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Fatima.

Dio non ha meriti perché per meritare bisogna compiere con sforzo qualcosa di superiore alla nostra natura

Valtorta - Evangelo 444.7

«SIGNORE, PERDONA SE NON TI CAPISCO. CIÒ CHE DICI È MOLTO DIFFICILE... ALMENO PER ME... TU DICI SEMPRE CHE SEI IL SALVATORE E REDIMERAI QUELLI CHE CREDONO IN TE.

E ALLORA QUELLI CHE NON CREDONO, O PERCHÉ NON TI HANNO CONOSCIUTO ESSENDO VISSUTI PRIMA, OPPURE PERCHÉ – È TANTO GRANDE IL MONDO! – NON HANNO AVUTO NOTIZIA DI TE, COME POSSONO ESSERE SALVATI (come ha domandato Sintica in Evangelo 289.5)?», CHIEDE BARTOLOMEO.

«TE L'HO DETTO: PER LA LORO VITA DI GIUSTI, PER LE LORO OPERE BUONE, PER LA LORO FEDE CHE ESSI CREDONO VERA».

«MA NON SONO RICORSI AL SALVATORE...».

«MA IL SALVATORE PER ESSI, ANCHE PER ESSI, SOFFRIRÀ. NON PENSI, BARTOLMAI, QUALE AMPIEZZA DI VALORE AVRANNO I MIEI MERITI DI UOMO-DIO?».

«MIO SIGNORE, SEMPRE INFERIORI A QUELLI DI DIO, A QUELLI CHE HAI PERCIÒ DA SEMPRE».

«GIUSTA E NON GIUSTA RISPOSTA.

I MERITI DI DIO SONO INFINITI, TU DICI. TUTTO È INFINITO IN DIO. MA DIO NON HA MERITI NEL SENSO CHE NON HA MERITATO. HA DEGLI ATTRIBUTI, DELLE VIRTÙ SUE PROPRIE.

EGLI È COLUI CHE È: LA PERFEZIONE, L'INFINITO, L'ONNIPOTENTE.

MA PER MERITARE BISOGNA COMPIERE, CON SFORZO, QUALCOSA DI SUPERIORE ALLA NOSTRA NATURA.

NON È UN MERITO MANGIARE, AD ESEMPIO.

MA PUÒ DIVENIRE UN MERITO IL SAPER MANGIARE PARCAMENTE, FACENDO VERI SACRIFICI PER DARE CIÒ CHE RISPARMIAMO AI POVERI.

NON È UN MERITO STARE ZITTI. MA LO DIVIENE QUANDO SI STA ZITTI NON RIBATTENDO UN'OFFESA.

E COSÌ VIA.

ORA TU COMPRENDI CHE DIO NON HA BISOGNO DI SFORZARE SE STESSO CHE È PERFETTO, INFINITO.

MA L'UOMO-DIO PUÒ SFORZARE SE STESSO, UMILIANDO L'INFINITA NATURA DIVINA A LIMITAZIONE UMANA, VINCENDO LA NATURA UMANA CHE NON È ASSENTE O METAFORICA IN LUI MA È REALE, CON TUTTI I SUOI SENSI E SENTIMENTI, CON LE SUE POSSIBILITÀ DI SOFFERENZA E DI MORTE, CON LA SUA VOLONTÀ LIBERA.

NESSUNO AMA LA MORTE, SPECIE SE È DOLOROSA, PRECOCE E IMMERITATA. NESSUNO L'AMA. EPPURE OGNI UOMO DEVE MORIRE.

PERCIÒ DOVREBBE GUARDARE LA MORTE CON LA STESSA CALMA CON CUI VEDE FINIRE TUTTO CIÒ CHE HA VITA.

EBBENE, IO SFORZO LA MIA UMANITÀ AD AMARE LA MORTE.

NON SOLO. IO HO ELETTO LA VITA PER POTERE AVERE LA MORTE. PER L'UMANITÀ.

PERCIÒ IO, NELLA MIA VESTE DI UOMO-DIO, ACQUISTO QUEI MERITI CHE, RIMANENDO DIO, NON POTEVO ACQUISTARE.

E CON ESSI, CHE SONO INFINITI PER LA FORMA COME LI ACQUISTO, PER LA NATURA DIVINA CONGIUNTA ALL'UMANA, PER LE VIRTÙ DI CARITÀ E DI UBBIDIENZA CON LE QUALI MI SONO MESSO IN CONDIZIONE DI MERITARLI, PER LA FORTEZZA, PER LA GIUSTIZIA, TEMPERANZA, PRUDENZA, PER TUTTE LE VIRTÙ CHE HO MESSE NEL MIO CUORE A RENDERLO ACCETTO A DIO, PADRE MIO, IO AVRÒ UNA POTENZA INFINITA NON SOLO COME DIO, MA COME UOMO CHE SI IMMOLA PER TUTTI, OSSIA CHE RAGGIUNGE IL LIMITE MASSIMO DELLA CARITÀ.

È IL SACRIFICIO QUELLO CHE DÀ IL MERITO.

PIÙ GRANDE IL SACRIFICIO E PIÙ GRANDE IL MERITO.

COMPLETO IL SACRIFICIO E COMPLETO IL MERITO.

PERFETTO IL SACRIFICIO E PERFETTO IL MERITO.

E USABILE SECONDO LA SANTA VOLONTÀ DELLA VITTIMA, ALLA QUALE IL PADRE DICE: "SIA COME TU VUOI!", PERCHÉ ESSA LO HA AMATO SENZA MISURA ED HA AMATO IL PROSSIMO SENZA MISURA.

ECCO, IO VE LO DICO.

IL PIÙ POVERO DEGLI UOMINI PUÒ ESSERE IL PIÙ RICCO E BENEFICARE UN NUMERO SENZA MISURA DI FRATELLI, SE SA AMARE SINO AL SACRIFICIO.

IO VE LO DICO: ANCHE NON AVESTE NEPPUR PIÙ UNA BRICIOLA DI PANE, UN CALICE D'ACQUA, UN BRANDELLO DI VESTE, VOI POTETE BENEFICARE SEMPRE.

COME? PREGANDO E SOFFRENDO PER I FRATELLI.

BENEFICARE CHI? TUTTI.

IN CHE MODO? IN MILLE MODI TUTTI SANTI, PERCHÉ, SE VOI SAPRETE AMARE, SAPRETE COME DIO OPERARE, INSEGNARE, PERDONARE, AMMINISTRARE E, COME L'UOMO-DIO, REDIMERE». (…)

Valtorta - Evangelo 444.7

«SIGNORE, PERDONA SE NON TI CAPISCO. CIÒ CHE DICI È MOLTO DIFFICILE... ALMENO PER ME... TU DICI SEMPRE CHE SEI IL SALVATORE E REDIMERAI QUELLI CHE CREDONO IN TE.

E ALLORA QUELLI CHE NON CREDONO, O PERCHÉ NON TI HANNO CONOSCIUTO ESSENDO VISSUTI PRIMA, OPPURE PERCHÉ – È TANTO GRANDE IL MONDO! – NON HANNO AVUTO NOTIZIA DI TE, COME POSSONO ESSERE SALVATI (come ha domandato Sintica in Evangelo 289.5)?», CHIEDE BARTOLOMEO.

«TE L'HO DETTO: PER LA LORO VITA DI GIUSTI, PER LE LORO OPERE BUONE, PER LA LORO FEDE CHE ESSI CREDONO VERA».

«MA NON SONO RICORSI AL SALVATORE...».

«MA IL SALVATORE PER ESSI, ANCHE PER ESSI, SOFFRIRÀ. NON PENSI, BARTOLMAI, QUALE AMPIEZZA DI VALORE AVRANNO I MIEI MERITI DI UOMO-DIO?».

«MIO SIGNORE, SEMPRE INFERIORI A QUELLI DI DIO, A QUELLI CHE HAI PERCIÒ DA SEMPRE».

«GIUSTA E NON GIUSTA RISPOSTA.

I MERITI DI DIO SONO INFINITI, TU DICI. TUTTO È INFINITO IN DIO. MA DIO NON HA MERITI NEL SENSO CHE NON HA MERITATO. HA DEGLI ATTRIBUTI, DELLE VIRTÙ SUE PROPRIE.

EGLI È COLUI CHE È: LA PERFEZIONE, L'INFINITO, L'ONNIPOTENTE.

MA PER MERITARE BISOGNA COMPIERE, CON SFORZO, QUALCOSA DI SUPERIORE ALLA NOSTRA NATURA.

NON È UN MERITO MANGIARE, AD ESEMPIO.

MA PUÒ DIVENIRE UN MERITO IL SAPER MANGIARE PARCAMENTE, FACENDO VERI SACRIFICI PER DARE CIÒ CHE RISPARMIAMO AI POVERI.

NON È UN MERITO STARE ZITTI. MA LO DIVIENE QUANDO SI STA ZITTI NON RIBATTENDO UN'OFFESA.

E COSÌ VIA.

ORA TU COMPRENDI CHE DIO NON HA BISOGNO DI SFORZARE SE STESSO CHE È PERFETTO, INFINITO.

MA L'UOMO-DIO PUÒ SFORZARE SE STESSO, UMILIANDO L'INFINITA NATURA DIVINA A LIMITAZIONE UMANA, VINCENDO LA NATURA UMANA CHE NON È ASSENTE O METAFORICA IN LUI MA È REALE, CON TUTTI I SUOI SENSI E SENTIMENTI, CON LE SUE POSSIBILITÀ DI SOFFERENZA E DI MORTE, CON LA SUA VOLONTÀ LIBERA.

NESSUNO AMA LA MORTE, SPECIE SE È DOLOROSA, PRECOCE E IMMERITATA. NESSUNO L'AMA. EPPURE OGNI UOMO DEVE MORIRE.

PERCIÒ DOVREBBE GUARDARE LA MORTE CON LA STESSA CALMA CON CUI VEDE FINIRE TUTTO CIÒ CHE HA VITA.

EBBENE, IO SFORZO LA MIA UMANITÀ AD AMARE LA MORTE.

NON SOLO. IO HO ELETTO LA VITA PER POTERE AVERE LA MORTE. PER L'UMANITÀ.

PERCIÒ IO, NELLA MIA VESTE DI UOMO-DIO, ACQUISTO QUEI MERITI CHE, RIMANENDO DIO, NON POTEVO ACQUISTARE.

E CON ESSI, CHE SONO INFINITI PER LA FORMA COME LI ACQUISTO, PER LA NATURA DIVINA CONGIUNTA ALL'UMANA, PER LE VIRTÙ DI CARITÀ E DI UBBIDIENZA CON LE QUALI MI SONO MESSO IN CONDIZIONE DI MERITARLI, PER LA FORTEZZA, PER LA GIUSTIZIA, TEMPERANZA, PRUDENZA, PER TUTTE LE VIRTÙ CHE HO MESSE NEL MIO CUORE A RENDERLO ACCETTO A DIO, PADRE MIO, IO AVRÒ UNA POTENZA INFINITA NON SOLO COME DIO, MA COME UOMO CHE SI IMMOLA PER TUTTI, OSSIA CHE RAGGIUNGE IL LIMITE MASSIMO DELLA CARITÀ.

È IL SACRIFICIO QUELLO CHE DÀ IL MERITO.

PIÙ GRANDE IL SACRIFICIO E PIÙ GRANDE IL MERITO.

COMPLETO IL SACRIFICIO E COMPLETO IL MERITO.

PERFETTO IL SACRIFICIO E PERFETTO IL MERITO.

E USABILE SECONDO LA SANTA VOLONTÀ DELLA VITTIMA, ALLA QUALE IL PADRE DICE: "SIA COME TU VUOI!", PERCHÉ ESSA LO HA AMATO SENZA MISURA ED HA AMATO IL PROSSIMO SENZA MISURA.

ECCO, IO VE LO DICO.

IL PIÙ POVERO DEGLI UOMINI PUÒ ESSERE IL PIÙ RICCO E BENEFICARE UN NUMERO SENZA MISURA DI FRATELLI, SE SA AMARE SINO AL SACRIFICIO.

IO VE LO DICO: ANCHE NON AVESTE NEPPUR PIÙ UNA BRICIOLA DI PANE, UN CALICE D'ACQUA, UN BRANDELLO DI VESTE, VOI POTETE BENEFICARE SEMPRE.

COME? PREGANDO E SOFFRENDO PER I FRATELLI.

BENEFICARE CHI? TUTTI.

IN CHE MODO? IN MILLE MODI TUTTI SANTI, PERCHÉ, SE VOI SAPRETE AMARE, SAPRETE COME DIO OPERARE, INSEGNARE, PERDONARE, AMMINISTRARE E, COME L'UOMO-DIO, REDIMERE». (…)