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Francesco I

Sessantacinque anni fa il popolo ungherese si ribellava alla dittatura comunista!

23 ottobre 1956, parte da Budapest la rivolta del popolo ungherese contro il regime comunista e l'Unione Sovietica. Il 4 novembre i carri armati russi stroncano nel sangue la rivoluzione ungherese. A scrivere la canzone fu Pier Francesco Pingitore che nel libro “Memorie dal Bagaglino” (Mursia) rievoca le serate in cui a cantarla c’era Pino Caruso. Così scrive Pingitore: “Quando cantava "il Mercenario", Pino si portava la mano sul petto. E tutti pensavano: guarda come la vive questa canzone! Ma non era per quello. Aveva visto che ogni tanto qualche spettatore si indignava e aveva paura che un mentecatto prima o poi gli sparasse. Almeno, pensava, mi riparo il cuore…Ma c’erano state anche altre canzoni del filone politicamente non tanto corretto che avevamo affidato a Pino… Una era Budapest, la canzone che avevo scritto in occasione della ricorrenza dei dieci anni dalla rivolta ungherese del ’56”. “Strofe semplici – continua Pingitore – forse anche troppo, che tuttavia galvanizzavano gli spettatori. Erano un modesto antidoto al silenzio ufficiale che era ormai calato su quella scomoda e splendida rivolta… Però ci si poteva illudere che anche l’inerme ballata che arrivava da una cantina servisse a ricordare al mondo gli eroismi e le infamie di quella tragedia”. Tutto iniziò con una manifestazione pacifica degli studenti a Budapest, il 23 ottobre 1956. Il 4 novembre l’artiglieria e l’aviazione sovietiche lanciarono l’offensiva contro gli insorti ponendo fine alla rivolta. La restaurazione in Ungheria fu attuata dal nuovo capo del governo Janos Kadar. Mosca lanciò contro Budapest duecentomila uomini e quattromila carri armati. Vi furono quasi tremila morti tra gli ungheresi e circa 700 tra i militari sovietici.

Fondazione Giorgio Perlasca