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Fatima.

(Aglae, ex peccatrice convertita, non ha coraggio di andare da Gesù e va a confidarsi con Maria)

Valtorta - Evangelo 168.4

(…) LA VELATA PIANGE ANCOR PIÙ FORTE…POI SI RIPRENDE.

«ERO BELLA. LO SONO. GUARDA».

SORGE IN PIEDI GETTANDO RAPIDA INDIETRO IL VELO E LASCIANDO RICADERE IL MANTELLONE.

E RESTO DI STUCCO IO, PERCHÉ VEDO EMERGERE DALLE STOFFE RESPINTE AGLAE, BELLISSIMA PUR NELLA DIMESSA VESTE NELLA SEMPLICE ACCONCIATURA A TRECCE, SENZA GIOIELLI, SENZA POMPOSE STOFFE, UN VERO FIORE DI CARNE, SNELLO E PUR PERFETTO, DAL VOLTO BELLISSIMO, DI UN BRUNO PALLIDO, E DAGLI OCCHI DI VELLUTO MA PIENI DI FUOCO.

SI TORNA A INGINOCCHIARE DAVANTI A MARIA: «ERO BELLA, PER MIA SVENTURA.

ED ERO FOLLE.

QUEL GIORNO MI VESTII DI VELI, MI AIUTARONO LE FANCIULLE MIE SIGNORE CHE AMAVANO VEDERMI DANZARE…

MI VESTII SU UN LEMBO DI SPIAGGIA BIONDA, IN FACCIA ALL’AZZURRO MARE.

SULLA SPIAGGIA, IN QUEL LUOGO DESERTA, ERANO SELVAGGI FIORI BIANCHI E GIALLI DAL PROFUMO ACUTO DI MANDORLA, DI VANIGLIA, DI CARNE APPENA MONDA.

ANCHE DAGLI AGRUMETI VENIVANO ONDATE DI PROFUMO ACUTO, E ODORAVANO I ROSETI SIRACUSANI, ANCHE IL MARE, ANCHE LA RENA ODORAVANO; IL SOLE TRAEVA ODORE DA TUTTE LE COSE…UN CHE DI PANICO CHE MI ANDAVA AL CAPO.

MI SENTIVO NINFA IO PURE E ADORAVO…CHI?

LA TERRA FECONDA? IL SOLE FECONDATORE? NON SO.

PAGANA FRA I PAGANI CREDO ADORASSI IL SENSO, IL MIO DISPOTICO RE CHE NON SAPEVO DI AVERE MA CHE ERA POTENTE PIÙ DI UN DIO


MI INCORONAI DELLE ROSE PRESE NEL GIARDINO…E DANZAI…

ERO EBBRA DI LUCE, DI PROFUMI, DEL PIACERE DI ESSERE GIOVANE, AGILE E BELLA.

DANZAI…E FUI VISTA. VIDI DI ESSERE GUARDATA. MA NON MI VERGOGNAI DI APPARIRE NUDA AL COSPETTO DI DUE OCCHI AVIDI DI UOMO.

ANZI MI COMPIACQUI DI AUMENTARE I MIEI VOLI…

IL COMPIACIMENTO DI ESSERE AMMIRATA MI METTEVA VERAMENTE LE ALI… E FU LA MIA ROVINA.

TRE GIORNI DOPO RIMASI SOLA PERCHÉ I PADRONI ERANO PARTITI PER TORNARE NELLA PATRIZIA DIMORA DI ROMA.

MA NON RIMASI IN CASA…

QUEI DUE OCCHI AMMIRATORI MI AVEVANO SVELATO UN’ALTRA COSA OLTRE LA STANZA…MI AVEVANO SVELATO IL SENSO E IL SESSO».

MARIA HA UN ATTO DI DISGUSTO INVOLONTARIO CHE AGLAE AVVERTE. «OH! MA TU SEI PURA! E FORSE IO TI RIPUGNO…».

«PARLA, PARLA, FIGLIA. MEGLIO A MARIA CHE A LUI. MARIA È MADRE CHE LAVA…».

«SÌ. MEGLIO A TE. ME LO DISSI IO PURE QUANDO SEPPI CHE EGLI AVEVA UNA MADRE…PERCHÉ PRIMA, VEDENDOLO TANTO DIVERSO DA OGNI UOMO, L’UNICO TUTTO SPIRITO – ORA SO CHE LO SPIRITO C’È, E COSA È- PRIMA NON AVREI POTUTO DIRE DI CHE ERA FATTO IL TUO FIGLIO, COSÌ SENZA SENSUALITÀ PUR ESSENDO UOMO, E DENTRO DI ME PENSAVO NON AVESSE MADRE, MA FOSSE SCESO COSÌ, SULLA TERRA, PER SALVARE LE ORRENDE MISERIE DI CUI IO SONO LA PIÙ GRANDE. (…)