Clicks792
Francesco I

Più fondi per aiutare i cristiani perseguitati, Formentini (Lega): "Dall'Italia segnale importante"

21:01 21.12.2020
La commissione bilancio della Camera ha approvato l'emendamento presentato dalla Lega che aumenta il fondo per il sostegno ai cristiani perseguitati. Paolo Formentini, firmatario della mozione, a Sputnik italia parla di un "segnale importante verso chi nel mondo viene torturato o ucciso soltanto perché si professa cristiano".
Ieri la commissione Bilancio della Camera ha approvato l'emendamento alla legge di Bilancio proposto dalla Lega per aumentare del 10 per cento il fondo dedicato a interventi di sostegno delle minoranze cristiane perseguitate nelle aree di crisi. "Il fondo è stato istituito presso il Ministero degli Affari Esteri grazie ad un nostro emendamento approvato nella manovra 2018 per finanziare progetti di cooperazione a favore di queste comunità", spiega a Sputnik Italia Paolo Formentini, deputato leghista, vicepresidente della commissione Esteri alla Camera e primo firmatario dell'emendamento.

— Perché è importante continuare a sostenere chi è perseguitato a causa della propria fede?

— Aumentare, seppur di poco il budget per il 2021 è un atto simbolico che rinnova la solidarietà verso chi è costretto a convivere tutti i giorni con il dramma della persecuzione religiosa. Si tratta di 400 mila euro, non abbiamo proposto cifre più alte per le condizioni in cui versa l’economia del nostro Paese e tanti italiani, però volevamo dare un segnale importante, a maggior ragione con l’avvicinarsi del Natale, per manifestare vicinanza a chi in ragione della propria fede viene discriminato, torturato o addirittura ucciso.
L’Italia, inoltre, è uno dei pochi Paesi al mondo ad avere un fondo dedicato all’assistenza per i cristiani perseguitati. Oltre a noi ci sono soltanto Ungheria e Stati Uniti.

— Qual è la situazione delle minoranze cristiane nel mondo?
— Secondo diverse organizzazioni nel mondo almeno un cristiano su otto è vittima di persecuzioni e sarebbero 260 milioni i cristiani perseguitati per la propria fede. Tra tutti i diritti umani il più ignorato è quello a professare liberamente la propria fede, e questo è inaccettabile. I cristiani restano i più perseguitati al mondo, nel silenzio generale. I numeri che abbiamo appena citato sono allarmanti. Per questo è importante che lo Stato italiano abbia un proprio fondo per sostenere i cristiani, che in Medio Oriente, ad esempio, stanno scomparendo nonostante la loro presenza storica in quella terra, dove alcune comunità celebrano ancora nella lingua di Gesù.
© Sputnik . Servizio Fotografico Vaticano
Basti pensare che in Iraq i cristiani erano il 12 per cento e ora non ci sono quasi più. Poi c’è la Siria, la Nigeria. L’obiettivo del fondo è proprio realizzare dei progetti a sostegno delle comunità cristiane più colpite.

Che tipo di progetti sono stati realizzati in questi anni con il contributo del fondo del Maeci?
— Il primo bando è stato pubblicato lo scorso anno. Si tratta di progetti inquadrati nei fondi per la cooperazione allo sviluppo, per realizzare, tramite organizzazioni specializzate, iniziative di sostegno dedicate a queste minoranze. Se è vero che c’è il diritto ad emigrare, come dicevano Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI, bisogna anche riaffermare il diritto a poter vivere in pace nella propria terra.

— La Lega ha proposto anche una legge sulla cristianofobia, perché pensate che ce ne sia bisogno?
— È una proposta di Lorenzo Fontana, che sostengo. È anche questa collegata alla persecuzione anti-cristiana, che a volte si verifica anche a casa nostra. Ci sono sempre più episodi di disprezzo nei confronti della religione. È un fenomeno da analizzare e combattere. Certo, se l’Occidente nega, come sta facendo, le proprie radici giudaico cristiane, come ha fatto la stessa Europa non riconoscendole, vuol dire negare sé stessi e aver abdicato a quei valori che invece andrebbero sempre difesi.

— Pensa che l’Occidente debba fare di più per le comunità costrette a convivere con la persecuzione religiosa in molte aree del mondo?
— Sì, assolutamente. C’è un’immagine emblematica: quella degli armeni che, dopo aver dissotterrato i propri morti, caricano le bare sui tetti delle proprie auto per non lasciarli in una terra in cui verranno violate chiese e cimiteri. C'è bisogno di un impegno sempre maggiore per denunciare i crimini contro i cristiani che sono ancora per la maggior parte ignorati.
La visita annunciata dal Santo Padre in Iraq, in questo senso, è un grande segnale di attenzione e di speranza per queste comunità.

Alessandra Benignetti. Sputnik Italia

it.sputniknews.com