L’ultimo luogo che Gesù ha calpestato su questa terra

Inma Alvarez - pubblicato il 17/05/21

La cappella dell'Ascensione è oggi un pallido riflesso del singolare edificio originale


Secondo i Vangeli, Gesù si è congedato dai Suoi discepoli per sempre dalla sommità del Monte degli Ulivi, da dove è salito al cielo per non tornare.
Nonostante l’importanza di quel momento per i seguaci di Gesù e la localizzazione relativamente facile, il luogo dell’Ascensione non è uno dei più “emblematici” della Città Santa, come possono essere la basilica del Santo Sepolcro o quella del Getsemani.
Il motivo è che il luogo è sotto giurisdizione musulmana, e il culto cristiano non vi è permesso se non in modo sporadico. Si può visitare, ovviamente, pagando una cifra simbolica.

Le distruzioni costanti e la perdita della proprietà da parte dei cristiani hanno impedito che arrivasse fino a noi quello che è stato uno degli edifici più singolari della Terra Santa: una basilica senza tetto, in cui i fedeli potevano immaginare il tragitto seguito da Gesù fino alla destra del Padre.
Secondo quanto ha spiegato l’eminente archeologo francescano Florentino Díez nella sua Guida della Terra Santa, fin dall’antichità esistono testimonianze, come quella della pellegrina Egeria, che parlano dell’esistenza di un imbomon, un edificio a cielo aperto in cui i cristiani celebravano il culto.

Una storia travagliata

L’imbomon venne distrutto dai Persiani nel 614 e ricostruito dal patriarca Modesto, mantenendo la caratteristica volta aperta attraverso la quale si vedeva il cielo. Al suo interno, l’imbomon – come oggi la piccola cappella esistente – ospitava quella che per tradizione si crede sia stata l’ultima pietra toccata da Gesù prima di salire al cielo, sulla quale si possono ancora individuare le orme lasciate dai Suoi piedi:

Alexander Gatsenko – Shutterstock

All’epoca delle Crociate, l’edificio venne demolito e fu costruita una specie di portico a cielo aperto, la costruzione attuale, a cui i musulmani hanno aggiunto una cupola, chiudendo il tetto e impedendo la vista verso l’alto, ponendo così fine alla singolarità di questo luogo.

Anche le costruzioni adiacenti sono state distrutte dai musulmani. Si conserva solo la piccola cappella, perché anche per l’islam è un luogo sacro, considerando la venerazione nei confronti del Figlio di Maria.
La Cappella dell’Ascensione resta comunque uno dei luoghi degni di visita a Gerusalemme, sul Monte degli Ulivi, vicino alla grotta in cui la Tradizione afferma che Gesù insegnò ai discepoli a recitare il Padre Nostro, e alla basilica Dominus Flevit, in cui il Signore pianse per Gerusalemme. Il panorama della Città Santa dalla cima del monte è spettacolare.

Sapete qual è stato l'ultimo luogo che Gesù ha calpestato su questa terra?
RICCARDO CARIAGGI
E così molto candidamente la signora che chiude il video ci dice che c'è un unico Dio per i Mussulmani e per i Cristiani.....
Una sola è la fame di Dio comune a tutti gli Uomini, ma molto diverse sono le qualità che contraddistinguono il loro Dio. Ecco, come in maniera ambigua ed insidiosa entra l'eresia nelle Anime non formate e superficiali dell'Umanità di oggi!!!
alda luisa corsini
Bisogna comprendere, anche se non giustificare, che il video è stato confezionato dal Christian Media Center che deve conciliare in quelle terre la coabitazione fisica delle tre religioni monoteiste: Monte degli Ulivi, il luogo dell’Ascensione | Christian Media Center
alda luisa corsini
alda luisa corsini
"Le tradizioni locali dicono anche di sapere il punto esatto in cui Gesù è asceso.
Sulpizio, vescovo di Gerusalemme, dice – come anche la Glossa – che quando una chiesa venne poi costruita sul luogo, il punto in cui si era trovato Cristo non riuscì mai ad essere coperto dalla pavimentazione, e che le lastre marmoree poste lì scoppiarono sul volto di chi le stava ponendo. Dice anche che le impronte …More
"Le tradizioni locali dicono anche di sapere il punto esatto in cui Gesù è asceso.

Sulpizio, vescovo di Gerusalemme, dice – come anche la Glossa – che quando una chiesa venne poi costruita sul luogo, il punto in cui si era trovato Cristo non riuscì mai ad essere coperto dalla pavimentazione, e che le lastre marmoree poste lì scoppiarono sul volto di chi le stava ponendo. Dice anche che le impronte nella polvere provano che il Signore è stato proprio lì. Le impronte sono visibili, e il terreno mostra ancora le depressioni lasciate dai suoi piedi".
Giorgio Tonini
Cara dottoressa, sembra quindi di capire che Gesù avesse dei piedi molto pesanti. Non vorrei essere nei panni di chi, nel Giorno del Giudizio, verrà da Lui preso a calci nel lato B per essere spedito all’inferno alla velocità della luce!
alda luisa corsini
😱