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Questo è il mio Corpo. Di Marziale Stilita

Proviamo a tagliare il nodo gordiano su alcuni dubbi ancora tenacemente persistenti come cozze sullo scoglio, circa le Parole usate dalla Chiesa per la Consacrazione e del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo, con un fatto, con un evento miracoloso.

Ecco quanto accadde ad un Sacerdote francescano nel 1.200, e descritto nel Fioretto 53 de “ Fioretti di san Francesco” :

“Finalmente giugnendo all’atto della Consecrazione, e detto la metà delle parole sopra l’ostia, cioè Hoc est enim, per nessuno modo potea procedere più oltre, ma pure repetia queste medesime parole, cioè Hoc est enim; e la cagione perché non potea procedere più oltre, si era che e’ sentia e vedea la presenza di Cristo con moltitudine di Agnoli, la cui maestà non potea sofferire; e vedea che Cristo non entrava nella ostia, né ovvero che l’ostia non si transustanziava nel corpo di Cristo se egli non proferia l’altra metà delle parole, cioè corpus meum.

Di che stando egli in questa ansietà e non procedendo più oltre, il guardiano e gli altri frati ed eziandio molti secolari ch’erano in chiesa ad udire la messa, s’appressarono allo altare e stavano ispaventati a vedere e a considerare gli atti di frate Giovanni; e molti di loro piagnevano per divozione.

Alla perfine, dopo grande spazio, cioè quando piacque a Dio, frate Giovanni proferì Corpus meum ad alta voce; e di subito la forma del pane isvanì, e nell’ostia apparì Gesù Cristo benedetto incarnato e glorificato, e dimostrogli la umiltà e carità la quale il fece incarnare della vergine Maria e la quale il fa venire ognindì nelle mani del Sacerdote quando consacra l’ostia.

Per la qual cosa egli fu più elevato in dolcezza di contemplazione. Onde levato ch’egli ebbe l’Ostia e il calice consacrato, egli fu ratto fuori di se medesimo; ed essendo l’anima sospesa dalli sentimenti corporali, il corpo suo cadde indietro, e se non che fu sostenuto dal guardiano, il quale gli stava dietro, cadea supino in terra.“


Sembra dunque che appena il Sacerdote finisce di pronunciare “Meum, Mio” immediatamente: "nell’ostia apparì Gesù Cristo benedetto incarnato e glorificato”.

Immediatamente: ”Così si legge che avendo Cristo detto: "Effeta, cioè: Apriti, subito ad un uomo si aprirono gli orecchi e si sciolse il nodo della lingua". Summa IIIª q. 75 a. 7 arg. 1

Sembra dunque, anche, che pure le Parole successive “…in sacrificio per voi” e quelle proferite per il vino "…versato per voi e per molti (tutti) in remissione dei peccati” non siano fondamentali per la Consacrazione.

Affinché avvenga la Transustanziazione sembra dunque che valgano solamente queste Parole di NS Gesù Cristo :” Questo è (pausa) il mio Corpo.Questo è (pausa) il mio Sangue”.Pronunciate in qualsiasi lingua.

Il Sacrificio, la Messa, può durare anche solamente i pochi secondi della Consacrazione.

Il Concilio di Firenze (1439) dichiara: “Tutti i Sacramenti sono resi perfetti da tre realtà: dagli elementi come materia, dalle parole come forma, e dalla persona del ministro che celebra il Sacramento con l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa: se una di queste manca, non si celebra il Sacramento”

Tutto quello che nei secoli si è aggiunto a quelle brevi e semplici Parole, come anche le splendide Cattedrali, serve solamente per dar maggior Gloria a Dio, ed a cercare di far entrare l’uomo il più possibile dentro il Mistero : e non è certo poca cosa!