P.Giovanni Cavalcoli: Comunicato relativo alla lettera di un gruppo di teologi ai Vescovi, con la quale accusano il Sommo Pontefice di eresia La lettera rispecchia un comprensibile disagio diffuso nella Chiesa per il magistero, per il comportamento e per il governo della Chiesa di Papa Francesco. Ma la lettera è sostanzialmente da disapprovare per i seguenti motivi: ...
Risposta alle obiezioni dei lettori al mio comunicato Il mio Comunicato circa la Lettera dei teologi che accusano il Papa di eresia ha suscitato fino ad adesso dai lettori più di 270 commenti, per lo più assai brevi, alcuni di netto rifiuto, confermando le accuse dei teologi; altri, di aperta adesione alle mie dichiarazioni, con conferma di fedeltà a Papa Francesco maestro della fede; molti, di approvazione del mio scritto con qualche riserva; molti altri, di sostanziale rifiuto, anche se si accolgono talune mie tesi.Ho notato alcuni temi e problemi ricorrenti, ai quali pertanto ritengo bene dar risposta. padrecavalcoli.blogspot.com/…/risposta-alle-o…
Riporto una risposta di un certo Pietro C. che condivido: Ammettere che una persona, per il semplice fatto di essere papa, sia assistito automaticamente dallo Spirito Santo e sia praticamente infallibile in tutti i suoi atti, perfino in quelli più ordinari, è la posizione degli infallibilisti estremi che non è stata fatta propria dal concilio Vaticano I. Tale concilio, infatti, esprime dei vincoli e degli ambiti precisi a prescindere dai quali il papa, come uomo, può anche sbagliarsi. Credere di onorare la figura del papa attribuendogli poteri che non ha (l'infallibilismo) rendendo i fedeli persone puramente passive, significa deformarne il ministero, distorcere il significato del concilio Vaticano I e illudere i fedeli stessi presentando l'assistenza dello Spirito Santo come una sorta di magia "ipso facto", quando, in realtà, lo Spirito chiede il consenso e la cooperazione dell'uomo divenuto papa. Se per cause a noi ignote (massoneria? obbedienza a poteri globalisti?) un papa non è disponibile a dare questo consenso e cooperazione, lo Spirito Santo non può accudirlo "per forza", per il fatto che è papa, perché violerebbe la libertà umana proibendogli di sbagliare e questo non è da Dio, almeno per quanto riguarda la Rivelazione cristiana. In questo caso, i fedeli hanno tutte le ragioni di farglielo notare poiché egli amministra, serve, non è padrone della fede e della Chiesa e, quindi, deve rendere conto a Dio e ai fedeli del suo operato. Se tutto ciò non è osservato, non solo si staccano i fedeli dai pastori rendendo i primi dei puri passivi ma si rendono i pastori (e il papa stesso) dei semidei, dei satrapi assoluti, se non proprio degli dei, in grado disporre a proprio piacimento di quel che vogliono. E' questo, mi sembra, il primo problema nel quale oggi alcuni nel Cattolicesimo sono caduto, coloro che, senza remore alcune, esaltano a più non posso l'attuale papa. Si potrà rifiutare quanto si vuole questo ragionamento ma la storia è qui ed è già stata valutata da chi ha avuto la libertà di vedere i fatti per quel che sono: la Chiesa non è del papa (infallibilismo) ma di Cristo. L'infallibilismo, infatti, apre le porte al superamento e, pure, al capovolgimento della Rivelazione cristiana sotto la patetica scusa di un suo "adattamento" ai tempi.
“Essendoci pericolo prossimo per la Fede, i prelati devono essere ripresi anche pubblicamente ,dai sudditi”. san Tommaso D’Aquino (Sum. Teol.II-II,a XXXIII.IV,ad 2)
ma che razza di risposta degna del bigottismo più assoluto ha dato?? Padre Cavalcoli si vergogni. Lei dimentica che ogni uomo ha il libero arbitrio, anche il Papa può dannarsi volontariamente, lo Spirito Santo non impone niente a nessuno. Lo Spirito Santo dona i suoi doni di governo e le grazie di stato a chi ha un ufficio e vuole seguire rettamente la Verità. Chi fa contrariamente, qualunque uomo sia, non ha alcuna assistenza perché Dio non può rinnegare se stesso.