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Il santo di oggi 29 novembre: Beata Maria Maddalena dell'Incarnazione Caterina Sordini
Beata Maria Maddalena dell'Incarnazione (Caterina Sordini) Fondatrice
29 novembre
Porto Santo Stefano, Grosseto, 17 aprile 1770 - Roma, 29 novembre 1824
Nasce a Porto Santo Stefano, nel Grossetano, il 17 aprile 1779. A sedici anni Caterina Sordini, promessa in sposa ad un marittimo di Sorrento, si oppone al matrimonio ed entra nelle Terziarie Francescane di Ischia di Castro, nel Viterbese e riceve l'abito religioso il 26 ottobre 1799. Cambia il nome in Maria Maddalena dell'Incarnazione e nel Capitolo del 20 aprile 1802 viene eletta badessa a soli 32 anni. Si dedica al riordino economico della Casa e ad una restaurazione della vita regolare delle Terziarie. L'8 luglio 1807 lascia Isola di Castro e le Terziarie e con l'incoraggiamento di Pio VII inaugura a Roma la prima Casa delle Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento. Durante l'occupazione napoleonica di Roma, la congregazione viene sciolta e Maria Maddalena mandata in esilio in Toscana. Qui incontra alcune giovani che tornano con lei a Roma nel marzo del 1814. E proprio a Roma muore il 29 novembre 1824. È stata beatificata il 3 maggio scorso in San Giovanni Laterano a Roma. (Avvenire)

Bella, giovane, ricca: un buon partito per molti. E lei nel 1787, poco più che sedicenne, dice di sì ad un facoltoso padrone di bastimenti, che le promette una vita serena e avventurosa. Prima di partire per un viaggio a Costantinopoli le fa anche dono di un cofanetto di gioielli, quasi una promessa di matrimonio, e la ragazza è ben contenta di farne sfoggio ad una messa domenicale. Peccato che in chiesa, prima che da altri, venga notata da papà, che senza tanti complimenti la rispedisce a casa con l’ordine di togliersi di dosso tutto quel ben di Dio. Il papà, ricco commerciante che sa fare buon uso delle sue ricchezze e che è specialista in beneficenza, l’ha allevata ad una fede salda, senza bigottismi e senza smancerie, e lei, da irrequieta e turbolenta bambina, con il passare degli anni è diventata riflessiva, devota e pia, anche se con una punta di civetteria, propria dell’età. Arrivata a casa e, specchiandosi per vedersi un’ultima volta con tutti i gioielli di cui è agghindata, invece della sua vede riflessa l’immagine del Cristo nello strazio della passione. E’ una vista che la folgora e che le fa capire, meglio ancora dei rimbrotti di papà, tutta la vanità e l’inutilità della ricchezza, del lusso, dei miraggi che il mondo le sta offrendo. Conseguenza logica di quella “visione” è posare i gioielli, rompere il fidanzamento e, pochi mesi dopo, entrare nel Monastero delle Terziarie Francescane di Ischia di Castro. Sembra un “colpo di testa”, perché in monastero vi entra con un balzo, il giorno in cui papà lì l’accompagna per una visita che, lui crede, dovrebbe essere di piacere. Invece papà deve tornare a casa da solo, perché la figlia è passata al di là della grata, lasciandolo di stucco. Con il nuovo nome di suor Maria Maddalena dell’Incarnazione, per 19 anni è una religiosa modello e, ad appena 32 anni, badessa di un monastero che vive in povertà estrema e che lei riesce a far rifiorire. Il fatto è che comincia anche a far miracoli, come quello del pugno di farina, moltiplicatasi al punto da poter preparare pane per l’intera comunità e per più di 20 giorni. Mentre cresce la fama della sua santità, lei sempre più chiaramente sente che diversi sono i disegni di Dio su di lei. L’amore per l’Eucaristia, che le hanno instillato in famiglia e che è cresciuto negli anni, la sta orientando a fondare una nuova congregazione che abbia come carisma specifico l’adorazione eucaristica in forma perpetua, come un lungo ininterrotto sostare davanti a Gesù anche a nome di tutta l’ umanità. Questa volta, prima di concretizzarsi, l’idea di suor Maria Maddalena ha una gestazione lunga, durante la quale lei si preoccupa di raccogliere autorevoli consensi, “in primis” quello di papa Pio VII e, ovviamente quello del suo illuminato direttore spirituale, che riesce a trovare anche i benefattori necessari per la nuova istituzione. E con queste indispensabili “firme” di Dio su quella che lei è convinta essere la sua vera vocazione, il 31 maggio 1807 varca la soglia di una chiesa, posta praticamente all’ombra del Quirinale, dove a quel tempo abitava il Papa. Comincia così l’adorazione perpetua dell’Eucaristia di un paio di suore, che presto crescono di numero e che oggi sono presenti in 90 monasteri diffusi in Europa, America e Africa. Non solo: in questa turnazione davanti all’Eucaristia solennemente esposta per tutto il giorno suor Maria Maddalena vuole coinvolti anche i laici, che si moltiplicano dando continuità a questa perenne lode a Gesù Eucaristia. I tempi sono politicamente torbidi, perquisiscono a più riprese il monastero, addirittura la esiliano come soggetto pericoloso e disperdono le sue suore, ma tutto viene arginato dalla sua fede e dal suo amore illimitato a Gesù Eucaristia. Fino al 29 novembre 1824, quando la sua adorazione da perpetua diventa eterna, nella festa senza fine del paradiso. Suor Maria Maddalena dell’Incarnazione (Caterina Sordini) è stata beatificata a Roma lo scorso 3 maggio.

Autore: Gianpiero Pettiti