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Libertà di educazione, è ora di farsi sentire. Bussola Quotidiana ne parla con Suor Anna Monia Alfieri, presidente regionale per la Lombardia della Fidae, Federazione Istituti di Attività Educative. …More
Libertà di educazione, è ora di farsi sentire.

Bussola Quotidiana ne parla con Suor Anna Monia Alfieri, presidente regionale per la Lombardia
della Fidae, Federazione Istituti di Attività Educative.

Qual è la ragione di tanta ostilità verso la scuola paritaria?
Il problema non credo sia politico. A lungo ormai si è sedimentata – ahimè – nelle menti di moltissimi italiani
l'idea che il problema sia intrinseco agli istituti di formazione e alle scuole in generale. Ho cercato di ribaltare
la cosa: il diritto all'educazione non è un diritto della scuola, ma delle famiglie. E della loro libertà di scelta.

Ci spieghi meglio.
Fino a pochi anni fa l'Italia si trovava nella posizione estrema di essere precursore delle politiche dell'Unione Europea,
che è infatti a favore della libertà di scelta della famiglia e della pluralità educativa. L'Europa ha quasi copiato
i due articoli della Costituzione italiana in merito alla libertà d'educazione. Sono paritetici. Ma in Italia si sono
poi sedimentate false ideologie, specialmente dopo la legge Berlinguer che – pur essendo positiva sotto diversi
punti di vista – di fatto dà allo Stato la gestione – e non solo il controllo – della scuola pubblica. Si è di fatto creato
un binomio Stato-privati che prima non esisteva. Il secondo grande limite di questa legge è che poneva la sede
del diritto nell'istituzione scolastica, quand'esso è della persona. La libertà di scelta va tutelata secondo i principi
della Costituzione italiana, garantendo alla famiglia un pluralismo educativo e qualificato. Se lo Stato decidesse
di delegare a terzi la gestione della scuola e si occupasse solo di controllarla, risparmierebbe moltissimo
e rispetterebbe una sacra libertà costituzionale.

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