Clicks158
alda luisa corsini
3

La Piscina di Siloe a Gerusalemme rivela altri segreti

In Giovanni 9:7 Gesù dice a un cieco di “andarsi a lavare nella piscina di Siloe” per poter guarire. Il numero de La Buona Notizia di marzo-aprile 2005 descriveva la scoperta degli archeologi di questa vera piscina (“Archaeologists discover biblical Pool of Siloam,” Gli archeologici scoprono la Piscina biblica di Siloe) p. 16). Scavi successivi in quest’area hanno cominciato a svelare altri segreti, tra cui la scoperta di un’altra piscina, molto più antica, menzionata nella Bibbia.

Alla fine dei gradini che conducono alla Piscina di Siloe gli archeologi hanno scavato un condotto per vedere cosa c’era al di sotto. In base ai rapporti emessi dell'Israel Antiquities Authority sono stati trovati resti di un’altra piscina precedente identificata con grande probabilità come una di quelle menzionate in Nehemia 3:15.

Descrivendo le riparazioni effettuate alle mura della città avviate da Nehemia nel quinto secolo a.C., questo passaggio dichiara: “Shallun . . . riparò il muro della piscina di Siloe presso il giardino del re,
fino ai gradini che scendono dalla città di Davide".

Anche la piscina appena scoperta è perfettamente in linea con questa descri- zione geografica. L’area del “giardino del re,” menzionata anche in relazione con la fuga dai Babilonesi tentata dal Re Sedecia e descritta in Geremia 39:4-5 e 2 Re 25:4-5, si pensa siano il frutteto e il giardino che non sono stati scavati, di proprietà della chiesa greca ortodossa, parte dei quali ricopre attualmente la Piscina di Siloe.

All’altra estremità della Piscina di Siloe è stata scoperta quella che si ritiene essere un piazza con colonnato che univa la piscina a una strada del primo secolo precedentemente scoperta che conduceva fino alla valle di Tyropoean al magnifico complesso di templi costruito da Erode il Grande. Se così fosse, sarebbe stata portata alla luce una delle strade del primo secolo su cui hanno camminato Gesù e i suoi discepoli.

Gli archeologici hanno scoperto anche una parte di un acquedotto,
coperto con lastre di pietra, che passava attraverso un’altra piccola piscina ritrovata nei gradini superiori della Piscina di Siloe.

Nell’area immediatamente adiacente si trova l’estremità sud del Tunnel di Ezechia, un passaggio di circa 500 metri scavato da uomini guidati dal Re Ezechia di Giuda nell’ottavo secolo d.C. per fornire una fonte di acqua sicura a Gerusalemme in caso di un’invasione degli Assiri. Questa antica opera di inge- gneria viene descritta in 2 Cronache 32:30, che indica che "fu Ezechia stesso a chiudere la sorgente superiore delle acque di Ghihon e a incanalarla in basso al lato occidentale della città di Davide".

Nell’area si trovano anche canali di scarico, che partono dalla vicina fonte di Ghihon, che sembrano risalire al periodo di Re Salomone nel 10° secolo a.C.
Gli scavi stanno continuando nell’a- rea sotto la direzione di Eli Shukron dell'Israel Antiquities Authority e del Professore Ronny Reich dell’Università di Haifa.

Le scoperta dell’iscrizione confuta le rivendicazioni anti-bibliche

Gli studiosi che supportano la visione biblica “minimalista”, secondo la quale l’Antico Testamento è un mito perché gli Ebrei erano membri di tribù nomadi che non hanno imparato a scrivere fino alla cattività in Babilonia cominciata nel 586 a.C, hanno avuto un brusco risveglio la scorsa estate.


Presso uno scavo a Tel Zayit, un antico sito a circa 15 chilometri ad sud ovest di Gerusalemme, gli archeologi hanno notato una pietra con in un’iscrizione incastonata in una parete. Esaminandola più da vicino, si sono resi conto di aver trovato un vecchio esempio di abbeceda- rio: un elenco di lettere dell’alfabeto scrite in sequenza dall’inizio alla fine.
Ancora più interessante, un’analisi delle ceramiche e della posizione della parete nelle rovine mostrava che l’iscrizione risaliva al 10° secolo a.C., ben prima che i critici minimalisti della Bibbia dichiarano che un Israelita sarebbe stato in grado di scrivere.

Le iscrizioni dal periodo dell’Antico
Testamento sono estremamente rare. Ne sono state trovate pochissime e molti critici le ignorano considerandole dei falsi. Soltanto gli oggetti di pietra, argilla e metallo di questo periodo sono sopravvissuti. Altri supporti per la scrittura, come il papiro e la pergamena (che la Bibbia dichiara essere in uso in quel periodo, come indicato in Geremia 36), si sono trasformati da lungo tempo in polvere.

I critici utilizzano questa “assenza di prove” come “prova di assenza” come dichiarano alcuni archeologi. Hanno affermato che la mancanza di prove di scrittura di questo periodo indica che la gente non era in grado di leggere o scri- vere. Pertanto, hanno argomentato, non è possibile che la Bibbia sia stata scritta quando si presume sia accaduto, ma è stata realizzata molto dopo che gli even- ti e la storia a cui si riferisce si sono veri- ficati. Di conseguenza, hanno dichiarato, l’immagine biblica del 10° secolo, il tempo in cui Re Davide e suo figlio, nonché suo successore Salomone, governava un potente impero israelita, sono sempli- cemente un falso storico.

Questa recente scoperta, così come altre riportate in questa sezione de La Buona Notizia, dimostra ancora una volta la superficialità e l’inaccuratezza di tali argomentazioni per non parlare della negazione volontaria di prove concrete. Dimostra che persino in una sperduta città di confine come questa, lontana dalla capitale Gerusalemme, l’alfabeto ebreo era in uso.

Inoltre, un’analisi delle antiche strutture presso il sito indica che presumibil- mente si trattava di una importante città di frontiera fondata da un regno d’Israele con base a Gerusalemme così come descrive la Bibbia, dichiara Ron Tappy, l’archeologo del Pittsburgh Theological Seminary che dirige gli scavi.
alda luisa corsini
Per il testo dell'iscrizione cfr. Il tunnel di Ezechia
alda luisa corsini
One more comment from alda luisa corsini