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SAN PIO V, IL PAPA DELLA SANTA MESSA E DI LEPANTO - Intervista a Don Ugolino Giugni. E SI ACCORDINO NELL'ANIMO E NELL'OPERA. S. Pio V, Papa O.P. (225°) dal 1556 al 1572 (memoria facoltativa) Pio …More
SAN PIO V, IL PAPA DELLA SANTA MESSA E DI LEPANTO - Intervista a Don Ugolino Giugni.

E SI ACCORDINO NELL'ANIMO E NELL'OPERA. S. Pio V, Papa O.P. (225°) dal 1556 al 1572 (memoria facoltativa)

Pio V, nasce a Bosco Marengo nel 1504, dalla nobile Famiglia Ghisleri, al battesimo fu chiamato Michele, nome che tenne anche da religioso.

A 14 anni prese l’abito Domenicano e sotto la tutela di Maria germogliò in lui quell’angelica pietà che fu l’anima e il segreto di tutta la sua vita.

Iniziò la carriera apostolica con l’insegnamento a Bologna e a Pavia. Successivamente fu chiamato a difendere la fede, minacciata in Italia dall’eresia di Lutero che stava oltrepassando le Alpi. Michele Ghislieri fu nominato Grande Inquisitore Generale, titolo che a nessun altro passò. Parve allora rivivere in lui un'altra Gloria dell’Ordine, S. Pietro da Verona, e se non dette il sangue, prodigò fatiche e sudori.

Papa Paolo IV (Giovanni Pietro Carafa, 1555-1559) lo nominò Vescovo di Nepi e Sutri e due anni dopo lo creò Cardinale del titolo di Santa Maria Sopra Minerva. Il suo successore, Pp Pio IV (Giovanni Angelo Medici, 1559-1565), lo trasferì alla Sede di Mondovì dove la fede era più minacciata, richiamandolo poi a Roma dove si richiedeva la sua scienza e la sua illuminata prudenza.

Alla morte di Pio IV i Cardinali, riunitisi in Conclave, lo elessero Papa.

Il 12 gennaio 1566, Pio V tracciò le linee del suo servizio pastorale: riformare la Chiesa secondo il Concilio Tridentino, mantenere la pace tra gli Stati cristiani, sconvolti dalla scissione protestante, e allontanare la minaccia dell’invasione turca.

Ai primi adulatori che si fecero avanti rispose secco:Dio mi ha chiamato per servire la Chiesa, non perché la Chiesa serva me!” Ai parenti fece capire subito che non dovevano aspettarsi favori o privilegi, a loro doveva bastare di essere “i parenti del papa”.

Iniziò l’opera di attuazione dei decreti conciliari, partendo dal cuore della Chiesa: la preghiera, e il suo centro: l’Eucaristia. Il Concilio aveva sollecitato un rinnovamento liturgico e Pio V lo compì; curò la compilazione del “Catechismo del Concilio di Trento per i parroci”, un compendio delle verità rivelate che li aiutasse nella formazione dei fedeli; istituì la Congregazione che esaminasse i libri e pubblicasse l’indice di quelli proibiti, e istituì una commissione che preparasse un testo latino ufficiale e corretto della Sacra Scrittura. Intanto favorì nuovi metodi per gli studi biblici, pubblicando la “Bibliotheca Sancta” del domenicano Sisto di Siena.

In fedeltà alle decisioni conciliari, inoltre, richiese con fermezza ai vescovi che risiedessero nelle proprie diocesi, ai parroci nelle proprie parrocchie: la riforma occorreva cominciarla da chi era chiamato a “pascere il gregge di Dio”. Egli, in quanto vescovo di Roma, si preoccupò di incrementare la vita di fede, l’istruzione catechistica dei fanciulli, di ascoltare e sovvenire i poveri, di favorire opere di utilità pubblica, come dotare la città del primo lanificio, far giungere l’acqua migliore alle fontane, prosciugare le paludi.

La sua gloria più grande fu la celebre vittoria contro i Turchi del 7 ottobre 1571 riportata dalle forze cristiane da lui animate e che salvò in Europa la civiltà e la fede.

Grato a Maria, sua celeste alleata, istituì la festa del Rosario.

Sia da vescovo, che da cardinale, che da Papa, visse sempre come un povero religioso.

Passò gli ultimi giorni di aprile del 1572 a letto, tra forti sofferenze; muore la sera del 1° maggio; si concludevano 6 anni di un pontificato memorabile.

Papa Sisto V (Felice Peretti, 1585-1590), decise che il suo sepolcro rimanesse in S. Maria Maggiore, come dire “in casa della Madonna”: il papa del Rosario poteva forse desiderare di meglio?

Papa Pio V fu beatificato a 100 anni esatti dalla morte, il 1° maggio 1672, da Pp Clemente X (Emilio Altieri, 1670-1676) e dichiarato santo da Pp Clemente XI (Giovanni Francesco Albani, 1700-1721) il 22 maggio 1712.

Fonti principali: enrosadira.it; domenicanecaterina.org (“RIV./gpm”).
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✍️ III Domenica di Pasqua

Atti degli Apostoli 2,14.22-33.

Nel giorno di Pentecoste, Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: "Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole:
Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli,…More
✍️ III Domenica di Pasqua

Atti degli Apostoli 2,14.22-33.

Nel giorno di Pentecoste, Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: "Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole:
Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -,
dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso.
Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.
Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; poiché egli sta alla mia destra, perché io non vacilli.
Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua; ed anche la mia carne riposerà nella speranza,
perché tu non abbandonerai l'anima mia negli inferi, né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.
Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi.
Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,
previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne vide corruzione.
Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.
Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.

Salmi 16(15),1-2a.5.7-8.9-10.11.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto a Dio: "Sei tu il mio Signore".
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.

Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

Prima lettera di san Pietro apostolo 1,17-21.
Carissimi, se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio.
Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l'argento e l'oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri,
ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi.
E voi per opera sua credete in Dio, che l'ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria e così la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 24,13-35.
In quello stesso giorno, il primo della settimana, due discepoli di Gesù erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus,
e conversavano di tutto quello che era accaduto.
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro.
Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste;
uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?».
Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo;
come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso.
Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro
e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.
Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti!
Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano.
Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro.
Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista.
Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?».
E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro,
i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone».
Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Traduzione liturgica della Bibbia

Meditazione del giorno : San Gregorio Magno
« Non dimenticate l’ospitalità » (Eb 13,1)