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Santi e Beati - 18 febbraio - San Teotonio - Santa Geltrude Comensoli

Irapuato
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Televallassina San Teotonio Titolo: Sacerdote Ricorrenza: 18 febbraio Tipologia: Commemorazione Teotonio è oggetto di una biografia coeva che non riporta «miracoli eccezionali ma [...] nutre …More
Televallassina San Teotonio Titolo: Sacerdote

Ricorrenza: 18 febbraio

Tipologia: Commemorazione
Teotonio è oggetto di una biografia coeva che non riporta «miracoli eccezionali ma [...] nutre in ogni riga un reale e reverente affetto per il santo che commemora» (B.T.A.). Nacque in Portogallo, dove è molto venerato; essendo nipote di Cresconio, vescovo di Coimbra, fu destinato al sacerdozio ancora in giovane età. Dopo la sua ordinazione servì come sacerdote e quindi arciprete nella città di Viseu, dove la sua santa austerità unita alle qualità di predicatore conquistarono non solo l'intera città ma anche illustri personaggi provenienti da lontano, tra cui la regina e il consorte Enrico, conte di Portogallo. Nonostante le calde insistenze da parte loro, egli rifiutò sempre di accettare la guida di una diocesi.

Ogni venerdì Teotonio celebrava una Messa solenne per le anime del purgatorio, seguita da una processione al cimitero a cui partecipava l'intera popolazione della città, donando grandi somme di denaro in elemosina, che poi venivano distribuite ai poveri. Teotonio non teneva in nessun conto i ranghi sociali: quando la regina, ormai vedova, si presentò a Messa insieme al conte Ferdinando con il quale conviveva, Teotonio pronunciò una severa omelia contro i vizi e li obbligò a lasciare la funzione; in un'altra occasione la regina osò chiedergli di accorciare la celebrazione e il santo rispose che la Messa veniva celebrata per un sovrano più grande e che lei era libera di rimanere o andarsene. Pentita, rimase c alla fine chiese perdono.

Interrompendo il proprio ministero, Teotonio fece un pellegrinaggio in Terra Santa e successivamente un secondo. Attorno a quel periodo si stava costruendo a Coimbra un nuovo monastero per i canonici regolari di S. Agostino e Teotonio decise di unirsi a loro; fu uno dei primi membri della comunità e subito fu scelto come priore, distinguendosi nell'incarico per l'insistenza con cui promosse la precisa e reverente recitazione degli uffici quotidiani. Nel 1139 il conte Alfonso Enrico (Alfonso I) mise fine al vassallaggio portoghese verso i re di Castiglia, assumendo il titolo di re del Portogallo, e nel 1143 dichiarò il paese feudo papale. Il fatto attirò il sostegno dei crociati che già nel 1147 lo avevano aiutato a riconquistare la maggior parte del paese occupato dagli arabi. Noto come il Conquistatore, Alfonso teneva Teotonio in grande considerazione e, attribuendo le sue vittorie alle preghiere dell'abate, fece molte donazioni al monastero; Teotonio a sua volta lo convinse a lasciare liberi i suoi prigionieri cristiani mozarabici.

Trascorse gli ultimi trent'anni della sua vita nel monastero di Santa Croce, di cui divenne abate, morendo a ottant'anni. Si dice che il re Alfonso, avendo saputo della sua morte, abbia esclamato: «La sua anima deve essere andata in paradiso ancor prima della sepoltura del suo corpo».

MARTIROLOGIO ROMANO. A Coimbra in Portogallo, san Teotonio, che si recò due volte in pellegrinaggio a Gerusalemme e, rifiutata la custodia del Santo Sepolcro, tornato in patria fondò la Congregazione dei Canonici regolari della Santa Croce.

Santa Geltrude Comensoli

Titolo: Fondatrice

Ricorrenza: 18 febbraio

Tipologia: Commemorazione

Geltrude nacque a Bienno in Val Camonica (Brescia) il 18 gennaio 1847. Lo stesso giorno della nascita i genitori la portano al fonte battesimale della chiesa parrocchiale e le diedero il nome di Caterina.

Nell'infanzia, Caterina conobbe le gioie dell'innocenza e la spensieratezza dell'età. Il Signore, però, le fece sentire il desiderio di unirsi a Lui intimamente: la piccola era sovente trasportata da un forte bisogno di raccogliersi nella preghiera e nella meditazione. A chi le chiedeva che cosa facesse, rispondeva: "Penso".

Da piccola, non resistendo più al pressante invito di Gesù, una mattina molto presto, avvolta nell'ampio scialle nero della mamma, andò nella vicina chiesa di Santa Maria e ricevette furtivamente la Prima Comunione. Caterina pregustò attimi di Cielo e giurò eterno amore con Gesù.

Giovinetta si fece apostola dell'Eucaristia: voleva portare Gesù Sacramentato su un'alta montagna, perché tutti lo potessero vedere e adorare.

Il suo motto: "Gesù amarti e farti amare" diventa il programma della sua vita. Attratta ad una vita più perfetta, nel 1862 lasciò la famiglia ed entrò nell'Istituto delle Figlie di Carità, fondato da S. Bartolomea Capitanio, a Lovere (Brescia).

La Postulante si ammalò e venne dimessa dall'Istituto. Dopo la guarigione, a causa delle mutate condizioni finanziarie della famiglia, lasciò il paese e entrò, in qualità di domestica, dapprima nella casa del Prevosto di Chiari, Don G. B. Rota, il quale, qualche anno dopo, venne elevato alla sede episcopale di Lodi, e poi, nella casa paterna della Contessa Fè-Vitali.

Nella Festa del Corpus Domini 1878, con il permesso del suo confessore, rese perpetuo il suo voto di verginità, emesso la mattina della Comunione furtiva.

Senza trascurare i suoi doveri di domestica, Caterina si fece educatrice dei bambini di S. Gervasio (Bergamo) e li guidò sulla via dell'onestà e delle virtù cristiane e sociali. Con la preghiera assidua, la mortificazione, un'intensa vita interiore e l'esercizio delle opere di misericordia, Caterina si preparò ad accogliere la volontà del Signore.

Scioltasi dai legami familiari in seguito alla morte dei genitori, la giovane cercò il modo di concretizzare il suo ideale eucaristico aprendo il suo cuore a Mons. Speranza, allora Vescovo di Bergamo, il quale si trova a Bienno, ospite dei conti Fé-Vitali.

Sorretta dal nuovo Vescovo di Bergamo, Mons. Guindani, e dal suo "Padre e Superiore", Don F. Spinelli, il 15 dicembre 1882, Caterina, insieme a due altre compagne, diede origine alla Congregazione delle Suore Sacramentine di Bergamo, con la prima ora di adorazione al SS. Sacramento.

Il 15 dicembre 1884, vestì l'abito religioso e prese il nome di Suor Geltrude del SS.mo Sacramento.

Dopo una bufera delle avversità, che mise a dura prova la tenera pianticella fu costretta a rifugiarsi a Lodi. Il Vescovo di Lodi, Mons. Rota, accolse paternamente quelle figlie, raccomandategli dal Vescovo di Bergamo e, con gesto magnanimo, procurò loro in Lavagna di Comazzo una casa che diventa provvisoriamente la Casa Madre dell'Istituto. L'opera di Dio fu finalmente compiuta!

La Fondatrice dette ormai tutte le garanzie di continuità per l'adorazione pubblica perpetua a Gesù Sacramentato, trasfuse nelle Suore il suo prezioso patrimonio spirituale, che fu spirito di preghiera, di sacrificio, di mortificazione, di obbedienza, di umiltà, di carità, soprattutto verso i poveri.

Morì il 18 febbraio 1903, la notizia in breve tempo si sparse a quanti la conoscevano, specie la gente umile e povera da lei prediletta, unanimemente la dichiararono santa. Il 9 agosto 1926 la salma venerata fu trasportata dal cimitero di Bergamo alla Casa Madre dell'Istituto da lei fondato, dove tuttora giace in apposita cappella, attigua alla chiesa dell'Adorazione. La Chiesa, esaudendo il desiderio di moltissime persone, il 18 febbraio 1928 aprì il processo diocesano sulla santità della vita di Madre Geltrude, sulle sue virtù e sui miracoli, e si concluse nel 1939.

Nello stesso anno, sotto il Pontificato di Pio XII, si apre il Processo Apostolico.

Il 26 aprile 1961, alla presenza del Santo Padre Giovanni XXIII, ha luogo la Congregazione generale, dopo la quale è data lettura del decreto sulla eroicità delle virtù praticate da Madre Geltrude, alla quale viene attribuito il titolo di Venerabile. Il primo ottobre 1989 viene proclamata beata da papa Giovanni Paolo II e il 26 febbraio 2009 è stata canonizzata da papa Benedetto XVI, che ne ha dato evidenza nella solenne cerimonia del 26 aprile 2009

MARTIROLOGIO ROMANO. A Bergamo, Santa Geltrude (Caterina) Comensoli, vergine, che fondò una Congregazione di religiose per l’adorazione del Santissimo Sacramento e la formazione della gioventù
Irapuato
✍️ Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 8,14-21.
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo.
Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!».
E quelli dicevano fra loro: «Non abbiamo pane».
Ma Gesù, accortosi di questo, disse loro: «Perché discutete che …More
✍️ Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 8,14-21.
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo.
Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!».
E quelli dicevano fra loro: «Non abbiamo pane».
Ma Gesù, accortosi di questo, disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito?
Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate,
quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici».
«E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette».
E disse loro: «Non capite ancora?».

Traduzione liturgica della Bibbia

Santa Gertrude di Helfta (1256-1301)

monaca bendettina
Esercizi, n° 5; SC 127

"Non vedete? Non capite ancora?"
«O Dio, tu sei il mio Dio, dall'aurora ti cerco» (Sal 63 Vulg). (…) Oh luce serenissima della mia anima, mattino splendente, diventa in me l’aurora; brilla su di me con tale chiarezza che « alla tua luce vediamo la luce » (Sal 36,10). La mia notte sia trasformata in giorno a causa tua. Oh mio mattino amatissimo, per amore del tuo amore dammi di ritenere nulla e vanità tutto ciò che non sei tu. Visitami fin dal primo mattino, per trasformarmi presto interamente in te. (…) Distruggi quanto esiste del mio io; fa’ che passi totalmente in te in modo che mai più possa ritrovarmi in me in questo tempo limitato, ma che resti strettamente unita a te per l’eternità. (…) Quando mi sazierò di una bellezza sì grande e risplendente? Gesù, magnifica Stella del mattino (Ap 22,16), risplendente di chiarezza divina, quando sarò illuminata dalla tua presenza? Oh, se quaggiù potessi solamente percepire anche in piccola parte i raggi delicati della tua bellezza (…), avere almeno un assaggio della tua dolcezza ed assaporare in anticipo te che sei mia eredità (cfr Sal 16,5). (…) Sei lo specchio risplendente della santa Trinità che solo un cuore puro può contemplare (Mt 5,8): lassù faccia a faccia, quaggiù solo riflesso.