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25 gennaio Beato Enrico Suso sacerdote domenicano.

Cooperatores Veritatis.Beato Enrico Seuze Sacerdote O.P. Commemorazione:Ordo Fratrum Praedicatorum il 23 gennaio. Martyrologium Romanum il 25 gennaio (dies natalis).
Tra i noti maestri della scuola domenicana di spiritualità detta dei ‘mistici renani’, spicca la celebre e soave figura di questo beato.

Enrico, cultore della divina Sapienza e amatissimo della Passione del Signore, probabilmente verso la fine del XIII secolo, nasce presso Costanza, in Germania, da padre nobile e irreligioso, e da una madre piissima della famiglia Seuze, da cui prese il nome. A tredici anni entrò nell’Ordine di S. Domenico nel convento di Costanza.
Dotato per natura di tenerezza e amore, passò nell’Ordine cinque anni di rilassatezza, ma illuminato dalla divina Grazia e arricchito di mistici doni, brillò per austerità di condotta, sopportando con pazienza e in silenzio le avversità e le calunnie.
Scrisse libri, assai ricercati dai fedeli, che raggiunsero chiara fama nella storia della letteratura spirituale, e ancora oggi interessano la vita spirituale. Le sue opere mistiche - alcune delle quali erano scritte in lingua corrente (nazionale) - furono continuamente preferite e ristampate, come fu accertato; tra esse, anzitutto, l’Horologium Sapientiae, nella quale insegna alla spogliazione dai sensi e l’unione con Dio attraverso la contemplazione delle perfezioni e sofferenze di Cristo. Rifulgeva per umiltà e carità, era illustre per doni celesti, ardeva di amore per Gesù, il cui nome si incise sul petto.
Muore santamente a Ulma il 25 gennaio 1366.
Il suo culto venne confermato da Gregorio XVI (Bartolomeo Mauro Alberto Cappellari, 1831-1846) il 22 aprile 1831. Il suo sepolcro fu devastato nel secolo XVI, infuriando i dissidi religiosi.

Fonte principale: domenicanedisansisto.org/(“RIV./gpm”).
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✍️ Conversione di San Paolo, apostolo, festa

Atti degli Apostoli 22,3-16.

In quei giorni, Paolo disse al popolo: "Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione …More
✍️ Conversione di San Paolo, apostolo, festa

Atti degli Apostoli 22,3-16.

In quei giorni, Paolo disse al popolo: "Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.

Salmi 117(116),1.2.
Lodate il Signore, popoli tutti,
voi tutte, nazioni, dategli gloria.

Forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 16,15-18.
In quel tempo Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.»
Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove,
prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Traduzione liturgica della Bibbia

Meditazione del giorno : Sant'Agostino
Il persecutore trasformato in predicatore