Israele, i soldati-archeologi riportano alla luce un monastero di 1500 anni

Il convento cristiano-bizantino potrebbe essere sorto in prossimità della tomba di Hannah, protagonista femminile della Bibbia e madre del profeta Samuele

12 Agosto 2022

I soldati di Israele si riscoprono archeologi. E riportano alla luce un convento di 1500 anni con pavimento a mosaico e antiche iscrizioni. Il mese scorso decine di militari israeliani sono stati protagonisti dell’eccezionale ritrovamento: un complesso conventuale di suore a Horbat Hani, ai piedi delle basse colline a est di Shoham, nel centro del Paese mediorientale. Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe dei resti di un monastero cristiano bizantino del VI secolo, probabilmente dedicato ad Hannah, protagonista femminile della Bibbia, moglie di Elkanà e madre di Samuele, il profeta che ungerà Davide come re d’Israele.

Il convento potrebbe sorgere in prossimità della tomba di Hannah

In base ai reperti sembra che il luogo fosse abitato da donne. Secondo gli studi degli archeologi dell’Iaa, l’Autorità per le antichità israeliane, diverse circostanze porterebbero a credere che il convento di Horbat Hani possa essere sorto in prossimità della tomba di Hannah. “Nell’originario scavo sono stati scoperti due edifici, uno dei quali era una chiesa pavimentata con un mosaico colorato raffigurante scene faunistiche e vegetali, un androne, i dormitori delle monache, celle eremitiche, una torre con stanze e un cripta e un complesso funerario sotterraneo”, ha spiegato Issy Kornfeld, direttore degli scavi per conto dell’Israel antiquities authority.

“L’altro edificio, invece, comprendeva una cucina, una sala da pranzo e una locanda per i pellegrini”. Lo scavo originale ha anche portato alla luce alcuni scheletri femminili, forse di donne che cercavano di essere sepolte in prossimità della figura santificata di Hannah. “L’iniziativa congiunta dell’Iaa con la Nature defense forces project crea un’opportunità per ogni soldato e ufficiale dell’esercito”, ha sottolineato Eli Eskosido, direttore dell’Autorità per le antichità israeliane. “L’adozione di siti archeologici nelle basi dell’esercito e nelle zone militari e la creazione di mostre archeologiche nelle basi dell’esercito consolidano ulteriormente il forte legame tra la difesa dello Stato di Israele e la protezione dei siti antichi e del nostro patrimonio culturale”.

Israele, i soldati-archeologi riportano alla luce un monastero di 1500 anni