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On. Vittorio Sgarbi, Avvocati e Magistrati: gli articoli 155, 533, 152 e 85 parlano chiaro: «È vietato comparire mascherato in luogo pubblico»

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Mascherine obbligatorie in Lombardia? Borrelli: "Io non la uso perché rispetto le distanze"

www.milannews.it/news/mascherine-obbl…

Un cittadino ha denunciato il direttore di un autogrill per istigazione a commettere un reato (legge 155 del 2005 del codice penale). In sostanza, le misure antiterrorismo (citato decreto-legge n. 144 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 155 del 2005), rendono più severa la novellata legge n. 152 del 1975, che proibisce di circolare in luoghi pubblici con il viso coperto: la pena passa da sei mesi o un anno di reclusione a uno o due anni di reclusione e all’ammenda da 1.000 a 2.000 euro.

Premesso che il direttore dell’autogrill o qualsiasi titolare di un attività sono costretti a imporre questa regola, pena la sanzione e chiusura dell’attività commerciale, c’è da dire che se tutti si ribellassero a questa assurda e illegittima direttiva, a partire dai gestori stessi, il governo non avrebbe armi per combattere. Gli articoli 155, 533, 152 e 85 parlano chiaro: «È vietato comparire mascherato in luogo pubblico»

https://www.ogginotizie.info/ogginotizie/denunciato-un-direttore-di-autogrill-per-istigazione-a-commettere-reato/


Prisco sul reato di indossare la mascherina

È illegale anche da un altro punto di vista, perché il testo unico delle leggi per la pubblica sicurezza dice che è vietato andare in giro in luoghi pubblici a volto mascherato, o travisato, in modo da non essere riconoscibili. Qui qualcuno potrebbe obiettare dicendo che c’è un’emergenza adesso. Ma l’obbligo di usare la mascherina è stato sancito con ordinanze regionali per quanto riguarda la circolazione all’aperto e con DPCM, che sono sempre atti amministrativi, per quanto riguarda l’utilizzo nei luoghi chiusi.

Queste norme non sono leggi, sono atti amministrativi, e come tali sono subordinati alle leggi, tanto più alla legge penale. Per una gerarchia delle fonti del diritto, le ordinanze, in quanto atti amministrativi, non possono andare contra legem. Anche se fosse vero che c’è un’emergenza, che giustifica una deroga alla legge penale che vieta di andare in giro a volto coperto, comunque si dovrebbe prevedere questo obbligo della mascherina con una legge di pari rango e deroga alla legge penale. Dove questo non fosse fatto io potrei essere condannato penalmente, anche a una sanzione pecuniaria, per aver girato a volto coperto commettendo un reato.

Quindi c’è un paradosso. Come mi potrei difendere davanti a un giudice? Non potrei. Ottemperare una norma amministrativa di rango inferiore a una norma penale, mi espone alla sanzione per la norma penale violata.

Poi c’è il principio di costituzionalità, perché l’articolo 32 della Costituzione sancisce le modalità di obbligo di trattamenti sanitari che poi sono previste dalla legge 833/78 che ho citato prima. Ma c’è anche il diritto alla salute che viene prima della possibilità di obbligare a trattamenti sanitari in virtù della salute pubblica. Quindi se la mascherina fa male o va a minare la mia salute o la mia vita sono libero di non usarla nell’esercizio del diritto alla salute.


Come comportarsi davanti ai pubblici ufficiali

Inoltre c’e la libertà individuale, sancita dall’articolo 13 della Costituzione. È una costrizione non poter uscire se non hai la mascherina, non poter entrare in un posto senza mascherina. Ma anche la libertà di movimento e circolazione sancita nell’articolo 16 viene violata. Quindi c’è ancora una compressione di diritti costituzionali a partire da norme che in realtà sono del tutto subordinate, cioè norme di rango amministrativo.

Molto spesso capita di leggere di abusi di potere da parte delle forze dell’ordine che negli ultimi tempi hanno fatto parlare molto di loro. Ma un povero cittadino che dimentica la mascherina, che non può o non vuole indossarla a causa delle conseguenze, come deve comportarsi? Avvocato Prisco, come può difendersi un cittadino avendo la legge dalla sua parte?

In questo caso vale la regola che la miglior difesa è l’attacco. Il pubblico ufficiale esercita un potere e questo potere gli è delegato dalla legge, dal popolo e dai rappresentanti del popolo. Giurano di difendere la Costituzione e le leggi della Repubblica, quindi nel momento in cui il pubblico ufficiale disattende una norma di rango costituzionale o una norma di rango legale (come quella sul girare a volto coperto), dobbiamo richiamarlo al suo giuramento e ai suoi doveri, poiché sarebbe troppo semplice dire “ho soltanto eseguito gli ordini”.

Ma se l’ordine arriva da un DPCM il pubblico ufficiale non può soprassedere al suo compito di difendere le leggi e prima ancora la Costituzione. Se una legge è contraddetta da un atto amministrativo non può rispondere “sta al magistrato disattenderlo” perché è loro compito far rispettare la legge. Altrimenti ricadiamo nel processo di Norimberga dove tutti dicono “io eseguivo gli ordini” e allora ogni nefandezza è lecita.


L’avvocato Prisco suggerisce la dichiarazione da mettere a verbale

Io ho suggerito alle persone che mi si sono rivolte di fare una dichiarazione a verbale molto precisa: “Reso edotto il pubblico ufficiale (nome e cognome) che la Costituzione prevede questo…, che testo unico delle leggi per la pubblica sicurezza sancisce questo…, che le norme che vincolano l’uso della mascherina sono di rango amministrativo e quindi non possono derogare né la Costituzione, né le leggi ordinarie e della sua responsabilità in sede civile e penale, il pubblico ufficiale comunque decide di irrogare la sanzione assumendosi ogni responsabilità personale derivante da questa decisione e da questa condotta”. Il verbale sarà poi firmato dal multato e dal pubblico ufficiale. Voglio vedere in quanti firmeranno un foglio per cui rischiano una denuncia e una causa civile per il risarcimento dei danni, che viene automatica quando si violano i diritti costituzionali e le leggi penali e civili.

Studi scientifici parlano dei danni che una mascherina può provocare ad adulti e bambini. Però per la riapertura delle scuole i bambini saranno costretti a indossarla. I genitori cosa possono fare per proteggere i loro figli? Possono rifiutarsi rimanendo nella legalità?

Torniamo al discorso di prima. Se vietassero l’accesso a scuola ai bambini senza mascherina commetterebbero un abuso al diritto costituzionale all’istruzione che non può essere compresso per DPCM e nemmeno per decreto legge. Abbiamo già un precedente che è la legge Lorenzin del 2017, dove il decreto legge inizialmente prevedeva l’esclusione da scuola anche dei bambini oltre i 6 anni e poi è stato modificato perché sarebbe stato in violazione al diritto costituzionale all’istruzione. Non si può imporre la mascherina a scuola. Questo è l’argomento su cui far leva, dopo di che è altrettanto chiaro che dovrebbero essere i genitori a unirsi e ad andare contro le istituzioni e le scuole per rivendicare questo diritto.


Il motivo per cui continuano con la strategia del terrore

Molti medici si stanno esponendo: chi inviando un’istanza in autotutela alle istituzioni, chi affermando in TV o in radio che ormai la posizione del Governo è immotivata. Avvocato Prisco perché continuano con questo terrorismo?

Io la mia risposta ce l’ho, anche se non posso darla in veste di avvocato, perché non è di mia competenza. Può essere etichettata “complottista” ma è chiaro che è un disegno preordinato perché c’è un fine ultimo di distruzione dell’economia che non sta succedendo per caso. Anche il mantenimento di queste misure di sicurezza, al di fuori di qualunque necessità o possibilità di contagio, è chiaro che è deliberato per provocare un effetto e un ripensamento sociale. Senza fare troppe dietrologie richiamerei il discorso che Conte ha fatto il 29 agosto 2019 dove ha detto che lui assumeva come ideale di società un nuovo umanesimo e secondo me in quella dichiarazione si cela la risposta a tutto quanto.


www.oltre.tv/avvocato-prisco…