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I pericoli del Sinodo per l'Amazzonia: la salvezza è nel Rosario di Maria (Leone XIII)

Mentre con una certa preoccupazione registriamo l’inizio a Roma (6 ottobre 2019) del pericoloso sinodo per l'Amazzonia, giustamente preoccupati per la posta in gioco di questo evento ecclesiale e per i cambiamenti irreversibili che potrebbero essere approvati al termine dei lavori, a noi credenti degli ultimi tempi non è concesso disperare né mancare di Fede.

Tutt'altro!...

Dobbiamo reagire in modo autenticamente cristiano, credendo nella potenza di Dio e attirandola sulla Chiesa e sull’intero mondo attraverso il nostro impegno, soprattutto con la preghiera e il sacrificio.

Proprio in quest'ottica mi veniva da pensare in questi giorni: non sarà forse che Leone XIII, il grande papa del XIX secolo, aveva proprio ragione? In che senso? Ve lo spiego subito.

Forse non tutti sanno che Leone XIII è stato, tra le altre cose, anche il papa del Rosario dal momento che tra scritti maggiori e minori si calcola che abbia prodotto ben 22 documenti magisteriali, di cui diverse lettere Encicliche (in tutto le Encicliche di questo Pontefice gigante furono ben 86!). La più vigorosa è, probabilmente, la prima, pubblicata il 1° settembre 1883, la “Supremi apostolatus officio”.

In essa Leone XIII vi assumeva degli accenti piuttosto drammatici e, allo stesso tempo, profetici, additando alla Chiesa con forza, in mezzo ai gravi mali in cui Essa versava già allora, un rimedio eccellente, potente ed efficace: il santo rosario di Maria Santissima!

Il Pontefice ricordava, inoltre, le volte in cui nella storia il ricorso del popolo cristiano a Lei attraverso la preghiera corale del Rosario, fosse stato in grado di salvare la Chiesa dai nemici visibili ed invisibili.

Considero che non sia un caso il fatto che sia proprio all'alba del mese di ottobre che il sinodo ha avuto il suo inizio (e al suo tramonto avrà termine). Infatti ottobre è il mese tradizionalmente consacrato dalla Chiesa al santo Rosario ed oggi 7 ottobre ne celebra la festa liturgica, con l’aggancio storico all’epica vittoria della flotta cristiana su quella turca a Lepanto proprio grazie al ricorso fiducioso della cristianità al Rosario (1571). Fu, quello, un evento che cambio la storia, consegnando alle generazioni future un segno tangibile della potenza di Maria e del suo Rosario.

Ebbene: faccio un appello a tutti i cattolici di buona volontà. Chi vuole aderisca. Quale? Quello di aggrapparsi al Rosario soprattutto in queste settimane del mese di ottobre con uno slancio rinnovato e rinvigorito dalla consapevolezza che nelle nostre mani è stato consegnato un mezzo davvero potente che, se usato a dovere, è capace di sbaragliare l’inferno intero e tutti i demoni che scorrazzano su questa terra.

Ricordiamo quelle famose e sempre attuali parole di suor Lucia di Fatima (26 dicembre 1957 nel convento di Coimbra a padre Augustin Fuentes) che sono una verità di cui la storia universale e personale offre solida testimonianza:

«È urgente, Padre, che ci si renda conto della terribile realtà. Non si vuole riempire le anime di paura, ma è solo urgente richiamo, perché da quando la Vergine Santissima ha dato grande efficacia al Santo Rosario, non c'è problema né materiale, né spirituale, nazionale od internazionale, che non si possa risolvere col Santo Rosario e coi nostri sacrifici. Recitato con amore e devozione, consolerà Maria, tergendo tante lacrime dal Suo Cuore Immacolato».

Volte offrire un tributo alla Regina del Rosario (appellata tradizionalmente “delle Vittorie”) in questo giorno solennissimo a Lei consacrato? Leggete l’Enciclica “Supremi apostolatus officio” di Leone XIII (w2.vatican.va/…/hf_l-xiii_enc_0…). Ne avrete giovamento spirituale.

Non siamo pigri nelle cose sante, mi raccomando…

La lettura e l’assimilazione delle parole del Papa aiuterà tutti noi a riscoprire quanto valga affidarsi al Rosario con fede, pregarlo con perseveranza, stringerci ad esso come ad un amico fedele che mai ci abbandona nei nostri piccoli e grandi problemi.

In conclusione, solo qualche piccolo estratto dall’aureo documento che affido alla vostra lettura integrale:

«Fu in ogni tempo lodevolissimo ed inviolabile costume del popolo cattolico ricorrere nei trepidi e dubbiosi eventi a Maria e rifugiarsi nella sua materna bontà. Ciò dimostra la fermissima speranza, anzi la piena fiducia, che la Chiesa cattolica ha sempre a buon diritto riposto nella Madre di Dio (…). Ma questa così ardente e fiduciosa devozione verso l’augusta Regina del cielo più chiaramente apparve quando la violenza degli errori largamente diffusi, o la corruzione strabocchevole dei costumi, o l’impeto di potenti nemici, parve mettere in pericolo la Chiesa militante di Dio. Le memorie antiche e moderne, e i sacri fasti della Chiesa ricordano le pubbliche e private preghiere e i voti innalzati alla Gran Madre di Dio, nonché i soccorsi, la pace e la tranquillità concessi da Dio per sua intercessione. Da qui ebbero origine quei titoli insigni con i quali i popoli cattolici la salutarono Ausiliatrice dei cristiani, Soccorritrice, Consolatrice, Arbitra delle guerre, Trionfatrice, Apportatrice di pace. Fra tali titoli si vuole in primo luogo ricordare quello così solenne del Rosario, con cui furono consacrati all’immortalità i sommi suoi benefici verso l’intera cristianità».

«(…) Riteniamo assai opportuno, nelle presenti circostanze, ordinare solenni preghiere affinché la Vergine augusta, invocata col santo Rosario, ci impetri da Gesù Cristo, Suo Figlio, aiuti pari ai bisogni. Voi vedete, Venerabili Fratelli, le incessanti e gravi lotte che travagliano la Chiesa. La pietà cristiana, la pubblica moralità e la stessa fede – il più grande dei beni, e fondamento di tutte le altre virtù – sono esposte a pericoli sempre più gravi. Così pure Voi non solo conoscete la Nostra difficile situazione e le Vostre molteplici angustie, ma per la carità che a Noi sì strettamente Vi unisce, Voi le soffrite insieme con Noi. Ma il fatto più doloroso e più triste di tutti è che tante anime, redente dal sangue di Gesù Cristo, come afferrate dal turbine di questa età aberrante, vanno precipitando in un comportamento sempre peggiore, e piombano nell’eterna rovina».

«Orsù dunque, Venerabili Fratelli
(Primati, Arcivescovi e Vescovi del mondo cattolico, ndr.), per quanto avete a cuore l’onore di Maria e il benessere della società, studiatevi di alimentare la devozione e di accrescere la fiducia dei popoli verso la Grande Vergine. Noi pensiamo che sia da attribuire a divino favore il fatto che, anche in momenti tanto burrascosi per la Chiesa come questi, si siano mantenute salde e fiorenti nella maggior parte del popolo cristiano l’antica venerazione e la pietà verso la Vergine augusta. Ma ora Noi speriamo che, incitati da queste Nostre esortazioni ed infiammati dalle Vostre parole, i fedeli si metteranno con sempre più ardente entusiasmo sotto la protezione e l’assistenza di Maria, e continueranno ad amare con crescente fervore la pratica del Rosario, che i nostri padri solevano considerare non solo come un potente aiuto nelle calamità, ma anche come un nobile distintivo della cristiana pietà. La celeste Patrona del genere umano accoglierà benigna le umili e concordi preghiere, e agevolmente otterrà che i buoni si rinvigoriscano nella pratica della virtù;che gli erranti ritornino in sé e si ravvedano; e che Dio, vindice delle colpe, piegato a misericordiosa clemenza, allontani i pericoli e restituisca al popolo cristiano e alla società la tanto desiderata tranquillità».
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Soprattutto c'è la Speranza e la gioia potenziale di sapere che un intervento divino ci sarà, se lo sollecitiamo: o per far "naufragare" gli obiettivi del Sinodo, o per porvi rimedio una volta terminato con successo (per l'altra chiesa).
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Sua Santità Leone XIII ci aveva dato la giusta terapia per combattere contro Satana ed erano le preghiere che si recitavano alla fine della Santa Messa, ma ci pensò "san" Montini a distruggere tutto:
Le preghiere leonine nella Santa Messa e le terribili profezie di Sua Santità Leone XIII.
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Prevedo la fine … Chiesa cattolica tradita, consegnata, messa in croce, e morta..
Ma resusciterà il terzo giorno.
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