MESE MARIANO - Beato Alano della Rupe: I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO DELLA RUPE - Le quindici Regine delle Virtù. - QUARTO SERMONE DI S. DOMENICO -“Cantate al Signore…More
MESE MARIANO

- Beato Alano della Rupe: I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO DELLA RUPE

- Le quindici Regine delle Virtù.
- QUARTO SERMONE DI S. DOMENICO

-“Cantate al Signore un Cantico Nuovo, perché ha compiuto meraviglie” (dal Salmo 97).

- V. LA REGINA MISERICORDIA


"La misericordia ci fa compatire le
miserie altrui, al pari delle nostre” (S.
Agostino).
E giustamente, perché siamo tutti,
senza distinzione, fratelli ed esuli.
Giacché, dice Seneca, “la Natura ci
eguaglia, e il Destino ci accomuna”. I Re,
dunque, non vivano tranquilli, perché tanti
sono (i Re) che dal trono sono finiti in
catene e odiati da tutti.
(La misericordia) dona senza chiedere
nulla in cambio, e perdona le offese.
Sua amica è la povertà di spirito; sua
nemica, invece, è l’avidità, che disonora i
luoghi santi, con rapine, sacrilegi, simonie,
ecc.

1. La Dimora della Misericordia è
“Nomen Tuum” (il Tuo Nome). E’ il Signore
ad aver creato il mondo, per questo ogni
ginocchio si prostri dinanzi a Lui (S.
Ambrogio).
Vi sarà mai qualcosa superiore (alla
Misericordia), che (Dio) ha affidato alla
Chiesa, a vantaggio dei fedeli?

2. Da qui: “Qualsiasi cosa chiederete
nel mio Nome, vi sarà data” (Gv.14,13):
perciò, “chiunque avrà invocato il Nome del
Signore sarà salvato” (Rom. 10,13).
Oh, Nome Sublime della Misericordia!
Gesù è veramente il Re dei Re, il Signore
Degno di ogni lode.

3. Dio è Maestoso nella Potenza,
Eccelso nella Sua Misericordia, mediante la
quale Egli santifica e glorifica.
Per essa esistiamo, operiamo e
viviamo. Per essa attendiamo la Redenzione,
e non c’è nessuno in Cielo o in terra, che
possa nascondersi davanti alla Sua Fiamma
d’Amore.

4. “Questa Figlia di Dio fece
discendere dal Cielo sulla terra il suo
Fratello”, scrisse San Bernardo.

5. Essa è la Madre delle opere (di
misericordia) spirituale e corporale: ovvero
misericordiosamente insegnare agli
ignoranti, consigliare i dubbiosi ecc., nutrire
gli affamati, vestire gli ignudi, ecc.

6. Per essa il Re del Cielo si fece
servo, per far diventare noi servi, Re,
scrisse Sant’Ambrogio.
Dio creò la luce nel suo splendore;
tuttavia, essa è minima, rispetto alla (luce)
spirituale della Misericordia, perché lo
Spirito è superiore alla materia.
L’avete vista rivestita di una candida
veste di lino su cui erano scritti ovunque i
Nomi di Gesù e di Maria, perché sono Essi i
Nomi che racchiudono la Misericordia,
scrisse San Bernardo.
Aveva in mano il Rosario, perché (Dio)
iniziò il tempo senza fine della Sua
Misericordia, a partire dall’Incarnazione.
L’avete vista insignita della triplice
Corona, perché la Misericordia di Dio sta in
Cielo, in terra, e sotto terra.

Le miniere arricchiscono di beni
terreni, la misericordia, invece, rende ricchi
dei beni di Dio.
Quanto sono miseri, coloro i quali non
hanno misericordia, quanto sono inumani,
coloro che scacciano via e spengono (la
misericordia); essi saranno di animo crudele
ed efferato.
In queste cinque Regine,
accompagnate ciascuna da dieci
Compagne, voi avete potuto contemplare la
prima Cinquantina del Rosario; e avete visto
coi vostri occhi (le Virtù) apparire (al
pronunciare) i Nomi di Gesù e di Maria: esse
infatti dimorano nell’Ave Maria.
Che rimane da aggiungere, se non che,
insieme alle cinque incantevoli Regine e alle
dieci loro Compagne, voi cantiate a Dio e
alla Madre di Dio, nel Loro Rosario, un
Cantico nuovo?

II CINQUANTINA (DEL ROSARIO)

VI: LA REGINA ASTINENZA


Ella non eccede nei cibi e nelle
bevande consentite, delle cose necessarie
non supera i limiti, la sua gioia più grande è
la compassione.
Gode dei doni di Dio, soffre delle
ristrettezze, fugge lontano dalla libidine,
sottomette la carne per far regnare lo
Spirito, è amabile e decisa al punto giusto,
combatte per le cose spirituali, non
contende le cose terrene.
Seneca scrisse che è lei che incatena
tutti i i peccati, e Agostino: O Temperanza,
sei amabile e casta.
Tu ami la vita degli angeli e disdegni la
vita insipiente: tu sei la vigile madre delle
Virtù.
La Regina dell’Amore è più bella del
Sole, più candida della Luna e più
incantevole delle Stelle del Cielo.
La sua acerrima sua nemica è la Gola.
Essa abita la Casa Regale (di Dio) (in
attesa che): “Adveniat Regnum Tuum”
(Venga il Tuo Regno).
E a giusto merito, scrive
Sant’Ambrogio, poiché l’Astinenza fa
giungere al Regno di Dio.
Infatti, chi la elegge Regina del proprio
corpo, in lui fioriscono tutte le virtù e
giungerà certamente al Cielo.
La Sua Bellezza è Angelica: e nessuna
bellezza umana o terrena potrà mai, anche
minimamente uguagliarla.

1. Infatti, la bellezza non potrà mai
oltrepassare la natura umana, così come le
realtà caduche e corporee sono
infinitamente distanti dalle realtà immortali
e spirituali.

2. Cosa mai non farebbero e
soffrirebbero i fatui, per apparire graziosi?
Essi quanto si acconciano, si
adornano, si ristorano, si truccano, si
agghindano!
Eppure l’Astinenza esce dal digiuno,
più incantevole e bella.
Ricordatevi di quei tre fanciulli, che
si nutrirono solo di pane, di legumi e di
acqua, e in modo moderato.

3. E questo perché Ella trionfa sui vizi,
e dà più gloria vincere i vizi che vincere i
Regni; chi può esprimere a parole la
grandezza dell’Astinenza?

4. Gli altri celebrino pure gli Eroi, i Re,
e gli Ettore: io antepongo tale Regina a tutti
questi, che Dio non volle neppure al suo
servizio, perché nulla saziava la loro gola.

5. Si dilettino pure gli altri e si
rimpinzino di cibi, si ingrassino e si
infiacchiscano; la più piccola Astinenza avrà
più forza (della Gola).
La povertà, la nutre e la custodisce, (e
la rende) vittoriosa su ogni città (dei
peccati).
La vedevate in una mano portare lo
Scettro e nell’altra tenere il Salterio: il Capo
era coronato di gemme; il vestito un po’
usurato, ma tessuto interamente di raggi di
sole, e non era seconda a nessuno nel
contegno; avanzava dignitosamente in
compagnia di dieci Vergini.
Infatti senza (l’Astinenza), nessuno
raggiunse mai la santità, o pervenne nella
compagnia dei Santi.

Sono gli ubriaconi e i golosi, i nemici
che soffocano l’Astinenza, facendola morire
dentro di sè.
Scrive, infatti, Seneca, che è proprio la
gola a soffocare la disposizione delle Virtù.
Essendo infatti le Virtù
necessariamente collegate, tutte avranno
anche la medesima sorte.
Per questo, dopo l’annientamento
dell’Astinenza, le altre (Virtù)
necessariamente saranno abbattute o
disperse.
Risponderai: non vedo in che modo
queste cose possano accadere.
Io rispondo: se tu non hai occhi per
vedere quello che accade, forse per questo
non sono cose vere?
L’anima vede in se stessa Dio,
contempla gli Angeli e i Santi, e vedrai un
giorno anche la stessa (Regina Astinenza).
Perciò, ora e sempre, cantate al
Signore un Cantico nuovo.

VII: LA REGINA CASTITA’

Questa (Regina) è la purezza del
corpo. Anche nel Matrimonio non solo è
possibile, ma è doveroso vivere la santità:
anche se la Verginità si è persa, è possibile
(vivere) la castità.
Essa, disse giustamente San Gregorio
Nazianzeno, ha tre (espressioni): nei
pensieri, nelle parole e nelle opere.

1. Continua San Gregorio Nazianzeno:
Essa è la più bella, la più dolce, la più
elevata tra le qualità morali, che rende
graditi a Dio e agli Angeli.
Essa pur amando le persone dell’altro
sesso, le sfugge, e schiva la compagnia;
odia poi le contese, le lodi e le
intemperanze.
Disse Aimone: Essa ama le veglie, i
Cerca una cosa sola: la purezza del
cuore, per vedere Dio faccia a faccia: Beati i
puri di cuore (perché vedranno Dio) (Mt.
5,8). La sua nemica è la lussuria.

2. Essa regna in questa Dimora: “Fiat
Voluntas Tua” (Sia fatta la Tua Volontà), dal
momento che: “Questa è la Volontà di Dio:
la vostra santificazione” (1 Tess. 4,3).
Così la (Regina di) Purezza cerca di
piacere a Dio, facendosi santa nel corpo e
nello spirito.

3. E’ questa la bellezza che piace a
Dio, a Lui accetta e gradita, che Egli vuole
nei suoi consacrati.
Dio aveva creato Eva di una bellezza
superiore a tutte le realtà create, ma non
per fidanzarla a sé, ma per donarla in
Matrimonio ad Adamo.
La Verginità è superiore alla Castità,
come la Consacrazione a Dio lo è, rispetto
al Matrimonio.
(La Consacrazione), infatti, è una
realtà spirituale, (il Matrimonio, invece,) una
realtà materiale, ed è inestimabile il
candore di un’anima, (Eccl. 26).
E beati coloro che la desiderano.

4. La vedevate altissima e maestosa
d’aspetto, Sul suo Capo una ghirlanda di
gigli e di rose; il candore della sua fulgida
bellezza risplendeva, perciò, in modo
incomparabile; la accompagnavano dieci
damigelle di angelica grazia, al pari di lei
(per presentarla come) degna Sposa per lo
stesso Dio (Crisostomo).

5. Guai, a colui che avrà oltraggiato la
Sposa del Re: sarà condannato ad una
morte orrenda.
Ella infatti, è Tempio di Dio: chi lo
profanerà, Dio annienterà lui.
Violare così la purezza, è annientarla:
non v’è via di mezzo.
Oh! state attenti a voi stesse, è
terribile che cadano nelle mani di Dio,
proprio quelle che hanno accompagnato la
Sposa alle Nozze.
La Virginea Purezza (di Maria SS.) ha
generato Cristo: da Lei, Cristo genera i
Cristiani: a ragione Ella è chiamata: Madre
della Chiesa di Cristo.
Per questo, nella Chiesa coloro che
praticano la purezza, sono migliori e
superiori in dignità (rispetto agli altri fedeli).
Essi sono il Sacro Clero, i Religiosi
Professi, e tutti (i laici) che scelgono di
rimanere casti.
La Castità abita e regna su di essi,
come anche in un Matrimonio Casto.
Dunque, la Sposa di Cristo è la Madre
dei Cristiani, i quali non da volere di carne,
ma da Dio sono nati (Gv.1).

Scrive infatti San Gerolamo: la
generazione della carne fa morire e
annienta la Castità.
Se il bene superiore (della Castità)
andasse in rovina, andrebbe in rovina la
forza (della Chiesa)!
Tuttavia, nessuna realtà della terra è
capace di mantenere la Castità, e si deve
ricorrere ai soli Beni del Cielo.

Perciò, lodate Maria, Madre della
Castità nel Rosario: Cantate al Signore un
Cantico nuovo."

(Beato Alano della Rupe o.p.:
I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO
Libro III: CAPITOLO VI )


www.beatoalano.it
ilsantorosario
V. LA REGINA MISERICORDIA - "La misericordia ci fa compatire le miserie altrui, al pari delle nostre” (S.Agostino). E giustamente, perché siamo tutti, senza distinzione, fratelli ed esuli...
(La misericordia) dona senza chiedere nulla in cambio, e perdona le offese. Sua amica è la povertà di spirito; sua nemica, invece, è l’avidità, che disonora i luoghi santi, con rapine, sacrilegi, simonie, …More
V. LA REGINA MISERICORDIA - "La misericordia ci fa compatire le miserie altrui, al pari delle nostre” (S.Agostino). E giustamente, perché siamo tutti, senza distinzione, fratelli ed esuli...
(La misericordia) dona senza chiedere nulla in cambio, e perdona le offese. Sua amica è la povertà di spirito; sua nemica, invece, è l’avidità, che disonora i luoghi santi, con rapine, sacrilegi, simonie, ecc...
1. La Dimora della Misericordia è “Nomen Tuum” (il Tuo Nome). E’ il Signore ad aver creato il mondo, per questo ogni ginocchio si prostri dinanzi a Lui (S. Ambrogio).