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Motu Proprio annullato: Paure e speranze

Rorate-caeli.blogspot.com ha una valutazione dei rischi sull'imminente ritiro del Motu Proprio Summorum Pontificum con cui Benedetto XVI liberalizzò il Rito Romano nel 2007. Il punto essenziale: i sacerdoti appartenenti a comunità di rito romano e i sacerdoti diocesani che già celebrano il rito romano possono continuare a farlo. Gli altri sacerdoti diocesani possono iniziare la celebrazione solo dopo aver ottenuto un permesso speciale dal loro vescovo. Le comunità di Rito Romano non sono più sotto la giurisdizione della Congregazione per la Dottrina della Fede, ma della Congregazione per la Liturgia che è composta da nemici incalliti del Rito Romano: Prefetto Roche, Segretario Viola e Sottosegretario García Macías.

Attuare la proposta del ghetto di un agitatore

Rorate-Caeli sa che l'eliminazione del Summorum Pontificum è stata discussa da tempo con un certo numero di vescovi, soprattutto con la Conferenza Episcopale Italiana. Nella Curia di Francesco, risentimenti contro la messa sono venuti dal segretario di Stato Parolin e dal cardinale Ouellet della Congregazione dei vescovi. L'obiettivo è quello di attuare ciò che l'anticattolico laico-liturgico e agitatore Andrea Grillo ha ripetutamente chiesto: asservire il Rito Romano e tollerarlo solo in un ghetto.

Tre atti

La battaglia contro il Rito Romano è stata preparata in tre atti. Prima, Francesco protesta da anni che le attuali deviazioni liturgiche sono irreversibili e che i giovani preti sono "troppo rigidi". Poi, nel gennaio 2019, ha abolito la Commissione del Rito Romano "Ecclesia Dei" e ha trasferito queste questioni alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Infine, nel marzo 2020, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha emesso un questionario, apparentemente per raccogliere dai vescovi di tutto il mondo giudizi negativi sul Rito Romano.

Quale sarà il danno?

Rorate-Caeli spera che il danno dell'incombente documento non sarà così grave come previsto. Nonostante il Summorum Pontificum, in molte parti del mondo, i vescovi sopprimono ancora la celebrazione del Rito Romano. Tuttavia, dal 2007 al 2017, il Motu Proprio ha causato un raddoppio del numero di Messe di Rito Romano celebrate nel mondo ed è stato anche psicologicamente liberatorio. Tuttavia, nuove misure di soppressione potrebbero annullare questo effetto.

Queste potrebbero essere le scuse

Rorate-Caeli fornisce alcune scuse previste da un futuro documento che abolirà il Summorum Pontificum. Per esempio, il documento potrebbe sostenere che i fedeli di Rito Romano sono in pace e che i seminaristi che desiderano il Rito Romano troveranno una casa nelle rispettive comunità di Rito Romano. Inoltre, le discussioni dogmatiche con la Società di San Pio X non sono più rilevanti oggi e hanno raggiunto un'impasse, motivo per cui le questioni di Rito Romano sono state assegnate alla Congregazione per la Liturgia e non sono più trattate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. I sacerdoti di Rito Romano saranno incoraggiati a passare al bi-ritualismo a causa del presunto carattere definitivo del Novus Ordo.

I mestatori di rito romano cederanno?

È indicativo della Chiesa del Novus Ordo che i vizi e i fastidi siano tollerati, mentre il fiorente Rito Romano sembra essere l'unico nemico. Rorate-Caeli crede che l'attacco alla Messa Romana scatenerà una guerra liturgica. Questa guerra avrebbe conseguenze impreviste per tutta la Chiesa, che si trova in uno stato avanzato di dissoluzione dogmatica e liturgica. Il sito si chiede se Francesco intenda scegliere questa pericolosa battaglia.
il vandea
Se dovra' essere guerra, guerra sara'. No a ogni biritualismo. Con satana non si tratta.
Andrea Mancinella
Bravo 'Vandea': è vero, non si deve mai trattare col diavolo.
Il 'novus Ordo Missae' è in realtà, come ho già scritto, un rito 'catto-anglicano', inaccettabile per qualsiasi cattolico, figuriamoci per un sacerdote.
Io stesso tanti anni fa, nel 1992, quando compresi questo smisi di celebrarlo per sempre ed iniziai a celebrare in Rito Romano antico. Dunque molti anni prima del Summorum Pontificum.
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Bravo 'Vandea': è vero, non si deve mai trattare col diavolo.
Il 'novus Ordo Missae' è in realtà, come ho già scritto, un rito 'catto-anglicano', inaccettabile per qualsiasi cattolico, figuriamoci per un sacerdote.
Io stesso tanti anni fa, nel 1992, quando compresi questo smisi di celebrarlo per sempre ed iniziai a celebrare in Rito Romano antico. Dunque molti anni prima del Summorum Pontificum.
Spero che i miei confratelli seguano lo stesso iter,
senza farsi intimidire da ordini assurdi ed illegittimi. Preghiamo assiduamente per questo!
don Andrea Mancinella, eremita diocesano (diocesi di Albano)
warrengrubert
Propongo a chi può di organizzare gruppi di fedeli che richiedano al proprio vescovo il permesso di far celebrare almeno una messa domenicale in rito antico.
Reagire al prevedibile rifiuto rinfacciando al vescovo pubblicamente, mezzo stampa, tutte le accuse che il vescovo di Roma ci sbatte in faccia da quando ha preso la cattedra di Pietro: intollerante, clericale, rigido, chiuso, divisivo, non …More
Propongo a chi può di organizzare gruppi di fedeli che richiedano al proprio vescovo il permesso di far celebrare almeno una messa domenicale in rito antico.
Reagire al prevedibile rifiuto rinfacciando al vescovo pubblicamente, mezzo stampa, tutte le accuse che il vescovo di Roma ci sbatte in faccia da quando ha preso la cattedra di Pietro: intollerante, clericale, rigido, chiuso, divisivo, non accogliente, pauroso del diverso, faccia d'aceto etc. etc. etc.
il vandea
Il permesso di celebrare la Messa di sempre lo ha dato N,S.Gesu' durante l'ultima cena. Non ci serve nient'altro. Se l'antipapa e gli antivescovi non sono d'accordo, se ne facciano una ragione. Quello che serve, piuttosto, e' il luogo dove fare queste celebrazioni. Le soluzioni sono molte : chiese o cappelle chiuse, non di proprieta' ecclesiastica-modernista, capannoni, cantine o locali vari ecc.…More
Il permesso di celebrare la Messa di sempre lo ha dato N,S.Gesu' durante l'ultima cena. Non ci serve nient'altro. Se l'antipapa e gli antivescovi non sono d'accordo, se ne facciano una ragione. Quello che serve, piuttosto, e' il luogo dove fare queste celebrazioni. Le soluzioni sono molte : chiese o cappelle chiuse, non di proprieta' ecclesiastica-modernista, capannoni, cantine o locali vari ecc. secondo le occasioni o le possibilita' locali. O, in mancanza di alternative, un semplice tavolo con una tenda ai giardini pubblici (chiedendo il permesso al comune). Si abbia cura, inoltre, di informare della cosa con tutti i mezzi e canali, circa il luogo e l'orario delle celebrazioni, in modo da raggiungere tutti i Cattolici interessati, e magari qualche modernista scontento, che trovando un 'alternativa per lui finora sconosciuta, potrebbe unirsi alla vera Chiesa.
N.S.dellaGuardia
Servono soprattutto santi sacerdoti che vogliano farlo.
L'ultima generazione formata in seminario preconciliare sta per tornare tutta alla casa del Padre, bisogna quindi che ci siano tanti Sacerdoti che si impegnino ad imparare, per poter preservare.
warrengrubert
@il vandea hai ragione a dire che non ci serve il permesso, e condivido ciò che hai scritto, ma con la mia proposta non ti privi del piacere di mettere i vescovi alla prova per testare la loro "tolleranza" e vedere la loro reazione.
Il vero problema invece lo ha colto
@N.S.dellaGuardia servono sacerdoti che imparino a celebrare il rito antico.
N.S.dellaGuardia
...E che lo amino con tutte le loro forze!