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Jacques Fesch (Saint-Germain-en-Laye, 6 aprile 1930 – Parigi, 1º ottobre 1957) è stato un criminale francese, convertitosi in carcere, del quale è stato introdotto il processo di canonizzazione da parte della Chiesa cattolica.

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ALCUNI PEZZI DEI SUOI SCRITTI Ho ricevuto un regalo dal “cielo”. Dopo tanti anni d’attesa, di prediche ascoltate con l’orecchio teso al massimo per cogliere la “parola chiave” (quella che per …More
ALCUNI PEZZI DEI SUOI SCRITTI

Ho ricevuto un regalo dal “cielo”. Dopo tanti anni d’attesa, di prediche ascoltate con l’orecchio teso al massimo per cogliere la “parola chiave” (quella che per qualcuno è parte di discorsi triti e ritriti); d’incognite pesanti come montagne su Dio e la Sua vicinanza Invisibile. dopo tanti anni d’errori (ora so che è stato un vero “peccato” averli commessi).

Dio mi ha concesso dei segni tangibili, reali, che mi dimostrano la Sua infinita bontà e la Sua presenza. E’ quell’evento che dà origine alla “conversione del cuore” .

E’ come se bussassimo per anni ad una porta ed all’improvviso questa si aprisse. Al di là il Padrone di casa ti accoglierebbe a braccia aperte dicendoti: “Finalmente hai bussato forte, ti ho sentito bene questa volta, sei il benvenuto! Ecco ciò che volevi sapere della tua vita…”.

Bussare forte, capisci? Non si tratta di credere o non credere, ma di credere con grinta.

Chi bussa forte avrà le prove concrete dell’esistenza di Dio!


E’ accaduto a me. Ad un certo punto della mia vita ho desiderato con forza avvicinarmi al mistero di Gesù, attraverso Maria, perché nonostante la mia esistenza fosse “completa” (nel senso sociale del termine), in me “dominavano” ancora delle ombre. Queste m’impedivano d’essere felice e per tenermi nell’oscurità si nutrivano di “impegni inutili” e “materialismo”. Una volta consumati questi “alimenti” ; il vuoto, dentro, era ancor più sconcertante.

Condividevo quel modello di vita con altri coetanei. Eravamo, nel complesso dei bravi ragazzi, sicuramente non davamo pensieri ai nostri genitori, studenti impegnati, lavoratori onesti, preoccupati però solo di “divertirsi”, spesso in modo insulso. Quanti atteggiamenti, parole, azioni inutili!


Una vita vuota. Qualcuno invece direbbe, “una vita in piena libertà”, ma è un controsenso, anche se anch ‘io ho provato un senso di libertà vivendo in modo insignificante.

La vita si misura solo con un parametro, la “pienezza”. La pienezza si misura secondo quanto amore abbiamo elargito nella vita.


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