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Fatima.

Questo principio senza principio è uno dei misteri che lo stesso Verbo illuminerà alle anime quando saranno nel Regno

Valtorta – quaderni 1945-1950 – senza data - pag. 519-526

“Io sono il Primo e l’Ultimo” (Isaia 44,6; 48,12) .

COME DIO NON HA PRINCIPIO, ANCHE IL VERBO DI DIO NON HA PRINCIPIO.

EPPURE HA UN MISTERIOSO PRINCIPIO, CHE È QUELLO CHE INDICA L’ISPIRATO GIOVANNI ALL’INIZIO DEL SUO VANGELO DELLA LUCE (Genesi 1,1): “IN PRINCIPIO ERA IL VERBO”.

QUESTO PRINCIPIO SENZA PRINCIPIO, SENZA UN’EPOCA CHE SERVA AD INDICARLO, DATO CHE PER L’ETERNO NON C’È LIMITE DI TEMPO MA ABISSO SENZA FINE DI ETERNITÀ, QUALE È DUNQUE STATO?

È UNO DEI MISTERI CHE LO STESSO VERBO ILLUMINERÀ ALLE ANIME QUANDO SARANNO NEL REGNO.

PERCHÉ TUTTO SARÀ ILLUMINATO E RESO CONOSCIBILE A MEZZO DEL VERBO, LÀ, NEL SUO ETERNO REGNO.

MA PER GLI UOMINI, A CUI LA CARNE E L’ESILIO RENDE IMPOSSIBILE LA PENETRAZIONE DEI MISTERI, E DIFFICILE IL COMPRENDERLI ANCHE NELLA MISURA DEL COMPRENSIBILE AI VIVENTI IN TERRA, È DA DIRSI CHE QUESTO PRINCIPIO SENZA PRINCIPIO È DA QUANDO DIO È, E, PER ESSERE, GENERA, ED AMA CIÒ CHE GENERA, OSSIA DA SEMPRE, PERCHÉ IL PRIMO GENERATO DEL SUO SENO FECONDO D’ARDENTISSIMO E PERFETTISSIMO AMORE È IL SUO VERBO, COME LUI ETERNO.

AI PIÙ DURI NELL’INTENDERE POTREBBE DIRSI CHE IL PRIMO FIAMMEGGIARE DELLA CARITÀ GENERÒ IL VERBO E PRODUSSE LA PROCESSIONE DELLO SPIRITO SANTO.


MA POSTO CHE NON C’È PER CHI È ETERNO UN PRIMO FIAMMEGGIARE DELLA CARITÀ, MEGLIO È DIRE CHE LA PERFETTA UNITÀ E TRINITÀ DI DIO NON HA AVUTO PRINCIPIO NEL SENSO CHE GLI UMANI VOGLIONO DARE A TALE PAROLA, E CHE IL MISTERO, ESSENDO MISTERO, CI SARÀ SVELATO SOLO QUANDO SAREMO UNA SOL COSA CON DIO, COSÌ COME IL CRISTO HA CHIESTO E OTTENUTO PER NOI.

PRIMA È INUTILE CERCARE DI PENETRARE E CONOSCERE LA VERITÀ DI QUESTO MISTERO.

IL MISTICO PIÙ ARDENTE, IL CONTEMPLATORE PIÙ PROFONDO, L’ADORATORE PIÙ VERACE, PER QUANTO, QUASI DIMENTICHI DELLE LORO ESIGENZE D’UOMO, S’IMMERGANO, S’INABISSINO, ARDANO, SALGANO, SI SLANCINO VERSO QUELL’ABISSO D’ALTEZZA CHE È LA DIVINITÀ, PER CONOSCERE ALLO SCOPO DI SEMPRE MEGLIO AMARE, PER IMPLORARE DALL’OGGETTO DEL LORO UNICO AMORE LA VERITÀ, LA RIVELAZIONE DI QUESTO MISTERO ONDE POTERLO SPIEGARE A TANTI CHE, CONOSCENDOLO, VERREBBERO ATTRATTI VERSO L’AMORE, MAI FINCHÉ CARNE MORTALE LI VESTA, NON POTRANNO AVERE LA PIENA CONOSCENZA DI QUESTO MISTERO.

BISOGNA PER FEDE, PER PURA FEDE, CREDERE. CREDERE SENZA LIMITI DI INDAGINI UMANE.

ACCOGLIERE LE VERITÀ CHE CI SONO PROPOSTE SENZA VOLERSELE SPIEGARE. CREDERE FERMAMENTE, SEMPLICEMENTE, TOTALMENTE.

PIÙ SI CREDE COSÌ, E PIÙ SOTTILE SI FA IL VELO DEL MISTERO, TANTO DA AVERE, PER TRATTI, LA SENSAZIONE SPIRITUALE CHE ESSO SI SIA PER UN ATTIMO SQUARCIATO, CONFERMANDO LO SPIRITO NELLE SOPRANNATURALI SPERANZE DEL POSSESSO DI DIO, E PRODUCEND\O UN PIÙ ARDENTE FIAMMEGGIARE DI CARITÀ CHE, UNENDOCI VIEPPIÙ A DIO, FAVORISCE UN NUOVO RAPIDISSIMO RIVELARSI DEL MISTERO SUBLIME.

ATTIMI ANTICIPATI E RELATIVI DELLA CONOSCENZA CHE FORMERÀ LA NOSTRA BEATITUDINE ETERNA.

ALLORA CONOSCEREMO QUANTO QUI, PIÙ O MENO RELATIVAMENTE E IN PROPORZIONE ALLA NOSTRA VITA DI IDENTIFICAZIONE COL CRISTO, SAPIENZA, VERITÀ, CONOSCENZA DEL PADRE, E DELLA NOSTRA UNIONE CON LA DIVINITÀ, ABBIAMO APPENA INTRAVISTO NELLA SUA VERITÀ.