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La Lanterna dei morti a Sarlat

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Sarlat-la-Canéda è una cittadina francese del Périgord, nel dipartimento della Dordogna. La sua storia inizia nel Medioevo quando il borgo si sviluppa intorno all’abbazia benedettina. Ma il suo periodo d’oro è il Cinquecento quando le nuove famiglie della nobiltà locale creano prosperità e costruiscono le loro dimore nello stile artistico e nello spirito umanistico del Rinascimento. L’antica abbazia benedettina è stata intanto promossa al rango di vescovado e la chiesa romanica è stata distrutta per far posto alla nuova cattedrale dedicata a Saint-Sacerdos.

La lanterna dei morti di Sarlat

Tra i resti dell’abbazia, alle spalle dell’abside della cattedrale, sopra il cimitero e i superstiti arcosoli tombali, spicca ancora oggi la Lanterna dei Morti, un’impressionante torre cilindrica a forma di missile, puntata verso il cielo. Vi si accede con una rampa di scale al termine di una stretta stradina. Sulle pareti si aprono finestre e al culmine della volta a costoloni, la chiave di volta raffigura l’Agnus Dei, l’agnello crucifero, simbolo del Cristo risorto.

L’interno della torre-lanterna

La lanterna dei morti è un edificio in muratura, di forma variabile, tipico di alcune zone dell’Europa centrale. In genere è cavo e allungato, in forma di torre. Alla sommità si trova un locale aperto (con almeno tre aperture) in cui, al crepuscolo, veniva un tempo issata una lampada accesa che secondo la tradizione serviva come guida per i defunti. Di questo “fanal” sono state proposte diverse interpretazioni simboliche, anche se il senso resta controverso ed enigmatico.

La volta della torre con l’Agnus Dei

Probabilmente il significato di questa torre-lanterna va recuperato alla luce della liturgia pasquale del XII secolo praticata dai monaci della locale abbazia benedettina, dedicata al Salvatore. La torre sarebbe stata un’interpretazione del cupola del Santo Sepolcro di Gerusalemme come era rappresentata sin dal quarto secolo: una torre circolare, con una porta al primo livello che dava accesso alla Tomba di Cristo, e un secondo livello con un baldacchino a quattro colonne. Nei giorni del triduo pasquale, i monaci vi venivano in processione per pregare sull’altare della reposizione e visitare il “sepolcro”. I monaci potevano quindi sedersi sulla panchina in esedra per meditare sulla morte e la risurrezione di Gesù.

Lo spettatore di Piazza della Libertà