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Trump-Viganò: possono davvero fermare il Nuovo Ordine Mondiale?

L'asse Trump-Viganò può davvero sbarrare il passo al Nuovo Ordine Mondiale?

Il filo del dialogo non si è interrotto.

La lettera inviata da monsignor Viganò al presidente americano Donald Trump non è caduta nel vuoto.

Trump si è detto onorato di aver ricevuto l’appello così potente ed evocativo del prelato italiano.

Viganò è stato in grado di spiegare chiaramente a Trump come in gioco non ci sia soltanto uno scontro tra forze di opposto segno politico. C’è molto di più. C’è in atto una vera e propria battaglia spirituale.

E la battaglia dei figli della luce contro quelli delle tenebre che trascende il piano politico per approdare verso quello più propriamente di natura escatologica.

Non si può spiegare il mondialismo soltanto con le anguste e parziali categorie dell’economia o della geopolitica.

La volontà di erigere una sorta di supergoverno mondiale è qualcosa di strettamente legato ad una religione che nulla ha a che vedere con il cristianesimo.

Al contrario, la religione di questo pensiero, noto negli ambienti mondialisti con il famigerato nome di “nuovo ordine mondiale” è l’esatta negazione della Verità rivelata da Cristo.

I riferimenti di carattere satanista ed esoterico della religione globalista dalla violenta carica anticristica sono del tutto evidenti, per chi ha la volontà di vederli.

L’abominevole pratica della pedofilia, un tempo bandita nell’Occidente cristiano, inizia ad essere sdoganata sempre più apertamente.

Non passa giorno che non si scoprano dei giri di pedofilia internazionale sui quali i media italiani e stranieri hanno calato una coltre di silenzio assordante.

Le chiese cattoliche in Europa sono incendiate e dissacrate ripetutamente, soprattutto in Francia.

Sostenitori di Black Lives Matter, il movimento razzista finanziato da Soros e dai grandi capitali anglosassoni, chiedono apertamente la rimozione delle immagini di Cristo e dei santi, perchè espressione di un inesistente “privilegio bianco.”

C’è dunque indubbiamente una feroce tempesta anticristiana che sta travolgendo l’Europa e tutto il mondo Occidentale.

Non è affatto un caso che tutto questo stia accadendo qui.

L’Occidente è stato la culla del cristianesimo. Le vere radici dell’Europa sono greco-romane e cristiane.

Il mondialismo e la sua religione massonica non possono sorgere se prima non cancellano ogni traccia di identità della vera Europa cristiana.

Le forze oscure di cui parlava monsignor Viganò nella sua lettera sono all’opera qui e anche negli Stati Uniti, governati da un uomo che, dopo decenni di presidenti scelti nelle stanze del club di Roma o del gruppo Bilderberg, sta sfidando apertamente il deep state.

C’è in atto un tentativo di sovvertire l’ordine democratico negli USA attraverso delle milizie reclutate ed assoldate da uomini come George Soros che solo recentemente hanno finanziato questi gruppi eversori con somme astronomiche pari a 220 milioni di dollari.

Il mondialismo vuole porre fine alla presidenza Trump per potersi riprendere la Casa Bianca e gli Stati Uniti, senza la cui potenza è praticamente impossibile costituire un supergoverno mondiale.

E’ per questo che il dialogo allacciato da Viganò con l’altra parte dell’Atlantico potrebbe aver scritto un capitolo nuovo nella storia del nuovo ordine mondiale.

Se è senz’altro vero che la crisi da Covid ha impresso una fortissima accelerazione alla volontà di costruire una dittatura globale nelle mani delle grandi élite internazionali, è altrettanto vero che un’alleanza tra il presidente americano e Viganò potrebbe costituire una sorta di contrappeso.

Viganò in questo momento rappresenta con ogni probabilità uno dei pochi interlocutori affidabili e di spessore internazionale che l’Italia ha nei confronti dell’amministrazione Trump.

La battaglia pertanto si interseca su due piani.

Da un lato, Trump che cerca di prosciugare quella palude di potere industriale, militare e finanziario che da sempre infesta Washington, il cosiddetto deep state.

Dall’altro, l’arcivescovo che invece tenta di porre un freno alla deriva della chiesa bergogliana, sempre più prostrata ai templi pagani del globalismo e apertamente impegnata in una opera di smantellamento della Chiesa di Cristo.

Se si costituisce un patto tra Trump e Viganò per cercare di salvare il mondo dal baratro della dittatura globale, si potrebbe parlare a questo punto, senza retorica alcuna, di una sorta di santa alleanza.

In mezzo a questo scontro epico, si trova ancora una volta in mezzo l’Italia che potrebbe rivelarsi l’ago che deciderà da quale parte pende la bilancia.

Il Paese, la sua storia millenaria e soprattutto il fatto di essere la sede della Chiesa cattolica, sono gli elementi che rendono l’Italia il peggiore nemico del nuovo ordine mondiale.

La scristianizzazione così anelata dalle élite internazionali non può non passare dalla cancellazione della cultura di questa nazione, culla originaria della Chiesa di Cristo.

Non è un caso che l’Italia sia stato il Paese che con ogni probabilità ha visto sorgere la peggiore dittatura mai vista nell’Europa Occidentale dal dopoguerra.

Trump può far crollare la dittatura globalista in Italia con lo spygate?

Il punto di attacco di Trump per liberare l’Italia dalla morsa della dittatura globalista potrebbe essere la famigerata storia dello spygate.

Lo spygate è il caso di spionaggio internazionale che vede coinvolti sia i servizi segreti italiani sia le agenzie investigative americane nell’aperto tentativo di sabotare prima la campagna elettorale del presidente Trump e poi la sua presidenza, cercando di accusarlo di una fantomatica e inesistente collusione con il Cremlino.

Il rapporto Mueller, l’uomo che ha coordinato l’inchiesta sul fantomatico complotto del Russiagate, ha scagionato Trump da ogni responsabilità.

Non solo. La verità da allora sta emergendo. Sta venendo alla luce un elaborato schema internazionale che da un lato vedeva il ruolo centrale del presidente Obama, la mente di questo tentativo di golpe, e dall’altro l’ambiguo e oscuro ruolo dei servizi segreti italiani diretti all’epoca dai due ex premier Renzi e Gentiloni.

Le strade di questo intrigo finiscono tutte per condurre inevitabilmente a Roma e al suo ruolo di presunto sabotaggio contro il presidente degli Stati Uniti in carica.

La storia di questo scandalo è stata spiegata più approfonditamente in un altro contributo, ma occorre tenere presente un elemento importante.

Negli USA, è sul ruolo dell’Italia che si sta indagando. Se si indaga sull’Italia, non si possono non mettere sotto la lente investigativa le eventuali responsabilità di Renzi e Gentiloni.

Se a Washington andranno fino in fondo nell’inchiesta, le conseguenze per gli scenari internazionali sarebbero letteralmente devastanti.

Per far capire la portata del piano eversivo in questione, potrebbe essere utile citare le parole del ministro della Giustizia USA, Barr, che ha definito lo spygate come “la cosa più simile ad un golpe” avvenuta in America dai tempi dell’assassinio del presidente USA Abraham Lincoln nel 1865, la cui morte come emerse successivamente fu voluta da potenti lobby bancarie internazionali.

Se lo spygate esplode con tutta la sua forza, potrebbero essere chiamati a rispondere, negli USA, di quanto accaduto nel 2016-2017 sia Renzi che Gentiloni.

La portata di questa inchiesta è tale che potrebbe cambiare il cammino intrapreso dall’Italia e provocare un terremoto politico la cui forza potrebbe essere in grado di far collassare l’intero sistema.

Dalla vecchia Tangentopoli del deep state a quella nuova contro il deep state

Qualche osservatore, non a torto, ha definito le possibili conseguenze di questo scandalo simili a quelle di una nuova Tangentopoli.

Se Renzi e Gentiloni dovessero essere coinvolti potrebbe ripetersi quanto accaduto nel lontano 1992, quando l’allora “mariuolo” Mario Chiesa iniziò a collaborare con il pool di Mani Pulite che provocò la valanga che travolse e seppellì la Prima Repubblica.

C’è comunque una sostanziale differenza di fondo tra l’epoca contemporanea e quella del 1992.

E’ sicuramente vero che la vecchia Tangentopoli fu ispirata dagli ambienti di Washington, desiderosi di disfarsi di una classe dirigente che avrebbe potuto creare degli intralci all’adesione dell’Italia alla moneta unica, fondamentale per le élite europee e il Club di Roma che avevano deciso già negli anni’70 di deindustrializzare il Paese.

Non fu un caso che dal “tintinnar di manette” venne risparmiato il PDS, l’espressione della sinistra progressista ed eurista deputata ad accompagnare l’Italia sul patibolo della globalizzazione.

Allo stesso modo, la nuova possibile Tangentopoli sarebbe di nuovo ispirata dagli USA, ma verrebbe da ambienti in netta contrapposizione con quelli del deep state di Washington.

Non si aprirebbe una stagione di avvicinamento ulteriore verso il disegno mondialista, ma al contrario il processo di arresterebbe e subirebbe un colpo durissimo, se non possibilmente mortale.

Se la corrotta classe dirigente dell’Italia completamente prostrata ai desiderata degli ambienti del Bilderberg e delle grandi lobby finanziarie anglosassoni e sioniste, viene spazzata via si potrebbe aprire un enorme spazio per costruire una inedita alleanza tra Stati Uniti e Italia contro il mondialismo.

Per arrivare al traguardo, è fondamentale che Trump si assicuri un secondo mandato, una eventualità probabile vista la debolezza e inconsistenza del suo avversario democratico Joe Biden.

Se comunque il presidente dovesse riuscire in questo proposito, potrebbe aprire la via ad una nuova classe dirigente fedele al Paese e in grado di coordinarsi con le forze cattoliche antimondialiste che in questo momento rappresentano un argine alla chiesa anticattolica di Bergoglio.

In questo senso, monsignor Viganò riveste un ruolo semplicemente cruciale.

Se l’alleanza si rafforza, Trump da un lato può andare fino in fondo con lo spygate e dall’altro l’arcivescovo può cercare di riportare la Chiesa di Cristo verso il cammino smarrito.

Lo spauracchio del Covid ha trascinato l’Italia e il mondo verso l’anticamera di una terribile dittatura globale senza precedenti. Un cielo oscuro e minaccioso ricopre l’Italia e il mondo.

La lettera di monsignor Viganò ha aperto uno squarcio in quel cielo e si riesce a intravedere un po’ di luce.

Forse la divina Provvidenza ha guidato l’arcivescovo e ha acceso la fiammella di una speranza.

Lo scontro nei prossimi mesi raggiungerà con ogni probabilità il suo culmine. La morsa della dittatura sanitaria e una crisi economica senza precedenti aggredirà l’Italia.

E’ allora che questa alleanza dovrà cercare di fare di tutto per impedire che questa nazione cada definitivamente nelle mani del totalitarismo globale.

Le forze della luce dovranno cercare di arrestare quelle delle tenebre.

Il campo di battaglia sarà ancora una volta l’Italia. Sarà questa nazione ad avere un ruolo fondamentale.

Chi vuole che il mondo non finisca nelle mani di una dittatura globale, non potrà non pregare per la salvezza dell’Italia.

(Cesare Sacchetti)

Fonte:

lacrunadellago.net/…/lalleanza-trump…
nolimetangere
nolimetangere
Trump e Viganó assieme agli uomini di buona volontà, sotto l'egida di Cristo e della Madonna, capovolgeranno la piramide dei mondialisti satanisti.
SoniaDm
Quotidiane preghiere...suppliche e tante comunioni offerte per Trump e Viganò. .è questo che Dio vuole da noi....
alda luisa corsini
Possono e devono!
_Rosetta
Ottimo.