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MESE MARIANO

- Beato Alano della Rupe: I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO DELLA RUPE

- Terzo Sermone di San Domenico: Le quindici Regine delle Virtù.

- Visione del Popolo di Bretagna, che San Domenico rivelò al Novello Sposo di Maria.


"Il Rosario, che è il Salterio della
Santissima Trinità, abbellisce il mondo dei
Tesori delle Grazie e dei Prodigi, e decora
anzitutto la Chiesa di Rose e di Gigli di
Primavera.
San Gerolamo distingue le Grazie in
tre parti: Moralità, teologiche e
Soprannaturali.

Esse hanno la loro ragion d’essere
nell’Incarnazione del Cristo: è a partire da
Lui che le distinzioni sono state concepite.
(Ed è per Lui) che esse non avranno
mai fine, avendo esse (in se stesse) la
medesima potenza della Sua Parola: e,
coloro che pregheranno queste parole di
vita, conseguiranno anche i Beni contenuti
in (queste) preghiere.
Quelle parole (di vita), infatti, sono
contenute in due preghiere, o formule, con
le quali si prega e si adora Dio, ovvero il
Pater Noster e l’Ave Maria, che, secondo
Sant’Anselmo, sono i Giardini dove
fioriscono le straordinarie Grazie Divine.
Scrive il Crisostomo: “Quale Bene mai
non si troverà nel Pater Noster, che ci è
stato dato dal Sommo Bene?”.
E Sant’Agostino: “Straordinaria
Dolcezza di Dio, che ha racchiuso in poche
meravigliose parole le incommensurabili
Altezze della Sapienza divina!
Egli che nel Pater Noster ha dipinto
così bene la Salvezza del mondo”.
Ad ognuna delle 15 espressioni (del
Pater Noster) corrispondono 15 illustri
Giudici delle Virtù.
Di esse, della loro natura e valore, si
parlerà a seguire.

RACCONTO DEI FATTI

I. San Domenico, novello Apostolo nel
mondo, era andato in Bretagna a predicare
le meraviglie del Vangelo e del Rosario, dal
momento che sua madre, figlia di un
condottiero della Bretagna, era originaria
del posto.
Egli venne ascoltato con grande
attenzione, non solo perché discendente di
un avo così illustre, ma assai più per la
rinomata fama di santità, attestata dai
miracoli che Dio compiva mediante lui.
Egli avrebbe risollevato il mondo dalle
acque dei peccati, fondando l’insigne Ordine
dei Predicatori di Dio, della Madre di Dio e
dei Santi, come poi avvenne: scrive
Sant’Ambrogio che è solito “Dio concedere
ai Fondatori degli Ordini, doni di gran lunga
maggiori rispetto a coloro che ne
seguiranno le orme e da (tali doni) dovranno
attingere sostegno, conforto ed
arricchimento”.
San Domenico, seguendo le orme di
Sant’Agostino, si affaticava nel corpo e
nello spirito a predicare eccellentemente
sulle virtù e i loro premi, e sui vizi e i loro
castighi.
La Divina Bontà lo avrebbe poi
illuminato, per illuminare (gli altri). Ciò
avvenne più tardi, durante una meravigliosa
predicazione sul Rosario.
Queste cose il medesimo Padre (San
Domenico) si degnò di rivelarle ad un suo
Figlio devoto, il Novello Sposo di Maria, a
cui egli apparve non molto tempo fa.

II. 1. San Domenico soleva raccogliersi
in profonda preghiera, recitando il Rosario,
ogni qualvolta doveva accingersi a parlare:
chiedendo vivamente al Cielo di ispirargli e
porre sulle sue labbra il Sermone che
doveva pronunziare, affinchè fosse gradito e
utile al popolo.

2. Dopo aver pregato la Corona (del
Rosario) egli si accinse subito dopo alla
celebrazione della Santa Messa (nella quale
spessissimo aveva estasi e rivelazioni), e,
all’inizio del Canone, durante il consueto e
primo “memento” per i vivi, mentre era
assorto nelle realtà Divine, si bloccò e entrò
in estasi più di un’ora, e rimaneva immobile
in contemplazione, così rosso fuoco in volto,
che dal suo capo esalavano vapori, prova
evidente della presenza in lui del fuoco dello
Spirito Santo.
Il Re di Francia, la sua Corte, che
assistevano alla Santa Messa, erano attoniti
e meravigliati; e così pure moltissimi del
popolo, che erano presenti per il desiderio
di ascoltarlo, a motivo della sua fama di
santità.

3. Protraendosi a lungo (quell’estasi), il
Re e la Consorte si avvicinarono al Santo,
dal momento che nessuno dei presenti se la
sentiva di parlargli sottovoce, e tentarono
più volte di tirarlo dalla veste, perché
avevano timore di toccarlo.
Ciò destò negli animi del Re e della
Regina meraviglia e pensieri, che si
scambiavano mutuamente, parlandosi
all’orecchio.
Stupore e timore agitava grandemente
i (loro) animi, e si domandavano cosa stava
succedendo.
Tutti erano certi si trattasse di un
fatto soprannaturale.

4. Coloro che assistevano come
testimoni a quell’evento straordinario,
avvertivano nei loro animi una sublime ed
ineffabile dolcezza ed una calma come se si
fossero nutriti di celeste Ambrosia.
A motivo di ciò, sulle goti sia degli
uomini che delle donne scendevano
silenziosamente dolci lacrime spontanee.
E, sebbene non riuscissero ancora a
comprendere pienamente cosa stesse
accadendo, i loro animi erano tutti
meravigliosamente rapiti dallo straordinario
sacerdote.
Che altro potevano fare se non
rimanere in silenzio e aspettare che
(l’estasi) terminasse?
Frattanto l’Uomo di Dio, ritornato in sé,
continuava la Santa Messa da dove era
rimasto.

III. E quando, pronunciò distintamente
le Sacre Parole istituite dal Cristo per la
transustanziazione dell’Ostia, ecco che le
Specie si mutarono nel Sacramento.

1. Ed ecco che al momento
dell’elevazione, quando (l’Ostia) era
sollevata in alto per l’adorazione, e gli occhi
di tutti i fedeli erano fissi in adorazione
dell’Ostia tre volte Santissima: ed ecco, che
tutti videro con i loro occhi, tra le mani del
Sacerdote, il Signore Gesù, Salvatore del
mondo, non già velato dalle specie del pane,
ma come un Bambinello di tenera età, che
la Madre di Dio pudicamente allattava al
Suo Seno.

2. E, allo stesso tempo, nella
medesima visione contemplavano in una
luce superiore allo splendore del sole, la
Donna vestita di sole e coronata di dodici
stelle, quale la vide nell’Apocalisse San
Giovanni.
Si vedeva l’incantevole Bambinello
(Gesù) succhiare il Latte al Seno della
Madre di Dio: l’Amorevole Signora,
prendendo con delicatezza la manina del
Figlio, benediceva il popolo con il segno
della Croce.

3. Il Sacerdote, dopo aver deposto
l’Ostia tre volte Santissima sul Sacro
Corporale di lino, si apprestò a consacrare il
Calice.
Ed ecco, durante l’elevazione del
Santissimo Sangue, tutti, per la seconda
volta, videro coi loro occhi il Salvatore del
Mondo Gesù che era Crocifisso, e la Croce
fuoriusciva dal Santissimo Calice.
Videro accanto a Lui, Maria
Santissima, che raccoglieva il Sangue del
Figlio e lo spandeva sul mondo, per sanarlo
e salvarlo.
IV. Tuttavia, in entrambe le
meravigliose visioni, essi videro anche altro:

1. Infatti, sia nella Santissima Ostia,
che nel Santissimo Calice essi videro 15
Regine d’infinita luminosità, bellezza e
splendore: essi durante la visione
compresero bene che si trattava delle 15
Supreme Virtù.

2. Tutto pareva loro così incantevole e
amabile, ma ecco che ciascuno nelle Virtù
scorgeva i propri peccati nella loro gravità,
ed erano orribilmente sconvolti negli animi.
Quella visione arrecava loro gaudio e
mestizia!

3. E, sinceramente pentiti, si
prostrarono a terra, piangendo a dirotto e
singhiozzando dall’intimo del cuore.
Gli occhi, i visi e i costati ricoperti di
lacrime attestavano che sarebbero morti in
quell’istante dal dolore che era capace di
squarciare i loro costati e spezzare i loro
cuori, se non fosse intervenuta la Grazia di
Dio a frenare lo sgomento e fugare il
pericolo.

4. Dopo aver concluso, dunque, i riti
conclusivi della Santa Messa, San Domenico
fece un breve ringraziamento, come era
solito fare, e, subito dopo, salendo
sull’ambone, benedisse il popolo con un
crocifisso, e iniziò a parlare."

(Beato Alano della Rupe o.p.:
I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO
Libro III: CAPITOLO V )


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"...Ed ecco che al momento dell’elevazione, quando (l’Ostia) era sollevata in alto per l’adorazione, e gli occhi di tutti i fedeli erano fissi in adorazione dell’Ostia tre volte Santissima: ed ecco, che tutti videro con i loro occhi, tra le mani del Sacerdote, il Signore Gesù, Salvatore del mondo, non già velato dalle specie del pane, ma come un Bambinello di tenera età, che la Madre di Dio …More
"...Ed ecco che al momento dell’elevazione, quando (l’Ostia) era sollevata in alto per l’adorazione, e gli occhi di tutti i fedeli erano fissi in adorazione dell’Ostia tre volte Santissima: ed ecco, che tutti videro con i loro occhi, tra le mani del Sacerdote, il Signore Gesù, Salvatore del mondo, non già velato dalle specie del pane, ma come un Bambinello di tenera età, che la Madre di Dio pudicamente allattava al Suo Seno... E, allo stesso tempo, nella medesima visione contemplavano in una luce superiore allo splendore del sole, la Donna vestita di sole e coronata di dodici stelle, quale la vide nell’Apocalisse San Giovanni..."