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Fatima.
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"Re di Giustizia e Sapienza sperderò gli idoli delle false dottrine purgherò la Terra dai falsi profeti che in tanti errori vi hanno tratto."

Valtorta – quaderni - 11 dicembre 1943

Zac. 12‑13‑14

Dice Gesù:

«La mia Chiesa ha già conosciuto periodi di oscurantismo dovuti ad un complesso di cose diverse. Non si deve dimenticare che se la Chiesa, presa come ente, è opera perfetta come il suo Fondatore, presa come complesso di uomini presenta le manchevolezze proprie di ciò che viene dagli uomini.

Quando la Chiesa ‑ e per tale alludo ora alla riunione degli alti dignitari di Essa ‑ agì secondo i dettami della mia Legge e del mio Vangelo, la Chiesa conobbe tempi fulgidi di fulgore.

Ma guai quando, anteponendo gli interessi della Terra a quelli del Cielo, inquinò Se stessa con passioni umane!

Tre volte guai quando adorò la Bestia di cui (Apocalisse 13) parla Giovanni, ossia la Potenza politica, e se ne fece asservire.

Allora necessariamente la luce si oscurò in crepuscoli più o meno fondi, o per difetto proprio dei Capi assurti per arti umane a quel trono, o per debolezza degli stessi contro le pressioni umane.

Sono questi i tempi in cui vi sono i “pastori idoli” di cui già ho parlato (quaderni 9 dicembre 1943), conseguenza, in fondo, degli errori di tutti.

Perché se i cristiani fossero quali dovrebbero essere, potenti ed umili che siano, non avverrebbero abusi e intromissioni, e non verrebbe provocato il castigo di Dio che ritira la sua luce a coloro che l’hanno respinta.

Nei secoli passati, da quegli errori sono venuti gli antipapi e gli scismi, i quali, tanto gli uni che gli altri, hanno diviso le coscienze in due campi opposti provocando rovine incalcolabili d’anime.

Nei secoli futuri, quegli stessi errori sapranno provocare l’Errore, ossia l’Abominio nella casa di Dio, segno precursore della fine del mondo.

In che consisterà? Quando avverrà? Ciò non vi necessita di saperlo.

Vi dico solo che da un clero troppo cultore di razionalismo e troppo al servizio del potere politico, non può che fatalmente venire un periodo molto oscuro per la Chiesa.

Ma non temete.

La profezia di Zaccaria si salda come anello ad anello con quella di Giovanni. Dopo questo periodo di travaglio doloroso in cui, perseguitata da forze infernali, la Chiesa, come la mistica Donna di cui parla (Apocalisse 12) Giovanni, dopo esser fuggita per salvarsi rifugiandosi nei migliori e perdendo nella mistica (dico mistica) fuga i membri indegni, partorirà i santi destinati a condurla nell’ora che precede i tempi ultimi.

Mano di padre e di re avranno coloro che dovranno radunare le stirpi intorno alla Croce per preparare l’adunata del Cristo. Né una stirpe mancherà all’appello, coi suoi figli migliori.

Allora verrò Io e contro tutte le insidie a le astuzie, gli attentati e i delitti di Satana verso la mia terrena Gerusalemme - la Chiesa militante ‑ metterò il mio potere a difesa.

Spanderò il mio spirito su tutti i redenti della terra.

E anche coloro che ora soffrono, espiando le colpe dei padri, e che non sanno trovare salvezza perché non osano volgersi a Me, troveranno la pace perché, battendosi il petto, invocheranno ‑ in ben altra maniera dei padri loro (Matteo 27,25) ‑ su loro quel Sangue già sparso, e che goccia inesausto dalle membra che i padri loro hanno trafitto.

Come fontana Io starò in mezzo al mio gregge tutto ricomposto, e laverò in Me tutte le brutture passate che già il pentimento avrà iniziato a cancellare.

ALLORA, RE DI GIUSTIZIA E SAPIENZA, SPERDERÒ GLI IDOLI DELLE FALSE DOTTRINE, PURGHERÒ LA TERRA DAI FALSI PROFETI CHE IN TANTI ERRORI VI HANNO TRATTO.

Mi sostituirò Io a tutti i dottori, a tutti i profeti, più o meno santi o più o meno malvagi, perché l’ultimo ammaestramento deve essere mondo di imperfezione, dovendo preparare al Giudizio finale coloro che non avranno tempo di purgazione essendo tosto chiamati alla tremenda rassegna.

Il Cristo Redentore, la cui mèta è redimervi e che non lascia nulla di intentato per farlo, e già va iniziando e accelerando il suo secondo ammaestramento per controbattere con voce di verità le eresie colturali, sociali e spirituali, sorte per ogni dove, parlerà coi segni del suo Tormento. Fiumi di luce e di grazia usciranno dalle mie Piaghe, ferite che hanno ucciso il Figlio di Dio ma che sanano i figli dell’uomo.

QUESTI VIVI CARBONCHI DELLE MIE PIAGHE SARANNO SPADA AGLI IMPENITENTI, AGLI OSTINATI, AI VENDUTI A SATANA, E SARANNO CAREZZA AI “PICCOLI” CHE MI AMANO COME PADRE AMOROSO.

Sulla loro debolezza scenderà questa carezza del Cristo a fortificarli, e la mia mano li convoglierà verso la prova nella quale solo chi mi ama di amor vero resiste.

Una terza parte.

Ma questa sarà degna di possedere la Città del Cielo, il Regno di Dio.

Allora verrò, non più Maestro ma Re, a prendere possesso della mia Chiesa militante, ormai fatta Una e Universale come la mia Volontà la fece.

Cessato per essa il secolare travaglio.

Vinto per sempre il Nemico.

Mondata la Terra dai fiumi della Grazia scesa per un’ultima volta su di essa a farla come era al principio, quando il Peccato non aveva corrotto questo altare planetario destinato a cantare con gli altri pianeti le lodi di Dio, e per la colpa dell’uomo divenuto base al patibolo del suo Signore fatto Carne per salvare la Terra.

Vinti tutti i seduttori, tutti i persecutori che con ritmo incalzante hanno turbato la Chiesa mia sposa, Essa conoscerà la tranquillità e la gloria.

Insieme saliremo per un’ultima ascensione, Io ed i miei santi, a prendere possesso della Città senza contaminazione, dove è preparato il mio trono e dove tutto sarà nuovo e senza dolore. Immersi nella mia Luce regnerete meco nei secoli dei secoli.

Questo vi ottiene Colui che per voi si è incarnato nel seno di Maria ed è nato a Betlemme di Giuda per morire sul Golgota.»
_Rosetta
Sempre bello rileggere Maria Valtorta