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Fatima.

Ho abbandonato il mio corpo ai percuotitori le mie guance a chi mi strappava la barba non ho allontanato…

Valtorta - Evangelo 597.5

(…) SARÀ L'ORA IN CUI IO, IL RAMPOLLO DELLA STIRPE DAVIDICA, GEMERÒ L'ANTICO SOSPIRO DI DAVIDE (Salmo 22,2-19). "DIO MIO, VOLGITI A ME.

PERCHÉ MI HAI ABBANDONATO?

DA TE MI ALLONTANANO LE GRIDA DEI DELITTI CHE HO PRESO PER TUTTI.. IO SONO UN VERME, NON PIÙ UN UOMO, L'OBBROBRIO DEGLI UOMINI, IL RIFIUTO DELLA PLEBE".

E UDITE ISAIA (Isaia 50,6; 53; Isaia 63,3)
: "HO ABBANDONATO IL MIO CORPO AI PERCUOTITORI, LE MIE GUANCE A CHI MI STRAPPAVA LA BARBA, NON HO ALLONTANATO LA FACCIA DA CHI MI OLTRAGGIAVA E MI COPRIVA DI SPUTI".

UDITE DI NUOVO DAVIDE (Salmo 22 2-19)
: "MOLTI GIOVENCHI MI HANNO CIRCONDATO, MOLTI TORI MI HANNO ASSALITO. SU DI ME HANNO SPALANCATO LA BOCCA PER DILANIARMI COME LEONI CHE SBRANANO E RUGGONO. IO MI SONO DISCIOLTO COME ACQUA".

E ISAIA COMPLETA (Isaia 50,6; Isaia 63,3)
: " DA ME STESSO MI SONO TINTO LE VESTI".

OH! LE MIE VESTI DA ME STESSO LE TINGO, NON COL MIO FURORE, MA COL MIO DOLORE E L'AMOR MIO PER VOI.

COME LE DUE PIETRE PIATTE DELLO STRETTOIO, ESSI MI STRIZZANO E MI SPREMONO IL SANGUE.

NON DIVERSO SONO DAL GRAPPOLO PRESSATO, CHE ENTRÒ BELLO NELLA STRETTA E DOPO È POLTIGLIA SPREMUTA SENZA SUCCO E BELLEZZA.

ED IL MIO CUORE, DICO CON DAVIDE, "DIVENTA COME CERA E SI STRUGGE DENTRO AL MIO PETTO".

OH! CUORE PERFETTO DEL FIGLIO DELL'UOMO, OR CHE DIVENTI?

SIMILE A QUELLO CHE UNA LUNGA VITA DI BAGORDI RENDE SFATTO E SENZA VIGORE.

TUTTO IL MIO VIGORE SI DISSECCA.

LA LINGUA MI RESTA ATTACCATA AL PALATO PER FEBBRE E AGONIA.

E LA MORTE SI AVANZA NELLA SUA CENERE CHE ASFISSIA E ACCECA.

E ANCORA NON C'È PIETÀ! (Isaia 63,3) "UN BRANCO, UNA MUTA DI CANI MI ASSEDIA E MI MORDE. SULLE FERITE CADONO I MORSI.

SUI MORSI LE BASTONATE.

NON UN LEMBO DI ME È SENZA DOLORE. LE OSSA SCRICCHIOLANO SLOGATE NELLO STIRAMENTO INFAME.
NON SO DOVE APPOGGIARE IL MIO CORPO.

LA TREMENDA CORONA È CERCHIO DI FUOCO CHE PENETRA NEL CAPO.

PENDO DALLE MANI E DAI PIEDI TRAFITTI.

ALTOLEVATO, PRESENTO IL MIO CORPO AL MONDO E TUTTI POSSONO CONTARE LE MIE OSSA"...»

597.6 «TACI! TACI!», SINGHIOZZA GIOVANNI.

«NON DIRE PIÙ! CI FAI AGONIZZARE!», SUPPLICANO I CUGINI.

ANDREA NON PARLA, MA HA POSTO IL CAPO FRA I GINOCCHI E PIANGE SENZA RUMORE. SIMONE È LIVIDO. PIETRO E GIACOMO DI ZEBEDEO PAIONO ALLA TORTURA. FILIPPO, TOMMASO, BARTOLOMEO SEMBRANO TRE STATUE DI PIETRA ESPRIMENTI ANGOSCIA.

GIUDA ISCARIOTA È UNA MASCHERA MACABRA, DEMONIACA. PARE UN DANNATO CHE FINALMENTE COMPRENDA CIÒ CHE HA FATTO.

A BOCCA APERTA SU UN URLO CHE GLI ULULA DENTRO E CHE VIENE SERRATO NELLA STROZZA, GLI OCCHI DILATATI, SPAURITI DEL PAZZO, LE GUANCE TERREE SOTTO IL VELO BRUNETTO DELLA BARBA RASA, I CAPELLI SPETTINATI PERCHÉ OGNI TANTO SE LI SCOMPIGLIA CON LA MANO, SUDATO E FREDDO, SEMBRA PROSSIMO A SVENIRSI.

MATTEO, ALZANDO LO SGUARDO ATTERRATO PER CERCARE UN AIUTO AL SUO TORMENTO, LO VEDE E DICE: «GIUDA! STAI MALE?... MAESTRO, GIUDA SOFFRE!».

«IO PURE», DICE CRISTO. «MA IO SOFFRO CON PACE. DIVENITE SPIRITI PER POTERE SOPPORTARE L'ORA. UN CHE SIA "CARNE" NON LA PUÒ VIVERE SENZA DIVENIRE FOLLE...

597.7 PARLA ANCORA DAVIDE, CHE VEDE LE TORTURE DEL SUO CRISTO: "ANCORA NON SONO CONTENTI E MI GUARDANO E DERIDONO E SI DIVIDONO LE MIE SPOGLIE GETTANDO LA SORTE SULLA TUNICA". IO SONO IL MALFATTORE. È IL LORO DIRITTO.

OH! TERRA, GUARDA IL TUO CRISTO! SAPPILO RICONOSCERE, BENCHÉ COSÌ DISTRUTTO.

ASCOLTA, RICORDA LE PAROLE DI ISAIA E COMPRENDI IL PERCHÉ, IL GRANDE PERCHÉ EGLI COSÌ DIVENNE, E L'UOMO POTÉ UCCIDERE, RIDUCENDOLO IN QUELLO STATO, IL VERBO DEL PADRE.

"EGLI NON HA BELLEZZA NÉ SPLENDORE. LO ABBIAMO VEDUTO.

NON ERA DI BELL'ASPETTO. E NON LO ABBIAMO AMATO.

DISPREZZATO, COME L'ULTIMO DEGLI UOMINI, EGLI, L'UOMO DEI DOLORI ASSUEFATTO A PATIRE, TENEVA NASCOSTO IL VOLTO.

ERA VILIPESO E NOI NON NE FACEMMO ALCUN CONTO".

ERA LA SUA BELLEZZA DI REDENTORE QUESTA MASCHERA DI TORTURATO. MA TU, TERRA STOLTA, PREFERIVI IL SUO VOLTO SERENO!

"VERAMENTE EGLI HA PRESO SOPRA DI SÉ I NOSTRI MALI, HA PORTATO I NOSTRI DOLORI.

E NOI LO ABBIAMO GUARDATO COME UN LEBBROSO, COME UN MALEDETTO DA DIO E UN DISPREZZATO. EGLI INVECE È STATO PIAGATO PER LE NOSTRE SCELLERATEZZE.

SU DI LUI È CADUTO IL CASTIGO A NOI RISERBATO, IL CASTIGO CHE CI RIDONA LA PACE CON DIO.

PER LE SUE LIVIDURE SIAMO RISANATI.

ERAVAMO COME PECORE ERRANTI. OGNUNO AVEVA DEVIATO LA RETTA VIA E IL SIGNORE POSE ADDOSSO A LUI LE INIQUITÀ DI TUTTI".

597.8 COLUI, COLORO CHE PENSANO D'AVER GIOVATO A SE STESSI E AD ISRAELE SI DISILLUDANO. E COSÌ COLORO CHE PENSANO ESSERE STATI PIÙ FORTI DI DIO.

E COSÌ COLORO CHE PENSANO DI NON AVERE DA RENDERE COLPA PER QUESTO PECCATO SOLO PERCHÉ IO MI LASCIO UCCIDERE DI BUONA VOLONTÀ. IO FACCIO IL MIO COMPITO SANTO, LA PERFETTA UBBIDIENZA AL PADRE. MA CIÒ NON ESCLUDE LA LORO UBBIDIENZA A SATANA E IL LORO COMPITO NEFANDO.

SÌ. È STATO SACRIFICATO PERCHÉ L'HA VOLUTO, O TERRA, IL TUO REDENTORE.

"NON HA APERTO BOCCA PER DIRE UNA PAROLA DI PREGHIERA ONDE ESSERE RISPARMIATO, NÉ UNA PAROLA DI MALEDIZIONE PER I SUOI ASSASSINI.

COME UNA PECORELLA SI È LASCIATO CONDURRE AL MACELLO PER ESSERE UCCISO, COME AGNELLO MUTO PORTATO DAVANTI A CHI LO TOSA".

"DOPO LA CATTURA E LA CONDANNA FU INNALZATO. NON AVRÀ GENERAZIONE.

COME UNA PIANTA È STATO RECISO DALLA TERRA DEI VIVENTI.

DIO LO HA PERCOSSO PER IL PECCATO DEL SUO POPOLO.

NON UN DELLA SUA GENERAZIONE DELLA SUA TERRA LO COMPIANGERÀ?

NON AVRÀ FIGLI IL RECISO DALLA TERRA?".

597.9 OH! IO TI RISPONDO, O PROFETA DEL TUO CRISTO.

SE IL MIO POPOLO NON AVRÀ COMPIANTI PER L'UCCISO SENZA COLPA, GLI ANGELI DEL POPOLO CELESTE LO COMPIANGERANNO.

SE LA SUA VIRILITÀ NON AVRÀ UMANAMENTE FIGLI, PERCHÉ LA SUA NATURA NON POTEVA TROVARE CONNUBIO CON CARNE MORTALE, EGLI BENE AVRÀ FIGLI E FIGLI SECONDO UN GENERARE CHE NON DALLA CARNE E DAL SANGUE ANIMALE, MA DALL'AMORE E DAL SANGUE DIVINO AVRÀ VITA, UNA GENERAZIONE DELLO SPIRITO PER CUI ETERNA SARÀ LA SUA PROLE.

E ANCORA TI SPIEGO, O MONDO CHE NON CAPISCI IL PROFETA, CHI SONO GLI EMPI MESSI ALLA SUA SEPOLTURA E IL RICCO ALLA SUA MORTE.

GUARDA, O MONDO, SE UNO SOLO DEI SUOI UCCISORI EBBE PACE E LUNGA VITA! EGLI, IL VIVENTE, PRESTO LASCERÀ LA MORTE.

MA, COME FOGLIE CHE IL VENTO DI AUTUNNO UNA PER UNA ADAGIA NELLA PIEGA DEL SOLCO DOPO AVERLE STACCATE CON RIPETUTE RAFFICHE, UNO PER UNO SARANNO PRESTO ADAGIATI NELLA IGNOBILE SEPOLTURA CHE PER LUI ERA STATA DECRETATA; E UN CHE PER L'ORO VISSE POTREBBE, SE LECITO FOSSE METTERE L'IMMONDO DOVE FU IL SANTO, POTREBBE ESSER DEPOSTO DOVE ANCORA SARÀ L'UMIDO DELLE INNUMEREVOLI FERITE DELLA VITTIMA IMMOLATA SUL MONTE.

ACCUSATO SENZA COLPE, DIO NE FA LE SUE VENDETTE, PERCHÉ MAI FRODE FU SULLA SUA BOCCA NÉ INIQUITÀ NEL SUO CUORE.

597.10 CONSUMATO COI PATIMENTI. MA A CONSUMAZIONE AVVENUTA, A VITA RECISA PER SACRIFICIO DI ESPIAZIONE, AVRÀ INIZIO LA SUA GLORIA PRESSO I FUTURI.

TUTTI I DESIDERI E LE SANTE VOLONTÀ DI DIO PER LUI ANDRANNO AD EFFETTO. PER GLI AFFANNI DELL'ANIMA SUA VEDRÀ LA GLORIA DEL VERO POPOLO DI DIO E NE SARÀ BEATO.

LA SUA CELESTE DOTTRINA, CHE EGLI SIGILLERÀ COL SUO SANGUE, SARÀ LA GIUSTIFICAZIONE DI MOLTI CHE SON FRA I MIGLIORI, E DEI PECCATORI PRENDERÀ L'INIQUITÀ. PER QUESTO AVRÀ UNA GRANDE MOLTITUDINE, O TERRA, QUESTO RE SCONOSCIUTO CHE I PERFIDI DERISERO, CHE I MIGLIORI NON COMPRESERO.

E COI SUOI EGLI DIVIDERÀ LE SPOGLIE DEI VINTI, EGLI DIVIDERÀ LE SPOGLIE DEI FORTI, UNICO GIUDICE DEI TRE REGNI E DEL REGNO.

TUTTO HA MERITATO PERCHÉ TUTTO DETTE. TUTTO A LUI SARÀ CONSEGNATO, PERCHÉ EGLI CONSEGNÒ LA SUA VITA ALLA MORTE E FU ANNOVERATO FRA I MALFATTORI, EGLI CHE ERA SENZA PECCATO.

SENZA ALTRO PECCATO CHE NON FOSSE UN PERFETTO AMORE, UNA INFINITA BONTÀ.

DUE COLPE CHE IL MONDO NON PERDONA, UN AMORE ED UNA BONTÀ CHE LO SPINSERO A PRENDERE SU DI SÉ I PECCATI DI MOLTI, DI TUTTO IL MONDO, ED A PREGARE PER I PECCATORI. PER TUTTI I PECCATORI. ANCHE PER QUELLI PER CUI FU MESSO A MORTE. (…)