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Fatima.

L'Unica Vera Lettera di N. S. Gesù Cristo

Courtesy of Ben Lariccia -- Click here for the English version

"Copia in bianco e nero di un tessuto con lettera e commento scritti in italiano. Il tessuto era proprietà di mia nonna, nata in Abruzzi-Molise. Si dichiarava che la lettera fosse scritta da un Centurione, testimone oculare della Crocifissione. Si riteneva che essa potesse conferire salute e buona fortuna alle donne in travaglio. Ritengo che possa essere datata tra il 1920 e il 1950. Il tessuto era destinato ad essere appeso in cucina. Molti direbbero che questa lettera è un charo falso. Infatti è così assurda che sembra quasi ridicola. Ma cio che non è risibile è l'intento con cui tanti italiani acquistavano la "lettera." la mortalità neonatale e infantile è stata altissima fino a tempi recenti. Su quattordici nati, soltanto sei dei figli di mia nonna sopravvissero all'infanzia. Questa lettera faceva parte del suo bagaglio di devozioni personali, miranti tutte a proteggere se stessa e la sua famiglia." Ben Lariccia

La Vera Lettera
L'Unica Vera Lettera di N. S. Gesù Cristo


Delle Gocce di Sangue che N. S. Gesù Cristo sparse mentre andava al Calvario
Copia di una lettera di Orazione, trovata nel Santo Sepolcro di Nostro Signore Gesù Cristo in Gerusalemme, conservata in una scatola d'argento da sua Santità e dagli Imperatori e Imperatrici della Fede Cristiana. Santa Elisabetta, regina d'Ungheria, S. Matilde e S. Brigida, volendo sapere qualche cosa su la Passione di Gesù Cristo, offrirono ferventi preghiere, per le quali apparve. E Gesù Cristo parlò nel modo seguente:
Sappiate che i soldati armati furono 150; quelli che mi condussero legato furono 23; gli esecutori di giustizia 83; i calci nelle spalle 80; fui trascinato con corde e per i capelli 24 volte; gli sputi nella faccia furono 180; le battiture nel corpo 6666; nel capo 110;
Mi urtarono rozzamente ed alle ore 24 fui sollevato in aria per i capelli; fui tirato e trascinato per la barba 23 volte; le piaghe della testa furono 20; le spine di giunchi marini 22; punture di spine alla testa 110; spine mortali della fronte 3; fui vestito per scherzo da re e fui flagellato; le piaghe del corpo furono 1000; i soldati che mi condussero al Calvario furono 608; quelli che mi guardarono furono 3; quelli che mi derisero furono 1008; le gocce di sangue che sparsi furono 28430.
Io sono disceso dal Cielo sulla terra per convertirvi.
Anticamente i popoli erano religiosi ed i raccolti erano ricchi ed abbondanti; ora al contrario sono scarsi. Se volete avere un abbondante raccolto, non dovete lavorare di Domenica. Perché alla Domenica dovete andare in Chiesa a pregare il Signore perché perdoni i vostri peccati. Iddio vi ha dato sei giorni per lavorare ed uno per riposare e pregare; fate elemosina ai poveri ed aiutate la Chiesa.
Coloro che parleranno male della mia religione e metteranno in ridicolo questa Santa Lettera, saranno abbandonati da me.
Al contrario, quelli che porteranno una copia di questa lettera addosso, non morranno né annegati, né di morte improvvisa. Saranno liberati dalle malattie contagiose e saranno salvati dal fulmine; saranno altresì liberati dai loro nemici. Dai falsi testimoni e dalle mani della Giustizia; essi non morranno senza confessione.
Le donne in pericolo per parto, tenendo una copia di questa Lettera vicino, saranno immediatamente liberate da ogni pericolo. Nelle case dove è tenuta questa Orazione, questa, uomo o donna, avrà l'apparizione della Beata Vergine, come dice San Gregorio.
A tutti i fedeli che reciteranno per tre anni, ogni giorno, 2 Pater, Ave e Gloria, che formano il numero di gocce di sangue che Io ho sparso, concederò le seguenti 5 grazie:
1. Indulgenza Plenaria e remissione di tutti i loro peccati.
2. Se moriranno prima che siano passati i tre anni, sarà come se li avessero compiuti.
3. Saranno liberati dalle Pene del Purgatorio.
4. La loro morte sarà come se avessero sparso tutto il loro sangue per la Santa Fede.
5. Io discenderò dal Cielo per raccogliere l'anima loro e quella dei loro parenti, sino alla quarta generazione.

MIRACOLI COMPIUTI DALLA SANTA LETTERA DI N.S. GESU'CRISTO

Altra simile copia della suddetta Lettera è stata trovata in una località chiamata "Pursit", a tre leghe da Marsiglia, scritta in lettere d'oro, e per opera divina, portata da un fanciullo di sette anni, della stessa località di Pursit; con una appendice ad una dichiarazione del 2 Gennaio 1750 che dice: "Tutti colo che lavoreranno la Domenica saranno da me maledetti, poiché nel giorno sacro dovete riposare, andare in Chiesa, attendere ai Divini Servizi, così che voi e la vostra generazione sarete benedetti. Se, al contrario, voi non crederete a questo, sarete castigati, ed ai vostri figli manderò peste, fame e guerra, spasimi e pene di cuore; vi mostrerò la mia collera con segni nel cielo, con tuoni e terremoti.
Coloro che non credono che questa Lettera sia scritta per opera divina e dettata dalla Sacra Bocca di Cristo, e la terranno nascosta alle altre persone, saranno maledetti da Dio e condannati nel giorno del Giudizio: e coloro che la pubblicheranno, anche se hanno peccato molto ed ingiuriato il prossimo, purché siano realmente pentiti di avermi offeso e mi chiedano perdono, avranno da me cancellati i loro peccati: coloro che copieranno questa Lettera, o la leggeranno, od indurranno altri a leggerla, saranno liberi da ogni tentazione".
Un Capitano Spagnuolo, viaggiando vicino a Barcellona, vide per terra una testa recisa dal busto, che gli parlò così: "Giacché vi portate a Barcellona, o viaggiatore, mandatemi un Prete, acciocché mi possa confessare. Sono già 3 giorni che sono stato assalito dai ladri e non posso morire senza prima essermi confessato". Il Capitano condusse il Confessore sul posto; la testa vivente si confessò e quindi spirò. Sul corpo, dal quale il capo era stato staccato, fu trovata la presente Orazione, che in quell'occasione fu approvata da parecchi tribunali dell'Inquisizione e dalla Regina di Spagna. I suddetti Pater, Ave e Gloria possono essere recitati a beneficio di qualsiasi anima.
Quando avvenne il terremoto dell'Alta Italia ed in Francia, una fanciulla di nome Natalina, rimase per tre giorni sepolta sotto le macerie. Quando la liberarono, essa dormiva, con una copia di questa lettera addosso, non ostante non sapesse né leggere né scrivere.
Il 12 Marzo 1821, molti emigranti da San Giovanni Incarico, provincia di Caserta, partirono per l'America in cerca di lavoro. Durante il viaggio la nave fu sorpresa da un violento temporale e fu sommersa. Questo avvenne il giorno 19 festa di San Giuseppe. Su 667 persone che erano a bordo, soltanto 9 si salvarono ed ognuna di loro era in possesso di questa lettera di Gesù Cristo! I superstiti furono trovati quasi nudi, col solo gilet addosso, nella tasca del quale fu trovata la Lettera, asciutta e per nulla sciupata. Due dei sopravvissuti, Luigi Ceccaccio e Francesco Nero, della medesima città, fornirono ampie prove dell'avvenuto miracolo.
Un altro miracolo della Santa Lettera di Gesù Cristo, avvenne nell'isola Liri, pure in Italia. Un uomo dormiva pacificamente nel suo letto, quando una mano misteriosa lo scosse improvvisamente ed una voce tuonò: "Alzati e corri a ripararti in un angolo della casa!" Prontamente l'uomo ubbidì, giusto in tempo per vedere il pavimento precipitare in un abisso.
Miracolo fatto dalla Vergine Addolorata: -A tre miglia da Castelpetroso, in provincia di Campobasso, la tredicenne Maria Grazia Estasia Bibiana, stava guardando le pecore, in compagnia della madre, vicino ad un vecchio convento, quando improvvisamente apparve loro la Vergine Addolorata che le disse: "Venite con me nella vecchia Chiesa, dove mio figlio deve celebrare la Messa ed io la debbo servire". Andarono le due donne, e finito il Divino Servizio, la Vergine così parlò: "Mio Figlio è disgustato con la gente del mondo, poiché si commettono troppi peccati, il vizio trionfa ovunque e la religione è trascurata; terribili terremoti, peste, fame e guerra, metteranno l'umanità a dolorose prove. Va in Chiesa, non peccare, confessati regolarmente e fa la Comunione almeno una volta all'anno, così Egli perdonerà i tuoi peccati". E così detto, la Vergine scomparve.
Un miracolo più recente avvenne il 30 Giugno 1889. Alla stazione di Ancona quando il treno per Roma stava per partire, apparve una Signora, in lutto, che, non avendo il denaro necessario al viaggio, dovette rimanere a terra. Il treno partì, ma poco dopo si fermò e, nonostante vi fossero aggiunte 5 altre macchine, non vi fu modo di farlo muovere. Un certo Cavaliere Morelli, che alla stazione aveva notato la dama in lutto, tornò indietro e si offerse di pagarle il biglietto, offerta che fu accettata, a condizione che Essa potesse viaggiare sola. Il gentiluomo pagò 47 lire per un biglietto di prima classe e, non appena la Signora mise piede sul treno, questo partì come per incanto, tra lo stupore e la meraviglia di tutti. Arrivati a Roma, volendo il Cavaliere Morelli salutare la Signora, si recò nel vagone ove essa aveva preso posto, ma lo scompartimento era vuoto; sul sedile egli trovò 2000 lire in moneta, ed un biglietto, scritto il lettere d'oro, che diceva: "Io sono la Vergine Addolorata, e desidero dire ai peccatori del mondo che si devono convertire, credere in Dio e servirlo, altrimenti una grande calamità cadrà presto sulla Cristianità."
Sua Santità il Papa, il 2 Ottobre del 1889, ricevette una lettera in cui era scritto che se, per il futuro, il popolo non avesse rinunciato al demonio ed al mal fare e non avesse fatto promessa solenne di vivere bene, secondo la legge di Dio, sarebbe stato distrutto. Questa Lettera, mandata al Papa da Nostro signore Gesù Cristo, confermava il miracolo della Vergine Addolorata di Ancona e diceva che, nel Venerdì Santo, nessun visitatore si era recato al Santo Sepolcro; diceva inoltre che il popolo deve ricordare il Giorno del Giudizio, quando i Fedeli saranno premiati con la gloria del Paradiso ed i cattivi saranno cacciati in un tormento di fuoco e di indicibili sofferenze.
Il 2 Luglio 1889, quando una terribile inondazione distrusse ogni cosa, fece un numero innumerevole di vittime, i pochi superstiti, furono nella maggior parte dei casi, trovati in possesso di questa Lettera.
Durante il terribile terremoto, avvenuto nel Sud della Francia, che causò così grandi disastri e costò un numero incalcolabile di vite umane, un certo Giovanni Saltarello, fu sepolto vivo sotto i detriti di una casa crollata. Salvato dopo quattro giorni e quattro notti di quella terribile agonia, fu trovato in possesso di una copia di questa Santa Lettera.
Quando avvenne il miracolo della Vergine Addolorata di Ancona, la popolazione di Castelpetroso, provincia di Campobasso, fu così scossa dalla grazia divina, che riprese con fervore le pratiche religiose e pellegrinaggi e, d'accordo con le autorità, sia civili che religiose, decisero di costruire un grande Tempio, in onore della Beata Vergine.
Al 9 di Settembre, data stabilita per la posa della Prima Pietra, il Vescovo di Bojano, con l'arciprete don Achille Ferrari, accompagnati da dignitari ecclesiastici, autorità civili e da un numero immenso di fedeli, si recarono sul posto stabilito ove alcune centinaia di operai erano pronti per dare inizio ai lavori. Ma quando gli operai vollero dare principio agli scavi, in un lampo, gli strumenti sparirono di mano ai lavoratori ed agli occhi degli spettatori esterrefatti apparve la Vergine Addolorata che così parlò: "Perché scavate questa terra? Qui vicino, tra questi bellissimi boschi, voi troverete il Santuario che cercate". Confusa e senza parola la folla vide la figura della Vergine svanire, ascendendo verso il Cielo. Alcuni giorni dopo, a tre miglia di distanza, nelle vicinanze di un convento, fu trovata una cappella, di fiori e di stelle di oro, con tre magnifiche fontane, costruita da mano divina.
Nella solenne occasione dell'ultimo Giubileo Papale, Nostro Signore Gesù Cristo, apparve al Papa, che in quel momento sedeva sul Trono, circondato da Cardinali, Vescovi e Grandi Dignitari della Chiesa. Ed il Santo Spirito così parlò: "Popoli del mondo, abbandonate i vostri peccati, o la fine di esso sarà vicina!" E così detto scomparve. Allora tutti i presenti si gettarono ai piedi del Papa, implorando perdono e clemenza.
Crediamo dunque alla Santa Lettera di Nostro Signore Gesù Cristo, che ci può ottenere tante grazie e fare tanti miracoli!

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