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Il cardinale Müller è un eretico /Parte 2/

B) Citazioni e risposte alle dichiarazioni di Müller nel suo libro “Dogmatica cattolica” Il cardinale Müller che si oggi presenta come molto conservativo, nel periodo quando non era ancora il vescovo…More
B) Citazioni e risposte alle dichiarazioni di Müller nel suo libro “Dogmatica cattolica”

Il cardinale Müller che si oggi presenta come molto conservativo, nel periodo quando non era ancora il vescovo, ha scritto un libro di dogmatica, che certamente non è conservativo. Il libro è stato pubblicato nel 1995 con il titolo “Katholische Dogmatik: Für Studium und Praxis der Theologie”. In seguito è stato pubblicato in molte edizioni e traduzioni e finora si usa per gli studi di teologia. Nel capitolo 5 del libro, sezione 3, Müller parla della risurrezione del Signore Gesù Cristo, ma in tal modo che lo rifiuta e nega completamente. Il cardinale Müller non si è mai pentito delle sue eresie.

Citazione: “Dato che i sinottici non possono e non vogliono registrare l’avvenimento pasquale secondo uno scenario preciso, in una forma del registro notarile, ma piuttosto testimoniano d'evento dell’apparizione che è accessibile solo attraverso la fede ...”

Risposta: Affermare che l’evento dell’apparizione di Cristo dopo la sua risurrezione era accessibile solo attraverso la fede è una menzogna. Gli apostoli non credevano né alle donne né, persino, a Cristo stesso quando li è apparso. Pertanto Egli mangiava davanti loro e li ha invitato di toccarlo. Tommaso non credeva agli apostoli per un'intera settimana fino a quando egli stesso non ha messo il dito nelle piaghe di Cristo. Dire, quindi, che l’evento dell’apparizione (di Cristo) è accessibile solo attraverso la fede completamente contraddice alla realtà. Al contrario, gli apostoli increduli avevano incontrato la realtà di Cristo risorto e poi, come testimoni oculari, hanno diffuso questa verità della nostra salvezza in tutto il mondo.

Se Müller afferma che gli evangelisti non possono registrare precisamente gli eventi della risurrezione di Cristo, così egli afferma anche che nei Vangeli non si tratta dei fatti reali, ma solo di loro riflessioni immaginarie. Nega così la veridicità dei Vangeli. Se, come continua a dire, non vogliono nemmeno registrare i fatti, che cosa sono allora i Vangeli per Müller? Una raccolta di menzogne e miti?
Müller così afferma che gli apostoli non sono testimoni di un evento reale, in altre parole, che non hanno incontrato realmente il Signore risorto. Li degrada in una sorta di visionari. Questa è la grossolana manipolazione e l’inganno di Müller. È un’eresia del relativismo e del modernismo. Müller non crede che Cristo sia risorto nella carne. La fede cristiana nella sua interpretazione ha perso il suo significato, poiché la rappresenta in modo tale da non avere nulla a che fare con i fatti. Secondo la sua concezione eretica, la fede è solo un’esperienza interiore soggettiva, indipendente dalla realtà.

Citazione: “Deve essere preso in considerazione il carattere letterario dei Vangeli pasquali sinottici. Non vogliono essere un registro protocollare di un evento esternamente impercettibile attraverso i testimoni partecipanti”.

Risposta: Il fatto che le testimonianze dei singoli testimoni – evangelisti non siano il registro protocollare, questo non cambia nulla sulla realtà della risurrezione. Dalle loro dichiarazioni possiamo fare un registro protocollare usando lo stesso metodo dei giudici istruttori. Quindi dai fatti elaborati e dai racconti dei testimoni potremmo realizzare un quadro attendibile di ciò, che cosa e com’è avvenuto in connessione alla risurrezione di Cristo. Così veramente lo fanno anche i teologi onesti.

Müller usa un’espressione “un evento esternamente impercettibile” dimostrando così di nuovo che egli considera la presenza reale di Gesù risorto tra gli apostoli solo come un’apparizione privata che è esternamente impercettibile. È un’eresia. Gli evangelisti, al contrario, testimoniano i fatti evidenti.

Citazione: “Anziché loro (gli apostoli) vogliono testimoniare l’opera salvifica di Dio in Gesù con l’aiuto di mezzi letterali già noti
dell’Antico Testamento (come per esempio lo “schema di rivelazione”) serviti per trasmettere la rivelazione di Dio in parole e opere”.


Risposta: Questo è la blasfemia e la negazione della rivelazione di Dio in quanto tale. L’apparizione del Cristo risorto è confermata dai fatti evidenti e dagli eventi storici. Müller presuppone il processo completamente opposto. Afferma che prima ci sono delle idee che agiografo usa per creare una storia per mezzo la quale esprimerà i suoi pensieri. Ma questo è un grande inganno! Se l’apparizione di Cristo risorto non è reale, quindi non c’è nessuna vera rivelazione di Dio nel Vangelo o nell’intera Scrittura.

Citazione: “Un crescente interesse per la corporeità trasformata del Signore risorto può essere visto in diversi livelli della tradizione e in redazioni strutturate della storia pasquale in Marco e nei Vangeli correlati di Matteo e Luca, e infine in un'altra linea di tradizione in Giovanni”.

Risposta: Che cos’è un’altra linea di tradizione in Giovanni? Secondo Müller, Giovanni non era affatto un testimone della risurrezione di Cristo, ma ha registrato un’altra linea di una certa tradizione umana, in evoluzione. Müller, in tal modo, ha completamente negato la credibilità degli apostoli, cioè dei testimoni oculari della risurrezione di Cristo! Tuttavia, l'apostolo Giovanni testimonia contrariamente: “Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato di ciò rendiamo testimonianza” (1 Gv 1, 1).

Che cosa intende Müller per il termine “redazioni strutturate”? Sembra che, secondo Müller gli apostoli non erano testimoni oculari, ma certo tipo di giornalisti impegnati nella redazione di una storia particolare? Tali redazioni, tuttavia, non possono in alcun modo essere la Parola di Dio! Il cristianesimo, secondo Müller, è allora fondato su certi bassifondi instabili e gli apostoli e le migliaia di martiri morivano per queste redazioni fantastiche.

Citazione: “Tuttavia, questo non è la prova, presumibilmente di una crescente reificazione o materializzazione di fede alla risurrezione, ma un’espressione di limitazione a proposito di qualsiasi riduzione docetistica o esistenzialista della fede pasquale”.

Risposta: Secondo Müller, in altre parole, sebbene gli evangelisti non volessero dare i loro testi come una registrazione di fatti ma, d'altra parte, se qualcuno affermasse chiaramente che si tratta semplicemente di pie riflessioni e sogni di irrealtà, non sarebbero pure d'accordo con questo. Müller intende quindi che il Vangelo deve essere interpretato come una favola, ma in modo tale da non dire mai che si tratta di favola, perché questo esegeta incredulo perderebbe quindi influenza e non potrebbe più ingannare i suoi lettori. A nessuno interessano delle favole, perché non hanno alcun effetto sulle persone. La vita umana è influenzata dai fatti, da quello che è avvenuto in passato, perché se qualcosa sia avvenuto una volta, allora significa che si può ripetere una seconda volta. Se Dio ha davvero compiuto un miracolo, può farlo di nuovo. Se Cristo è stato veramente risuscitato dai morti, significa che anche noi saremo risuscitati. Tuttavia, ai cosiddetti “teologi” come Müller non lo piace. Devono produrre alcuni fatti/non-fatti in cui loro stessi possono non credere, ma hanno una possibilità usarli come mezzo per manipolare i "credenti ingenui".

Citazione: “L’ultimo livello di referenza dell’evento pasquale è il rapporto Padre-Figlio che è diventato visibile in Gesù di Nazareth e la sua mediazione da parte dello Spirito Santo”.

Risposta: Che cosa significa questo? Con queste parole Müller dimostra ancora una volta di aver posto l'incontro degli apostoli con Gesù risorto a un livello dell’apparizione privata, così da poter facilmente aggiungere ad essa un altro livello di referenza. Müller mette il cristianesimo alla luce di una fantasia non credibile.

Citazione: “Il kerigma pasquale non cerca di indicare a un fenomeno biologico assolutamente unico ...”

Risposta: Il Venerdì Santo, il nostro Salvatore ha subito terribile tormento e alla fine è morto sulla croce per la nostra salvezza. Con la sua gloriosa risurrezione egli ha confermato che non era solo il vero Uomo, ma anche il Figlio di Dio. Che assurdità e grave blasfemia degradare la risurrezione al termine un fenomeno biologico! È la prova che teologi come Müller non hanno nemmeno una briciola del rispetto e la relazione con il Signore Gesù Cristo come loro Salvatore. Che cosa vogliono dire queste persone a noi cristiani? Non fanno altro che degradare, bestemmiare e mettere in dubbio le verità fondamentali della fede. Tale teologia è la morte del cristianesimo! Tali teologi sono eretici, ingannatori religiosi e assassini spirituali.

Citazione: “... ma per testimoniare alla luce di questo evento dell’auto-interconnessione escatologica di Dio nel suo divino nome “Padre, Figlio e Spirito” (Mt 28,19) e renderlo accessibile a tutte le persone per mezzo della fede”.

Risposta: Müller di nuovo manipola ed evita intenzionalmente l’essenza con la formulazione assurda dicendo, che al momento della risurrezione di Cristo è avvenuta la “auto-interconnessione di Dio”. Gli apostoli non erano chiamati a testimoniare la “all’auto-interconnessione escatologica di Dio”, ma a predicare concretamente il pentimento per il perdono dei peccati e la salvezza che è in Cristo crocifisso e risorto (Lc 24; At 2, 32). La risurrezione è una prova evidente della divinità di Cristo e del fatto, che la sua morte per noi è stata redentrice.

Citazione: “La risurrezione di Gesù e la rivelazione della filiazione della Parola del Padre nella salvata natura umana di Gesù di Nazareth è un evento senza analogie o paralleli”.

Risposta: È una menzogna. Ci sono molti paralleli sia con la risurrezione di Cristo, sia con la rivelazione della sua divinità nella sua glorificata natura umana. La divinità di Cristo non è stata rivelata solo nella sua risurrezione. Il Signore Gesù ha confermato la sua divinità con innumerevoli miracoli compiuti sia nel livello fisico (guarigione e risurrezione dei morti), sia in quello spirituale (il scacciare dei demoni, il convertire dei peccatori). Tra le altre cose, questi miracoli preparavano i discepoli a poter credere nella Sua risurrezione reale. Quando Gesù ha calmato la tempesta sul mare, i discepoli sono caduti ai suoi piedi, lo adoravano e dicevano tra loro: “Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?”. Nella regione di Cesarea di Filippo, la divinità del Verbo nella carne si è rivelato a Pietro, il quale aveva confessato: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Sul monte della Trasfigurazione la gloria della divinità di Cristo si è manifestata nella sua carne. E poi la risurrezione di Cristo era il culmine di tutti questi miracoli e la conferma della sua divinità. E se era il culmine, allora significa che c’è una certa somiglianza tra tutti i miracoli di Cristo, cioè un certo denominatore comune, il quale è il potere di Dio, e anche un certo obiettivo comune: condurre le persone alla fede salvifica nella divinità di Cristo.
(continua)

+ Elia
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+ Metodio, OSBMr + Timoteo, OSBMr
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20 aprile 2020