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Distinzione non è discriminazione. Di Maestro Aurelio Porfiri

La tradizione cattolica ci porta ad esempio le vite di tanti santi e sante che hanno fatto onore al loro Signore.

Anche nel campo dell’ordine naturale questo ci insegna veramente molto. Prendo ispirazione da un bel libro delle studiose Lucetta Scaraffia e Margerita Pelaja dal titolo Due in una carne.

In esso, in un paragrafo dal nome Il sesso dei santi si dice: “Intanto, una prima differenza è quella fra donne e uomini: per le donne, in genere, non si tratta tanto di fuggire le tentazioni, quanto di liberarsi dell’autorità familiare, che non accetta la scelta religiosa della figlia o della moglie. Per gli uomini, invece, sono piuttosto le tentazioni a costituire un ostacolo al cammino spirituale, anche se non per tutti forti allo stesso modo”.

Questo è veramente un archetipo nelle storie di santità, per le donne solitamente è rinunciare al matrimonio per darsi tutte a Dio come in santa Cecilia, ad esempio; per gli uomini è resistere alle tentazioni di tipo sessuale, come in san Girolamo.

Se provo a invertire i due archetipi, faccio fatica a pensare ad uomini che sfuggono al matrimonio per darsi a Dio o donne che per farsi sante devono resistere alla tentazione sessuale.

Certo, ci saranno, ma l’imporsi di quell’archetipo citato sopra ci dimostra come l’identità sessuale giochi un ruolo importante anche sui sentieri della santità.

Essere consapevoli del “maschio e femmina li creò” è più che mai importante in un tempo in cui si cerca di mischiare le carte, quando invece mascolinità e femminilità dovrebbero essere considerati un valore e si dovrebbe comprendere le dinamiche in atto fra i due sessi non come qualcosa da condannare, ma come qualcosa da instradare e regolare.

Quando si pensa che il Cristianesimo intenda diminuire la grandezza della donna si fa un grande errore, perché non si capisce che la tradizione più autentica vuole la donna grande in quanto donna e non come una brutta copia dell’uomo. Se vediamo la vita di tante sante possiamo ammirare come esse furono grandi proprio esaltando la propria personalità femminile.

La Chiesa non intende sopprimere questa personalità ma fare in modo che essa sia autenticamente sé stessa, sia ce si diriga tutta a Dio, sia che rimanga impegnata nelle cure del mondo.

Vi sarà capitato di sentire un complimento ad alcune donne con personalità particolarmente affascinanti, “è una gran donna”. Significa che nelle percezione di chi le guarda, esse hanno esaltato la propria femminilità ad un livello sommo. E lo stesso vale per i grand’uomini.

Insomma, differenza significa distinzione e non discriminazione, come alcuni cercano di affermare.

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Aurelio Porfiri, Ftcl Music composition (Trinity College, London)
Altare Dei (Chief editor)
Honorary Master and Organist for the Church of Santa Maria dell'Orto (Rome, Italy)
Honorary Master and Organist Saint Joseph Seminary Chapel (Macau, China)
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