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QUESTO VIDEO E' DA SENTIRE CON GRANDE ATTENZIONE PER RISCOPRIRE LE REALTA' FONDAMENTALI DELLA SPIRITUALITA' CONIUGALE UNITA A DIO NELL'AMORE SPONSALE. Ricordando padre Raimondo Bard…More
QUESTO VIDEO E' DA SENTIRE CON GRANDE ATTENZIONE PER RISCOPRIRE LE REALTA' FONDAMENTALI DELLA SPIRITUALITA' CONIUGALE UNITA A DIO NELL'AMORE SPONSALE.

Ricordando padre Raimondo Bardelli Missionario in Centrafrica e in Turchia, zelante e infaticabile apostolo dei giovani


di Francesco Bocchi guardiano di San Martino in Rio

Saltino di Prignano, 03.09.1937 † Reggio Emilia, 30.04.2008

Lo zelo per i giovani “Padre Raimondo, sei stato salda roccia nella Chiesa, che hai amato e difeso con la forza del tuo coraggio. Con la tua tenace volontà hai arato nei campi dove nessuno voleva seminare. Fosti missionario, educatore e guida spirituale feconda. I tuoi giovani ti hanno amato perché tu hai saputo amarli. Poi la tua forza divenne fragile realtà, le tue certezze si infransero di fronte a ciò che è ineluttabile, ma la tua fede ti fece dire: Padre, sia fatta la tua volontà. La morte ha steso su di te il suo velo, ma ti ha aperto le porte della Casa del Padre da dove continuerai a vegliare sui tuoi giovani per sempre”. Ecco quanto hanno scritto nel “ricordino” i confratelli e gli amici di “Raimondone”. “Lo zelo della tua casa mi divora”: la frase del Salmo 69, citata in Gv 2,17 per spiegare il gesto di Gesù che purifica il tempio scacciandone i mercanti, è quella che forse sintetizza meglio tutta la vita e l’apostolato di padre Raimondo. Tutto d’un pezzo, ovunque è stato - in Centrafrica, in Turchia, in Emilia - egli ha “purificato” quella “casa di Dio” che sono i suoi figli, con forza, con coraggio, con fermezza. Ma tutti, soprattutto i giovani, coglievano nella sua radicalità la motivazione di un amore grande, che veniva corrisposto con altrettanta forza. Pur di vedere i figli di Dio, che sentiva a lui affidati, realmente degni della vocazione divina, esortava, rimproverava, incoraggiava. E, da parte sua, studiava, cercava di capire il senso delle cose e degli avvenimenti, non trascurava alcun mezzo per aiutarli: ha approfondito teologia, psicologia, affettività e pubblicato molti sussidi pastorali per i giovani, soprattutto con l’Editrice L.D.C. (“Vivere l’amore”, “Il sesso è amore?”, “Il significato dell’amore”, “L’amore sponsale: vita vera di Dio e degli uomini”). Vocazione, missione e malattia Nato a Saltino di Prignano (MO), entrò in Seminario a Scandiano nel 1954 e in Noviziato nel 1956, emise la professione perpetua nel 1960 e fu ordinato sacerdote nel 1965. Durante il postnoviziato incontra padre Raffaele Spallanzani che diventa suo direttore spirituale e lo introduce alla problematica giovanile. Nel 1963, viene accettata la Missione di Batangafo nella Repubblica Centrafricana, suscitando grande entusiasmo tra i giovani frati. Tra questi anche Raimondo che, assieme ad altri quattro confratelli, raggiungerà l’Africa nel 1966. A Bouca a padre Raimondo viene affidata la “Scuola catechisti”. Intanto nasce l’idea di creare un “Villaggio scuola”, dove poter formare i catechisti, non solo dal punto di vista culturale e spirituale, ma globale, compresa anche una competenza agricola. Nel 1969 padre Raimondo viene incaricato di creare questo centro e di reperirne i fondi: si incontra con padre Raffaele e con l’ing. Mori e nasce a Gofo il “Villaggio Ghirlandina”. Il gruppo di sostegno all’iniziativa è ancor oggi presso il santuario di Puianello: la Fraternità dell’OFS. Nel 1976 padre Raimondo ritorna in Italia per un periodo di aggiornamento: si iscrive alla Gregoriana nella facoltà di Missiologia. Ma il solo studio non gli basta: diventa responsabile dell’animazione vocazionale e nel 1978 si installa a Parma facendone il centro per le vocazioni adulte. Nel 1990 chiede e ottiene di poter ritornare in missione, ma questa volta in Turchia. Anche qui continua la sua intensa attività in favore dei giovani e delle vocazioni: il suo sogno era di creare un seminario dove i ragazzi potessero avere la formazione completa fino al sacerdozio. Dopo 16 anni di permanenza in Turchia, ecco il manifestarsi di un male incurabile che nel 2006 lo costringe a rientrare in Italia. Anche negli ultimi due anni trascorsi nell’Infermeria di Reggio, l’indomabile padre Raimondo continua il suo apostolato rivolto soprattutto ai giovani. Ringraziamo il Signore di averci dato un grande missionario e un infaticabile apostolo dei giovani.