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8 agosto Santo Padre Domenico, Vangelo nell'arte sr Paola Gobbo OP “San Domenico ai piedi del Crocifisso”. Una delle immagini forse più famose dipinte dall’Angelico, proprio di fronte alla porta di …More
8 agosto Santo Padre Domenico, Vangelo nell'arte sr Paola Gobbo OP
“San Domenico ai piedi del Crocifisso”. Una delle immagini forse più famose dipinte dall’Angelico, proprio di fronte alla porta di ingresso del convento di San Marco a Firenze. Chiunque entrasse per prima cosa coglierebbe questa immagine. Era, ed è, un messaggio che deve arrivare chiaro, limpido, inequivocabile: il primato dell’amore di Dio per ogni sua creatura. Si tratta di un affreso dipinto a grandezza naturale, privo di elementi decorativi, se non per una cornice, spoglio nella sua essenzialità. Essenzialità: come in un discorso spesso non servono molte parole per dire quello che si pensa, così anche nell’arte, un’immagine essenziale arriva subito a parlare al cuore, senza altre mediazioni o simbologie. Vediamo la croce conficcata in terra, una terra rappresentata arida, senza alcun segno di vegetazione. Su una piccola montagnetta si erge appunto la croce, a cui è inchiodato Cristo, di una bellezza quasi statuaria e col corpo trasfigurato dalla luce. Il suo volto è sereno, gli occhi e le labbra semiaperti. Nonostante sia già presente la ferita sul costato, Cristo è ancora vivo. È il trionfatore sulla morte, colui che ha donato la vita per amore, e l’amore lo fa vivere. Dalle ferite sgorga proprio quel sangue che dà vita, e che va a bagnare la terra, a fecondarla. Ai piedi della croce troviamo san Domenico, vestito con gli abiti dell’ordine, la stella sopra la fronte a contraddistinguerlo come suo segno iconografico caratterizzante. È commosso, rappresentato con gli occhi arrossati e il viso contratto dal dolore. È rappresentato abbracciato alla croce, quasi a prendersi carico di quel dolore, di quell’amore che lo fa diventare uno con l’amato. Quasi a voler accogliere e raccogliere tutto quel sangue. Beato Angelico è vero figlio di san Domenico, e spesso è stato visto piangere mentre dipingeva la figura del crocifisso. È commozione di fronte a quel “troppo grande amore”, vera Bellezza posta sotto lo sguardo di chiunque voglia vederlo. San Domenico aveva compreso tutto questo e ciò traspariva dal suo volto, dai suoi atteggiamenti. Uno degli aspetti che lo contraddistingueva era proprio questa grande compassione, attinta dal “libro della Carità”: il Crocifisso. Dopo aver sperimentato l’amore di Cristo, dopo aver riconosciuto il fatto che Cristo aveva dato la vita per lui e per tutti, non poteva non desiderare che questo amore arrivasse a tutti quei figli ancora dispersi. Ecco perché san Domenico è abbracciato alla croce con le sue mani lunghe e affusolate, secondo la descrizione che di lui fece la b. Cecilia: è un atto di amore verso il Cristo, lo stare presso la croce, il sostare con Lui, l’essere uno con Lui, ma è anche il grido di intercessione per ciascuno di noi, perché tutti giungano alla conoscenza di questo “troppo grande amore” che ci avvolge e ci supera. San Domenico: contemplativo e predicatore, predicatore perché contemplativo, ci sia guida in questo cammino, e ci accompagni e custodisca con il suo sguardo paterno. predica: sr. Paola Gobbo op montaggio: sr. RosMaria op _________________________________________________________ Monastero Domenicano S. Maria della Neve e S. Domenico Loc. San Donato 20/a 52015 Pratovecchio Stia (AR) Tel.: 0575 583774 – Fax: 0575 582113 email: info@monasterodomenicane.org Il monastero domenicano - Monastero Domenicano
Giorgio Tonini
Eh, questo è un Santo grosso.