Carfagna, è bastato un convegno per essere promossa quale sfidante di Giorgia Meloni

Non è la prima volta che la stampa progressista si innamora di Mara Carfagna e le cuce addosso un ruolo politico di comodo. Nel 2019 era lei l’anti-Salvini. La nemica della destra cattivista.
Con le sue scudisciate anti-sovraniste. Quella che disertava le piazze se si vedevano all’orizzonte i militanti di CasaPound.

Per questo era stata data in uscita da Forza Italia, dove invece è sempre ottimamente rimasta. Previo un chiarimento con Berlusconi che le promise di non estrometterla in Campania. Lei si fece la sua Fondazione, Voce libera e ha lavorato per una Forza Italia non subalterna alla Lega. Poi è arrivato Mario Draghi. Il principe azzurro premier che l’ha incoronata regina del Sud. La sinistra ha applaudito: “Era con un piede fuori da Forza Italia. È entrata con tutto il suo peso politico anti sovranista nel governo di Mario Draghi”.

Questo peso politico, tuttavia, ha avuto finora scarsa visibilità. Fino al convegno di Sorrento sui problemi del Mezzogiorno. Ribattezzato subito la “Cernobbio del Sud”. Mara Carfagna, nuovamente attenzionata, è diventata così l’aspirante leader del centro moderato. E poi, giacché ci si trovavano, i giornalisti l’hanno anche promossa come l’anti-Meloni. Il pretesto? Una battuta della leader di FdI che, in collegamento con il convegno, ha detto: “Confido che l’obiettivo del convegno sia il Mezzogiorno e non quello che ricostruiscono i giornali oggi”. La padrona di casa, infastidita, ha ribattuto che lei è una donna dello Stato che conosce il limite tra politica e istituzioni.

“Due settimane fa – scrive oggi La Stampa – tutta l’attenzione era puntata su Giorgia Meloni e la sua convention milanese. Ma è poco più a Sud, sul mare della Costiera, che la ministra dai modi felpati e dai contatti trasversali si esercita da leader”. E ancora: “Mentre la Meloni da Milano sembrava voler rassicurare sulla sua affidabilità il mondo produttivo e istituzionale, la Carfagna da Sorrento lo esibisce come un trofeo già conquistato”.

Trovata l’anti-Meloni, anche il Corriere non si fa scappare l’opportunità di una celebrazione della Carfagna tra i profumi di limoni e le fronde degli ulivi. Lei così convincente con le sue battute fulminanti contro Giorgia mentre – chiosa sempre il Corriere – in fondo alla sala l’ascoltatissima consigliera politica di «Mara», Flavia Perina, loda sottovoce la ministra per aver «sistemato» la rivale: «Giorgia rosica?».

La costruzione del nuovo giochino dialettico Mara contro Giorgia è già abbastanza avanti. Salvo dimenticare due fatti non da poco conto: per fare l’anti-Meloni bisognerebbe avere un partito e qualche voto. E poi farsi anche qualche domanda: cosa farebbe oggi Mara senza Draghi? E quanto consenso si ottiene, in politica, facendo sempre l’anti-qualcosa? Interrogativi da soppesare bene prima di lanciarsi in avventure tutte mediatiche e senza alcun aggancio con la realtà.

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Brigate Rozze
vedo la Carfagna duellare su altri ambiti
N.S.dellaGuardia
Ma duellanti dddechè??? Amministratori di condominio hanno più potere di loro due assieme, inutili come tutti i parlamentari dell'era conte-draghi-speranza...