Omicron è una banale influenza: ma solo per i vaccinati o guariti !

07 gennaio 2022

Con Omicron, Covid-19 è ormai ridotta a un’influenza”. Quante volte abbiamo sentito questa affermazione nelle ultime settimane? È ormai trascorso più di un mese da quando il Sudafrica ha visto prima un rapido aumento e, poi, un rapido crollo dei casi di Covid-19 associati alla variante Omicron. Adesso è il momento dell’Europa.

Nel dibattito pubblico si avverte una certa stanchezza, ed è normale: sono quasi due anni che il nuovo coronavirus è entrato nelle nostre vite, e in tanti desidereremmo poter dichiarare chiusa questa tragica pagina. Ecco perché in molti sembrano aver accolto con sollievo le notizie che provenivano prima dal Sudafrica, appunto, e adesso dal Regno Unito. Notizie che certificano che (a parità di infezioni) la variante genera minori ospedalizzazioni e decessi.

Ma ciò non ci può esimere dal chiamare le cose con il proprio nome. Ecco perché, no: Omicron non è “un’influenza”. O meglio, in qualche modo lo è: ma solo per il gruppo dei vaccinati (o guariti), come d’altronde era Delta. Con l’unica, cruciale differenza che Omicron è molto più trasmissibile, e dunque è destinata a infettare un numero di persone molto superiore nello stesso intervallo di tempo, inclusi tantissimi vaccinati.

Per capire meglio cosa stia succedendo vi proponiamo il grafico che apre questo articolo, che mette a confronto la letalità plausibile di Covid-19 in diversi scenari. Per “letalità plausibile” si intende la percentuale di persone contagiate da SARS-CoV-2 che rischiano di morire a causa dell’infezione, data la loro età, avendo cura di includere tra le persone contagiate anche tutte quelle che non si sottopongono a un test, per molteplici motivi (per esempio perché asintomatiche). Negli ultimi anni a stimare questa letalità plausibile ci hanno pensato molti studi convergenti.

La prima cosa che si nota facilmente dal grafico è che Covid-19 diventa molto più letale all’aumentare dell’età: d’altronde, questo lo sappiamo bene da quasi due anni. Ma ci sono diverse altre cose interessanti che emergono a un’osservazione più attenta. Per seguire il ragionamento è consigliabile soffermarsi sulla metà sinistra del grafico, quella riferita alle persone over-65, perché permette di apprezzare meglio la differenza tra le diverse barre di letalità. E non solo per quello: in Italia, circa un abitante su quattro ha più di 65 anni di età.

La prima barra, quella più alta di tutte, mostra la letalità di Covid-19 per persone non vaccinate e non già guarite associata all’infezione da variante Delta del nuovo coronavirus. In questo caso, ci si sarebbe potuto attendere che oltre il 5% dei contagiati, cioè più di una persona su 20, sarebbe morto.

È un numero molto grande, che mostra quanto grave sia la malattia sviluppata a seguito dell’infezione per le persone più anziane. Ed è un numero enorme se lo confrontiamo con la letalità che sempre per questa classe d’età possiamo associare alla classica “influenza stagionale” negli ultimi anni, cioè alla famiglia di virus dell’influenza che ogni autunno si ripresentano nell’emisfero settentrionale. Nel caso dell’influenza, infatti, la letalità media tra gli over-65 è stimabile nello 0,55% dei contagiati (ci basiamo sulle stime del CDC americano, includendo circa un terzo di persone che si infetteranno rimanendo asintomatiche): un livello dunque ben dieci volte inferiore a quello di Covid-19.

Accanto alla barra della letalità di Covid-19 “versione Delta” si trova invece una nostra miglior stima di dove, alla luce degli studi esistenti, si potrebbe situare la letalità associata alla variante Omicron tra le persone non vaccinate e non guarite (dopo aver controllato per altri fattori confondenti come classe d'età, genere, etnia e molti altri). Omicron sembra infatti essere almeno il 40% meno letale di Delta per non vaccinati e non guariti: in questo modo la letalità tra gli over-65 scenderebbe dal 5,4% al 3,2%.

Una buona notizia? Certo. Ma a questo punto è cruciale notare che si tratta ancora di un livello ben sei volte superiore rispetto alla letalità associata all’influenza stagionale.

Di Covid-19 morirà un infetto over-65 su 33, anziché uno su 20. Insomma, per i non vaccinati Covid-19 rimane una malattia molto grave, ancora in nessun modo paragonabile all’influenza (né, ovviamente, a un “raffreddore”).

Ciò che più ci preme far notare, qui, è dunque il ruolo della vaccinazione – e, in secondo luogo, della guarigione – nel ridurre le probabilità di sviluppare una malattia grave. Per quanto riguarda la guarigione, abbiamo aggiunto “in secondo luogo” non perché i livelli di immunità da essa conferiti siano inferiori a quelli della vaccinazione (al contrario, secondo ciò che sappiamo a oggi sono paragonabili), ma perché ovviamente per guarire bisogna prima essere stati contagiati. E, nel caso non si fosse vaccinati al momento del contagio, si torna a quella letalità spaventosa del 5,4% con Delta e del 3,2% con Omicron.

Dunque, la terza e quarta barra mostrano la letalità associata a Covid-19, da vaccinati o guariti, nel caso in cui si sia infettati in un caso da Delta, o nell’altro da Omicron. Supponiamo qui che la protezione dal decesso conferita dalla vaccinazione sia del 90% in caso di infezione da Delta, e solo dell’80% nel caso di infezione da Omicron. Il valore di protezione scelto per Omicron è piuttosto conservativo, dal momento che studi recenti mostrano che una dose booster proteggerebbe all’88% dall’ospedalizzazione, ma gli stessi studi mostrano anche una protezione molto più bassa per chi ha ricevuto due dosi di vaccino da più di sei mesi e non ha ancora ricevuto il richiamo. Adottiamo dunque tale valore a scopo illustrativo, in attesa di dati più consolidati. Pur utilizzando questo valore di protezione più basso, come si può notare, i vaccini fanno ancora il loro dovere, riducendo la letalità di Covid-19 a livelli paragonabili a quelli dell’influenza stagionale (0,65% per Omicron contro 0,55% dell’influenza).

Da tutti questi calcoli vogliamo trarre tre considerazioni finali.

1)la vaccinazione rimane il metodo migliore per ridurre le probabilità che il contagio porti all’insorgere di forme gravi di Covid-19. Persone non vaccinate e non guarite che dovessero contrarre Omicron rischieranno ancora di morire sei volte di più rispetto a chi contrae un’influenza, mentre persone vaccinate correranno un rischio non lontano da quello di morire per influenza.

2) nelle prossime settimane crescerà il rischio che i vaccini appaiano meno efficaci di quanto effettivamente sono. Sì, perché come abbiamo detto la letalità tra persone non vaccinate e non guarite calerà del 40%, mentre quella tra i vaccinati rimarrà invariata o, addirittura, aumenterà leggermente rispetto a Delta. Si badi bene: tra vaccinati e non vaccinati i rischi non sono in alcun modo paragonabili. Ma la “distanza” tra persone vaccinate e persone non vaccinate (ovvero, il beneficio della vaccinazione) potrebbe ridursi. Soprattutto, il numero di decessi che registriamo ogni giorno, oggi, risente già del fortissimo effetto delle vaccinazioni, che dunque è per noi diventato “invisibile” perché già acquisito. All’opposto, una riduzione di letalità dal 5,4% al 3,2% tra le persone over-65 non vaccinate (e non ancora guarite) significherà un numero molto grande di ulteriori morti evitate. Se non fosse per l’obbligo vaccinale nei confronti degli over-50, recentemente introdotto in Italia, di fronte a un virus la cui variante dominante provoca una malattia meno grave rispetto al passato sarebbe sempre più difficile convincere gli irriducibili a vaccinarsi.

Infine, se avete osservato il grafico nella sua interezza, il paradosso potrebbe non esservi sfuggito. Guardando la sezione riferita al totale degli italiani, la letalità associata a Covid-19 tra le persone vaccinate (o guarite) rimane comunque a livelli circa doppi rispetto a quelli dell’influenza. È il risultato di un complicato effetto di composizione sulla base dell’età degli italiani (conosciuto come paradosso di Simpson) che dovrebbe farci riflettere. Significherebbe che, anche se ridottasi di almeno dieci volte grazie alle vaccinazioni, la letalità di Covid-19 rimarrebbe comunque più alta rispetto a quella dell’influenza. E così accadrebbe per ospedalizzazioni e ricoveri.

Segno che una nuova normalità con i vaccini è certamente più vicina, ma che la stagione dei dolorosi compromessi non è ancora terminata.

Fonte: Omicron è “un’influenza”? Solo per i vaccinati
SERGIO FERRI
Mettetevi d'accordo però. Sul Tg5 delle 13 di pochi giorni fa (non la controinformazione no vax, quindi), intervistata al riguardo, la Dr.ssa Palamara (ISS) dichiarava, testuale: "la variante OMICRON colpisce SOPRATTUTTO le persone VACCINATE con TERZA DOSE". Misteri della scienzah...
N.S.dellaGuardia
Spiacente contraddire: omicron è l'invenzione per poter protrarre questa pantomima all'infinito: sono semplici stativinfluenzali con brividi, mal di gola, raffreddore, qualche volta qualche linea di febbre, dolori ossei.
Nulla più. NULLA PIÙ!!!!
Anche per i non vaccinati. ANCHE PER I NON VACCINATI!!!!
L'unico danno, e anche grosso, che fa questa stupidissima pseudovariante travestita da raffreddo…More
Spiacente contraddire: omicron è l'invenzione per poter protrarre questa pantomima all'infinito: sono semplici stativinfluenzali con brividi, mal di gola, raffreddore, qualche volta qualche linea di febbre, dolori ossei.
Nulla più. NULLA PIÙ!!!!
Anche per i non vaccinati. ANCHE PER I NON VACCINATI!!!!
L'unico danno, e anche grosso, che fa questa stupidissima pseudovariante travestita da raffreddore, è per chi ha figli di far partire i maledetti protocolli dei due assassini al governo e al ministero dell'insalute: quarantene e tamponi a raffica per classi intere.
Maledetti!
Gab Bob
in Sudafrica, dove è inizialmente comparsa la omicron, i tassi di vaccinazione sono bassissimi, ricordo a spanne meno del 30%, e hanno smesso le vaccinazioni in quanto la omicron da manifestazioni perlopiù leggere, e ci si aspetta svolgerà le funzioni di un vaccino (convenzionale a virus attenuato) naturale. Quindi vaccinarsi ora, con i sieri progettati per il virus di Wan, non ha assolutamente …More
in Sudafrica, dove è inizialmente comparsa la omicron, i tassi di vaccinazione sono bassissimi, ricordo a spanne meno del 30%, e hanno smesso le vaccinazioni in quanto la omicron da manifestazioni perlopiù leggere, e ci si aspetta svolgerà le funzioni di un vaccino (convenzionale a virus attenuato) naturale. Quindi vaccinarsi ora, con i sieri progettati per il virus di Wan, non ha assolutamente senso. Resistiamo pazienti e non iniettiamoci nulla.