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Beato Contardo Ferrini Terziario fancescano - 17 ottobre "Appare nei suoi scritti prima di tutto un quadro del mondo in cui egli vive. E' un mondo di volgarità, un mondo di bestemmia e di corruzione. Imperversano la massoneria, l'anticlericalismo e la corruzione dei costumi.

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A Milano, c’erano furori patriottici e venti di guerra, quando il 4 aprile 1859, nacque Contardo, figlio di Rinaldo Ferrini e di Luigia Buccellati. Nella sua famiglia, però, c’era soltanto un …More
A Milano, c’erano furori patriottici e venti di guerra, quando il 4 aprile 1859, nacque Contardo, figlio di Rinaldo Ferrini e di Luigia Buccellati. Nella sua famiglia, però, c’era soltanto un grandissimo amore a Gesù e alla Chiesa, anche quando attorno suonavano le fanfare contro l’Austria per il nascente regno dei Savoia.
I suoi genitori lo educarono alla fede e alla preghiera. Lo spirito integerrimo del papà, intessuto di fede e di azione, fin da bambino lo condusse verso l’alto. Contardo, già da ragazzo sentì crescere in sé il desiderio di amare soltanto il Signore, in verginale dedizione, corrispondendo al suo amore con una vita interiore intensa di meditazione, di Confessione e di Comunione frequenti e regolari.

Un ragazzo prodigio

Avviato agli studi, assai intelligente, si impegnò con grandissimo profitto, conseguendo la licenza liceale presso il collegio delle Orsoline di Sant’Ambrogio nel 1876 a soli 17 anni. Nel tempo del positivismo, negatore di Dio e del Cattolicesimo, apparve come uno studioso maturo e un cattolico coerente, a fronte alta, con il nome di Gesù non solo nella mente ma anche sulle labbra.
Per continuare gli studi, ottenne un posto gratuito al Collegio Borromeo di Pavia, dove si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza di quella celebre Università. I professori e i condiscepoli si trovarono presto urtati dalla sua professione di fede aperta e sicura e qualcuno prese a deriderlo soprannominandolo “San Luigi” in segno di scherno.
Ma Contardo rispondeva con la sua tempra: colto, preparatissimo, sempre con risultati brillanti agli esami, forte nella fede e disinvolto e gioioso nel suo stile di vita. Delicato e gentile, amava la poesia, soprattutto nella contemplazione del grande libro della natura, scalando le vette delle Alpi.
Nel 1880, a 21 anni, battendo ogni primato, conseguì la laurea con una tesi sul contributo che lo studio dei poemi di Omero e di Esiodo diedero alla storia del diritto penale. La commissione d’esame si trovò davanti non un allievo, ma un maestro, nonostante la sua giovanissima età.
Contardo sarà, da quel giorno, un modello di laico cattolico, nella fede vissuta e nella profonda preparazione e competenza professionale.

Autore: Paolo Risso

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Io non saprei concepire una vita senza preghiera, uno svegliarsi al mattino senza incontrare il sorriso di Dio; un reclinare il capo la sera, senza il pensiero a Dio. Una tal vita dovrebbe assomigliare a notte tenebrosa, arida per un tremendo anatema di Dio... come si possa durarla in tale stato è per me un mistero. Io supplico il Signore che la preghiera non abbia mai a morire sulle mie labbra. Sì, perché quel giorno che tacesse la preghiera, vorrebbe dire che Dio mi ha abbandonato
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