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Ecco come la Madonna sconfigge satana (Testimonianze di esorcisti)

Agli inizi degli anni Ottanta, fu pubblicato in Italia da un esorcista gesuita, padre Domenico Mondrone, un testo dal titolo: A tu per tu con il maligno. Egli usò uno stile narrativo, ma so per certo, per dichiarazione diretta di vari e attendibili testimoni, che egli raccolse tutta una serie di frasi proferite dai demoni nel corso di esorcismi praticati da lui stesso e da altri esorcisti. Ecco una breve antologia di espressioni relative alla Madonna.

II testo, che alla fine degli anni Settanta fu pubblicato dall’editrice La Roccia, oggi è reperibile sotto il titolo Interviste con il maligno (...).

Egli racconta che un giorno, mentre afferrava un Rosario che stava sull’angolo della scrivania, il demonio gli disse: «Butta via quella robaccia, se vuoi parlare con me!». L’esorcista gli rispose: «Robaccia?». Il demonio replicò a sua volta: «Escrementi di capra legati insieme!». L’esorcista ribattè: «Se per te è robaccia, io la bacio e a tuo dispetto me l'avvolgo al polso per sicurezza. Vedo che deve farti paura, vigliacco!». E il demonio: «Quella per me è una ghigliottina!». L’esorcista, molto consolato da questa affermazione, dichiarò: «Tanto meglio e grazie per avermelo detto».

Un’altra volta, dopo che il demonio aveva definito la Madonna: «quella là», l’esorcista, anche se aveva ben capito che si riferiva a Lei, disse: «Chi è quella là?». Il demonio subito ribatte: «Non farò mai quel nome!». E l’esorcista: «Ti scotta tanto?». Il demonio, masticando le parole, con rabbia rispose: «La odio infinitamente perché è la creatura più alta e più santa. Lui l’ha voluta così a mio dispetto, perché fosse la mia più schiacciante umiliazione!».

Un’altra volta ancora si sentì dire dal demonio: «Quella donna è una terribile sconvolgitrice dei miei piani. È una devastatrice del mio regno. Non mi lascia riportare una vittoria e già mi prepara una sconfitta. Me la trovo sempre tra i piedi. Sempre indaffarata ad attraversarmi la strada, a suscitare fanatici che l’aiutano a strapparmi anime. Fin dove più clamorose sono le mie conquiste, in un silenzio capillare, lei moltiplica le sue».

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Don Gabriele Amorth riporta episodi simili nel suo libro Un esorcista racconta. Egli narra di aver saputo dal suo amico esorcista, don Faustino Negrini, che durante un esorcismo, avendo egli chiesto al demonio: «Perché hai tanto terrore quando nomino la Vergine Maria?», si sentì rispondere: «Perché è la creatura più umile di tutte e io sono il più superbo; è la più obbediente e io sono il più ribelle; è la più pura e io sono il più sporco».

Ricordando questo episodio, don Gabriele Amorth, mentre esorcizzava il demonio, un giorno gli ha ripetuto queste parole e poi gli ha comandato, senza avere la più pallida idea di quello che gli avrebbe risposto: «La Vergine Immacolata è stata elogiata per tre virtù. Tu ora mi devi dire qual è la quarta virtù, per cui tu ne hai tanta paura». Subito si è sentito rispondere: «È la sola creatura che mi può vincere interamente, perché non è mai stata sfiorata dalla più piccola ombra di peccato».

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Padre Cipriano De Meo, il veterano degli esorcisti d’Italia, - esercita questo ministero ininterrottamente da 58 anni - attualmente anche delegato italiano dell’Associazione Interazionale Esorcisti, nel libro II divino e l’umano nel mio apostolato di esorcista, che ha pubblicato in Italia nel 2007, tra le varie espressioni, che i demoni avevano proferito durante i suoi esorcismi, ne riporta alcune che si riferiscono alla Madonna (...).

Una volta, avendo l’esorcista nominato la Madonna, si sentì dire dal demonio: «Non me la nominare, mi schiaccia, altrimenti distruggerei il mondo intero» (p. 350). Un’altra volta, ricordando, l’esorcista, la giornata dell’Assunzione della Madonna, il demonio disse: «Quella è una giornata maledettissima» (p. 354).

I santi dicono che Maria è l’onnipotenza supplice, l’onnipotente per grazia. Un giorno l’esorcista disse al demonio: «Come vi trovate quando si prega la Madonna?». Il demonio rispose: «L’onnipotenza di quella Donna ci fa paura» (p. 357). Poi, quasi volesse rimangiare la parola, aggiunse con rabbia: «Ma non devo parlare».

Una volta, mentre l’esorcista pregava per le anime del Purgatorio, particolarmente per quelle che si sono pentite solo all’ultimo momento, il demonio sbuffò, poi, non potendo più sopportare quella preghiera, disse: «Quelle mi hanno tradito all’ultimo momento. Mi sono sfuggite di mano, mi sono scappate per colpa di Quella (segue parolaccia), in un attimo ha fatto dire: pietà, pietà, pietà, pietà. Che (parolaccia) che è Quella lì, maled ... Lei» (p. 178).

Un’altra volta, l’esorcista, avendo nelle mani un crocifisso a cui era legata una reliquia di Padre Pio da Pietrelcina, sentì il demonio dire: «Questo affronto non me lo dovevi fare, (parolaccia rivolta all’esorcista)». E l’esorcista: «Me lo ha suggerito la Madonna». E il demonio: «Quella suggerisce sempre le cose peggiori» (p. 187). Un’altra volta ancora, l’esorcista cominciò a pregare la Madonna, allora il demonio, dopo averla maledetta, aggiunse: «Ogni volta che Lei prega, Lui interviene». L’esorcista continuò a pregare la Vergine Maria e il demonio disse: «Non la invocare, non parlare di Lei, è la mia dannazione, la mia distruzione, mi fai andare in bestia quando la nomini!» (p. 199). Un altro giorno, tra una preghiera e l’altra alla Vergine Maria, l’esorcista disse: «Vedi che belle preghiere si fanno alla Madonna?». E il demonio prontamente rispose: «Mi fanno schifo» (p. 200).

Una volta, tra un esorcismo e l’altro, padre Cipriano fece questa domanda: «Cosa ti dà più fastidio tra il Vangelo e il Rosario?». Il demonio gridò: «Ma è la stessa cosa, cretino! Il Rosario è il Vangelo in miniatura che Quella (parolaccia) ha fatto conoscere e ci ha messo l’invocazione a Lei e vuole che voi, poveri cretini, chiedete a Lei la forza per vivere secondo quello che sta scritto in quelle porcate (il Vangelo)». Il sacerdote aggiunse: «Noi ci serviamo di quest’arma che Lei ci ha dato. Ma dimmi la differenza tra il Vangelo e il Rosario». «Quanto sei deficiente. Lei ha capito che il Vangelo non sempre è appetibile, allora ve lo dà con il cucchiaino e si mette Lei in mezzo per darvi la forza di metterlo in pratica». Aggiunse l’esorcista: «Come è bella la preoccupazione materna di Maria per noi!». E il demonio, con aria di sconfitto: «Il suo scopo è sempre di portare tutti a Cristo e mettere in pratica le porcate che Lui ha detto, per questo vi ha dato quell’arma schifosa che è il mezzo migliore per fare quello che ha fatto Lei» (p. 223).

Mentre l’esorcista, una volta, pregava per i sacerdoti, in particolare per uno in difficoltà, il demonio avendo compreso, disse: «Maria (una delle rarissime volte che pronuncia questo nome) gira come un moscone intorno ai sacerdoti, non si stanca mai, pur di salvarli le inventa tutte» (p. 245). Un’altra espressione di disgusto verso la Madonna è questa: «Quanto mi fa vomitare quella Donna, non la sopporto!» (p. 251). Infine: «Quella là è una ladra» (p. 264).

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In un secondo volume, dal titolo: Il servo di Dio padre Matteo da Agnone, cappuccino (1563-1616) e il suo carisma di esorcista, padre Cipriano De Meo, che è anche vicepostulatore del servo di Dio, riporta queste ulteriori esperienze.

Un giorno, mentre stava per iniziare l’esorcismo, invitò la persona da esorcizzare a pregare la Madonna di Lourdes e disse: «Andiamo spiritualmente nella grotta e chiediamo l’aumento della nostra fede». Subito si manifestò il demonio e disse: «Cipriano, fatti... tuoi». Egli continuò: «O Celeste Signora». E il demonio: «Quale Celeste Signora, quella è... ». L’esorcista continuò: «Celeste Signora, dacci la tua forza, il tuo consiglio». E il maligno: «Non mi rompere ..., non invocare Quella lì». Padre Cipriano continuò imperterrito: «Quanto eri bella, o Maria, quando apparivi a Bernardetta». Il demonio, nervoso, gridò: «Chi ti ha detto che era bella?». L’esorcista: «Lo ha detto santa Bernardetta e non poteva essere che bella». E lui: «Era un orrore, era tutta piena di luce, fa schifo, non l’ho mai sopportata per la sua umiltà». Replicò padre Cipriano: «Tu, per la tua superbia, sei diventato un poveraccio, mentre Lei con la sua umiltà è stata elevata al ruolo di Madre di Dio e per questo chiedo che Ella mandi la sua luce per accecare questo spirito». Immediatamente il demonio ebbe un grande fastidio, segnalato dal fatto che la persona posseduta si coprì gli occhi e disse: «Maledetto, non ce la faccio a guardare Maria, non la sopporto, ti supplico». Man mano la crisi passò e un’Ave Maria e un Salve Regina chiusero l’incontro (p. 208).

Un’altra volta il sacerdote, poiché non era stato bene in salute nei giorni precedenti, mentre esorcizzava disse: «Offro alla Madonna le mie sofferenze di questi giorni». Il demonio, con rabbia e a voce alta, esclamò: «Cosa deve fare delle tue maledette sofferenze, Maria? Perché fai questo?». Con calma rispose: «Sa Lei cosa ne deve fare». E lui ancora con rabbia: «Ma tu non le devi dare carta bianca». Sacerdote: «Sempre carta bianca, anche le più piccole sofferenze le offro a Lei». E lui: «Non ti vergogni, maledetto, di venderti in questa maniera?». Risponde: «E un onore, perché quello che offro a Lei, sa Lei come farlo fruttare». Il demonio: «È proprio questo che non mi piace. Cipriano, Quella lì, fa crepare tutto a mie spese» (voleva dire che le sofferenze offerte alla Madonna si trasformano a bene delle anime). Padre Cipriano recitò di nuovo l’Ave Maria e il maligno lo supplicò con un lamento: «Non la chiamare, smettila, mi fai soffrire» (p. 259).

Padre Cipriano spesso, durante gli esorcismi, invoca l’intercessione di padre Matteo da Agnone. Un giorno padre Cipriano disse: «Voglio sapere quali sono i punti principali di un patto satanico. Padre Matteo fa’ che questo spirito mi risponda subito in modo da far capire la cattiveria dei fattucchieri». La preghiera ebbe effetti immediati e anche se lo spirito non voleva, fu costretto a rispondere: «Abiurare il Battesimo, la fede nell’Eucaristia, rifiutare l’obbedienza a Dio e dire sì a Satana, Lucifero e Belzebù. Ripudiare la Vergine Maria». Il sacerdote fece subito recitare un Salve Regina ai presenti, dopodiché il maligno aggiunse: «Rifiutare i sacramenti». Padre Cipriano: «Allora vuol dire che bisogna abiurare tutto ciò che abbiamo di bello». Il demonio con rinnovata rabbia continuò: «Bisogna calpestare la Croce». A queste parole il sacerdote disse: «Viva Gesù, Gesù crocifisso». E fece ripetere più volte questa preghiera ai presenti (p. 485).

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Monsignor Ferruccio Sutto racconta come, una volta, mentre alternava le formule latine dell’esorcismo con preghiere in italiano e invocazioni alla Madonna, il demonio, attraverso una donna posseduta, reagì, dicendo: «Lascia stare quella là... che c’entra Lei?... non nominarla!». Sapendo quanto fastidio dia al demonio sentire parlare della Madonna, l’esorcista incalzò: «Guarda che la Madonna ha nome Maria e tutti ci chiamiamo con il nostro nome; se la mamma di Gesù ha nome Maria, dobbiamo chiamarla con il suo nome. Tutti abbiamo un nome e ci chiamiamo con quel nome. Se la Madonna ha nome Maria, perché tu quando ti riferisci a Lei dici: “Quella là”, anziché chiamarla con il suo nome che è Maria? Perché non la chiami Maria?». Continua monsignor Sutto: «Sapevo che l’avrei fatto infuriare ripetendo quel nome e difatti, per tutta risposta, esplose in un’espressione secca e rabbiosa: “Perché quel nome mi brucia la bocca!”. “Ah ! - dico con sarcasmo - ti brucia la bocca? Ma tu che problemi hai? Non sei sempre nel fuoco dell’Inferno?”. Altra risposta arrabbiata dispettosa: Sì, ma il suo nome mi brucia di più”. Sono rimasto sbalordito, perché con la mia cultura teologica, non avrei saputo cogliere quella finezza teologica, secondo la quale, il nome di Maria, per il demonio, brucia più del fuoco dell’inferno. Conoscendo la devozione di Augusta (nome fittizio dato alla donna che riceveva gli esorcismi), di suo marito e dei loro figli, per la Madonna, penso che questo sia stata la forza (cioè l’amore alla Vergine (ndr) che ha affrettato e concluse la sua guarigione e liberazione che è avvenuta definitivamente, proprio durante un pellegrinaggio in Francia, davanti alla Madonna di Lourdes».

Al demonio, che possedeva un giovane quasi trentenne, una volta lo stesso sacerdote disse: «Vedo che ti agiti tanto, quando parlo della Madonna, quando faccio le invocazioni a Lei, quando racconto la storia dei suoi miracoli e dei suoi santuari e specialmente quando insisto a ripetere il suo nome. Ma che cosa ti fa quel nome? Cosa provoca, a voi demoni, sentirci pronunciare ripetutamente e devotamente il nome di Maria?». Sandro (nome fittizio del giovane posseduto) si è bloccato, ha sbarrato gli occhi e contorcendo il volto tirato dalla sofferenza, digrignando i denti e stiracchiando le parole, quasi sibilando in maniera dispettosa, ma anche liberatoria di quella carica di rabbia che aveva dentro, è esploso: «Quel nome fa tremare l’inferno!».

(...)

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Riporto ora una testimonianza, che alcune voci affermano essere giunta anche sulla scrivania del papa Giovanni Paolo II. E' un fatto accaduto il 17 dicembre 2002, durante gli esorcismi di padre Carmine De Filippis. Egli scrive: «Con la presente, sono qui a riportare quanto accaduto martedì 17 u.s., verso le ore 19,00, come testimonianza dell’onnipotenza del Cielo e a Sua gloria. Avevo quasi concluso il rito esorcistico, ancora una volta celebrato su una persona da tempo posseduta dal maligno (una distinta signora di Roma, professionista) quando improvvisamente, con forte intensità di voce e ancor più di espressione, la persona ha recitato lentamente l’Ave Maria, ma non era la creatura umana, bensì quello spirito e poi ha aggiunto: “Devo, devo proclamare la gloria di Lei, Maria. Sono costretto! Mai potrei pronunciarne il Nome e quello che sto per dire se non ne fossi costretto. Tu, frate di Roma, dillo, dillo a tutti, scrivilo, scrivilo anche al Papa, parla, parla, parla di Lei, la più potente, che sempre ci sconfigge, che sempre interviene a vostro favore, sempre annulla i piani di Belzebù e i nostri, di opprimervi e distruggervi. Avete Lei, Maria, che corre ovunque, di continuo, per soccorrervi e aiutarvi. Un’Ave Maria detta con fede è più efficace di tanti nostri tentativi di male, che mai come oggi mettiamo in opera per portare ovunque morte, e perdizione, soprattutto servendoci, di maghi e politici: Dillo e scrivilo dappertutto che contro di Lei, che voi chiamate Im-ma-co-la-ta (il demonio ha fatto enorme fatica nel sibilare questo titolo!), il mio capo e tutto l’inferno non possiamo nulla.. anche nei confronti di questa qui non ho potuto nulla e ora devo andarmene e questo perché? Perché lei e sua madre L'hanno invocata e L'amano... Invocatela, pregatela... parlate di Lei e pregatela”. E infine, con maggiore intensità di voce e forte eccitazione: "Non disperate! Non disperate! Non disperate!’’. Qui la persona con un grido e dimenandosi, ha emesso dalla bocca una certa quantità di schiuma bianca (fenomeno frequente in questi casi) e poi è rimasta come tramortita. Risvegliandosi, esprimeva meraviglia nel sentirsi bene, benché stanca. Come sempre, era ignara di quanto accaduto durante l’esorcismo. Il demonio, nel suo, diciamo, “intervento”, ha anche rivelato il perché e il come di quella possessione (per vendetta, mediante un maleficio con un rito satanico e facendo ingerire all’inconsapevole vittima, del tutto innocente, una certa bevanda). Il “messaggio” non è nulla di nuovo, ovviamente! Ma è conferma “dal vivo” dell’unica Verità e dell’unico Amore che libera e salva, e dell’“Onnipotente per Grazia”, Maria».

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Della presenza e dell’assistenza che la Madonna riserva ai sacerdoti e dell’amorevole assistenza che riservava a Padre Pio, ci offre una conferma singolare il demonio, attraverso la voce di alcune persone da lui possedute. Ecco quanto trascritto nella Cronistoria del convento, di San Giovanni Rotondo, riportato negli appunti di padre Tarcisio Zullo da Cervinara il 19-21 maggio 1955. Arrivano da alcune città della Toscana quattro indemoniati. Padre Tarcisio fa loro degli esorcismi solenni. Iniziati gli esorcismi i demoni infuriano, con ferocia assalgono gli astanti che frenano gli ossessi. « “Perché non assalite anche me?", dice loro padre Tarcisio. “Contro di te non possiamo nulla. C’è quell’altro che ti assiste”. “Chi è quell’altro?”. “Non ce lo comandare di dire!... Non vogliamo pronunziare quel nome!”, gridano gli ossessi, dando urli e saltando da fare spavento. Gli astanti sono in tutto panico. “È qui?... In nome di Dio ditemi come si chiama e dove sta”. “Sì, è qui vicino a te, quello con 'i buchi', e non è solo, è con quell’altro frate che sta sull’altare dove celebra la messa al mattino [san Francesco], assieme a quella Donna che [egli] sta sempre a pregare. Ora la sta pregando per te, affinché ci mandi via”. “Ditemi il nome di quell’altro”. “Padre Pio!!!”, gridano urlando. “Chi è Padre Pio?”. “È un santo tanto grande, contro cui non si può fare nulla. Ve ne accorgerete chi è, quando non l’avrete più! Ma perché ci tormenti a farci dire queste cose?”, vociferano saltando e urlando. “Sicché Padre Pio è santo?!”. I demoni non rispondono. “In nome di Dio rispondetemi! E Santo?!”. “Voi non sapete nulla. Il suo Padrone gli vuole un bene immenso. E chi può toccarlo?! Sta sempre con quella Donna!...”. “Sta con quella Donna... e che fa?!". “La prega sempre. Non c’è un minuto che non è assorto in Lei!”. Come fa a pregarla sempre, se è tante ore al confessionale?”. “Anche lì non smette mai di pregarla. Si vergognasse! Sempre a vociarla [chiamarla o invocarla]!”. “E se sta quella Donna sempre al confessionale, perché Padre Pio rimprovera tanto i penitenti e manda via i fedeli senza l'assoluzione?”. “Ma quante domande ci fai! Perché continui a torturarci?’.“In nome di Dio ve lo comando: rispondetemi!”. “Quell’uomo, a cui tu sei sempre vicino, al confessionale è assistito [dalla Madonna] e [da san Francesco]. Nessuna cosa fa sui pellegrini, che non sia volontà di Dio. Consola, consiglia, richiama, rimprovera, a seconda che Quelli che lo assistono glielo suggeriscono. Come è efficace!... Quante sconfitte ci dà!...”. “Qual è la virtù più coltivata da PadrePio?”. “Il nascondimento, l’umiltà. Opera, opera, opera sempre e non fa trapelare nulla! Se gli occhi degli uomini vedessero, uh! ... Ma, se gli uomini non vedono, percepiscono però”. Dopo [aver terminato l’esorcismo], padre Tarcisio i domanda a Padre Pio: “È vero, Padre, che al confessionale quando facevo gli esorcismi, mi ha raccomandato alla Madonna e a san Francesco?”. “Sì, mi sono ricordato una volta, e hanno fatto tutto loro”, rispondeva Padre Pio schermendosi. “Padre, non me lo nasconda, è vero che al confessionale è sempre assistito dalla Madonna e da san Francesco che le indicano la volontà di Dio nell’esercizio del sacro ministero?”. “Se non ci fossero loro due, cosa combiccerei [combinerei]...”, risponde Padre Pio a capo basso e tutto rosso in viso. Ogni commento rovinerebbe la bellezza dell’opera divina».

Estratto da

Padre F. Bamonte, La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi, San Paolo, Cinisello Balsamo 2010, pp. 188-202.
J & M
AVE MARIA! 💖💖💖
SOTTO LA TUA PROTEZIONE CERCHIAMO RIFUGIO SANTA MADRE DI DIO NON DISPREZZARE LE SUPPLICHE DI NOI CHE SIAMO NELLA PROVA E LIBERACI DA OGNI PERICOLO O VERGINE GLORIOSA E BENEDETTA
Maria Madre Santa proteggici!
Spero e prego il Signore che queste cose le leggano i sacerdoti che deridono quei fedeli che parlano del demonio. Purtroppo ce ne sono...