della “madre, la mamma”… la sua, è certo (come le nostre mamme del resto), non hanno un ruolo redentivo, eppure possono aiutarci a salvarci; ma la Madre di Dio ha una marcia in più delle nostre mamme, non solo può aiutarci, ma può anche salvarci per i meriti del Figlio a Lei consegnati.
La falla in cui cade papa Francesco è il concetto di MATERNITA’ DIVINA
…. Per lui, questa maternità è sentimentale, filiale, affettiva: “è SOLO Madre”… ma cosa vuol dire quel “SOLO”? Sembra di leggere la dottrina protestante… che ha annientato ed abolito il magistero della Chiesa nei suoi Padri, Santi, Dottori e Mistici, con la scusa di non veder attribuito a creature umane ciò che appartiene al Divino! Per comprenderlo riprendiamo un altro passaggio dal libro sopra accennato, perché sembra proprio che il Papa lo abbia letto ed usato, però, per defenestrare la Corredentrice.
Che cosa dunque “Corredentrice” non significa nell’insegnamento della Chiesa Cattolica? Non significa che Maria sia una dea, che sia la quarta persona della Trinità, che possegga una natura divina, che non sia, in qualche modo, una creatura completamente dipendente dal Creatore come tutte le altre creature. Citando uno dei più grandi Santi mariani nella storia della Chiesa, san Luigi Maria Grignion de Montfort, mi unisco a lui e all’intera Chiesa nell’asserire la verità cristiana dell’indiscutibile creaturalità di Maria, la sua totale dipendenza dal Signore dell’Universo e l’oggettiva autonomia di Dio che non ha alcun bisogno della Madre di Gesù per compiere la sua divina volontà:
«Io riconosco con tutta la Chiesa che Maria, non essendo che una semplice creatura uscita dalle mani dell’Altissimo, paragonata alla sua infinita Maestà, è meno di un atomo, o piuttosto è nulla del tutto, perché Egli solo è Colui che è, e quindi questo gran Signore, sempre indipendente e bastante a se stesso, non ebbe e non ha ancora assolutamente bisogno di Maria Santissima per compiere i suoi disegni e manifestare la sua gloria: non ha che da volere per far tutto» (TvD cap.1,14)
Tale verità nella dottrina della Chiesa riguardante la Vergine Maria si applica interamente al soggetto di Redenzione. La Chiesa sostiene che la partecipazione di Maria alla Redenzione operata da Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, non era in alcun modo necessaria in senso assoluto. A ciò si aggiunge il fatto che Maria stessa, in quanto creatura e figlia d’Adamo ed Eva nell’umana famiglia, aveva bisogno d’esser preservata dagli effetti del peccato originale e, perciò, dipendeva interamente dal Figlio Redentore per l’eminente forma di Redenzione unicamente a Lei riservata.
Pertanto, qualsiasi idea di Maria Corredentrice la quale suggerisse che la Madre di Gesù è la quarta persona della Trinità o qualche forma di divinità deve esser immediatamente e interamente rigettata come grave eresia contro la Rivelazione cristiana. Un errore così grossolano annebbierebbe le reali questioni teologiche che circondano la dottrina della Corredentrice.
Come possiamo notare si comprende bene come l’unico ostacolo vero che rischia di precludere la comprensione alla Corredentrice è, di fatto, contro l’idea che Maria possa essere definita una sorta di semi-dea… ma la domanda viene spontanea: quando mai tra i Padri, i Santi, i Dottori e i Mistici vi è stato questo rischio assurdo?? Diciamo piuttosto che, questa storia di Maria vista come una dea, è stata da sempre l’accusa che il Protestantesimo ha rivolto alla Chiesa per negare sfacciatamente LA VENERAZIONE A MARIA, il ricorso “A LEI” in quanto “tesoriera e dispensatrice” di ogni grazia Divina, tanto per dirla con il Montfort il quale, specifica pure che: Gesù è onnipotente perché è Dio, ma Maria è ONNIPOTENTE PER GRAZIA.
Che cosa dunque intende la Chiesa quando chiama Maria “Corredentrice”? In breve: Maria è “Con Gesù”, dall’Annunciazione al Calvario.
La questione fondamentale per il cristiano non è: “che cosa è stato così assolutamente necessario perché io possa accettarlo?”, ma piuttosto: “qual è stata la manifesta volontà di Dio perché io possa credervi?”. È stata manifesta volontà di Dio che una donna e una madre fosse direttamente e intensamente coinvolta “con il Redentore” nel riscatto dell’umana famiglia da satana e dagli effetti del peccato. Per questo suo singolare ruolo, che supera tutti gli altri ruoli umani e creaturali, solo la Madre di Gesù ha diritto al titolo di Corredentrice “con Gesù” nell’opera riparatrice dell’umana Redenzione. È un titolo datole dalla Chiesa, che è molto giustamente suo più che di ogni altra creatura, ed è al di sopra del senso con cui anche tutti gli altri cristiani sono chiamati “co-redentori”.
E ciò perché solo l’Immacolata Madre è stata crocifissa sul Calvario in un’esperienza di sofferenza materna che è quasi al di là dell’umana immaginazione, come afferma Giovanni Paolo II nella Salvifici Doloris al n.25.
È stata Maria, non la Chiesa, che per prima diede alla luce il Redentore. È il frutto della sofferenza di Maria, con e subordinatamente al Redentore, che portò alla nascita spirituale della Chiesa sul Calvario (cf. Gv 19,25-27). È proprio questa mistica nascita dalla Nuova Eva, la nuova “Madre dei viventi”, che ci rende atti a divenir corredentori nella misteriosa e salvifica distribuzione di grazia che sgorga dal Calvario.
La persona storica di Maria, la Vergine di Nazaret, attraverso la sua costante cooperazione “con Gesù” nell’opera della Redenzione, diviene, per usar le parole di Giovanni Paolo II, la “Corredentrice dell’umanità”… (riferimento a Gn.3,15)

MARIA È LA RIPARATRICE…. Un termine usato dagli ultimi Pontefici dell’epoca moderna.
La Lettera Apostolica, “Inter Sodalicia”, è la lettera con cui Benedetto XV sottolinea che Maria è Corredentrice a pieno titolo, pronunciandosi per la prima volta nella storia del magistero papale in modo chiaro e si può dire “formale” in favore della dottrina che sostiene la cooperazione di Maria alla Redenzione compiuta da Cristo sulla Croce, con la sua partecipazione mistica ma anche concretamente vissuta e offerta nelle materne sofferenze associate alla immolazione del Figlio, ecco le sue parole:
“….Che proprio l’Addolorata venga eletta e invocata come Patrona di una buona morte, corrisponde meravigliosamente alla dottrina cattolica e alla pia tradizione della Chiesa…. Perché i Dottori ritengono concordemente che, se la Beatissima Vergine non ha apparentemente avuto partecipazione alcuna alla vita pubblica di Gesù Cristo, e riappare, poi, all’improvviso, sulla via del Calvario e sotto la Croce, ella non vi può essere stata presente senza un disegno divino. Perché così ella soffrì e quasi morì con il Figlio suo sofferente e morente, così rinunciò per la salvezza degli uomini ai suoi diritti di madre su questo Figlio e lo immolò per placare la divina giustizia, sicché si può dire, a ragione, che Ella abbia redento con Cristo il genere umano. Evidentemente per questa ragione tutte le diverse grazie del tesoro della Redenzione vengono anche distribuite attraverso le mani dell’Addolorata” (Benedetto XV, Lettera Apostolica Inter sodalicia, 22 marzo 1918, in AAS , X, p. 181.)
Così egualmente si espresse Pio XI nella Enciclica “Miserentissimus Redemptor” del 1928, per l’Atto di Riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù, ecco le sue parole:
“Sia propizia ai Nostri voti e a queste Nostre disposizioni la benignissima Madre di Dio, la quale, avendoci dato Gesù Riparatore, avendolo nutrito e presso la croce offerto vittima per noi, per la mirabile unione che ebbe con Lui e per grazia singolarissima, divenne anche lei, come piamente è detta, Riparatrice. Confidando nella sua intercessione presso Gesù, che essendo l’unico «Mediatore tra Dio e gli uomini», volle associarsi la Madre Sua come avvocata dei peccatori, dispensiera e mediatrice di grazia, impartiamo di cuore, auspice dei divini favori e testimone della paterna Nostra benevolenza, a Voi, Venerabili Fratelli, e a tutto il gregge affidato alle vostre cure, l’Apostolica Benedizione.”

E dove nella Preghiera, Atto di riparazione, affermò:
“Accogli, Te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della Beata Vergine Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua ubbidienza e nel tuo servizio fino alla morte col gran dono della perseveranza, mercé il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Così sia.”
… e potremo citare Pio XII e lo stesso Giovanni Paolo II quando affermo:
«Maria, pur concepita e nata senza macchia di peccato, ha partecipato in maniera mirabile alle sofferenze del suo divin Figlio, per essere Corredentrice dell’umanità» (san Giovanni Paolo II, Udienza generale 8 settembre 1982).

Sul volo aereo da Manila nel 2015, Papa Francesco esordì con una forte espressione contro coloro che offendono la fede altrui, ed affermò: “se uno offende mia madre, gli do un pugno…”

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E allora, caro Papa Francesco, vediamo di schiarirci le idee… I cristiani che possono confondere fischi per fiaschi o prendere lucciole per lanterne, sono solo i suoi amici Pentecostali, sono i Protestanti, non i Cattolici
!! Il vero cattolico, quando parla di Maria RIPARATRICE e Corredentrice, Avvocata e Mediatrice, Ausiliatrice e REGINA… sa di cosa sta parlando, sa perfettamente la differenza che c’è tra il ruolo del Figlio Divino e il ruolo della Madre. E se la stessa Lumen Gentium al n.59 afferma che Maria è REGINA DELL’UNIVERSO…. non per questo il cattolico le attribuisce una sovranità superiore al CRISTO RE DELL’UNIVERSO!

Per comprendere la Corredentrice è sufficiente pensare in modo CATTOLICO e non protestantico! Basterebbe studiare il famoso parallelismo dei Padri quando attribuirono alla Madre del Redentore, fin da subito, il concetto di “Maria NUOVA EVA”, ASSOCIANDOLO AL Figlio Gesù “NUOVO ADAMO”… Noi, cattolici, non preghiamo “solo in comunione con Maria”, ma preghiamo anche “a Maria”, novella Eva; a Lei ci rivolgiamo, Avvocata e Mediatrice nostra, affinché distribuisca a noi “esuli figli dell’antica Eva”, le Grazie di cui è fatta tesoriera e Corredentrice ai piedi della Croce, per la nostra salvezza! Nel famoso Sub tuum praesidium citato da Papa Francesco, non c’è solo il riferimento alla MADRE in quanto Madre, ma c’è molto di più, l’antifona si conclude con una supplica di LIBERAZIONE:

Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genetrix: nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta.
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.
«Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c’è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per intendere, intenda!» (Mc.4,21-23)
cronicasdepapafrancisco.com

Per singolare contrasto sapete qual è il più bello, nuovo e frequentato seminario argentino? Guardate qui:

warrengrubert
Bene! Bel articolo, invito tutti a leggerlo, specialmente coloro che frequentano gloria.tv ma hanno idee filo-ortodosse o sono protestanti... come l'amico Federico che blocca gli utenti che lo mettono in difficoltà... evidentemente perché gli piace solo monologare!
Per il testo Inter Sodalicia:
Inter sodalicia Lettera apostolica di Benedetto XV. MORTEM ASSEQUENDAM…
N.S.dellaGuardia
Bello, ma tempo sprecato.
lamprotes
Infatti! A lui interessa la Pachamama!
Noncirestachepiangere
Articolo chiaro che condivido in pieno. Purtroppo non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e più arrogante di chi crede di avere l'assoluta verità. Nonostante tutte le sue eresie ed offese prego perchè prima o poi si converta.