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MESE MARIANO

- Beato Alano della Rupe: I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO DELLA RUPE

- Terzo Sermone di San Domenico: Visione comprovata delle 15 Perverse Bestie degli Abissi dell’Inferno. (7°e ultima parte)

- NOTA
ESAME TEOLOGICO E SPIEGAZIONE DELLA VISIONE.


"XVI. Domandate: In che modo mai
poterono essere viste queste cose, dal
momento che nessuna Belva si trova
nell’Inferno?
Rispondo: Perché investigate su ciò
che avete visto?
Questi principali demoni dell’Inferno,
appaiono così alle anime da tormentare, ora
con una visione della mente, altre volte (con
una visione) legata all’immaginazione, altre
volte nelle sembianze che sono state da loro
assunte.
I demoni, tuttavia, per Divina Potenza,
sono vincolati in tale aspetto corporeo, sia
perché alla sola vista le anime sono assai
tormentate, sia perché gli stessi demoni,
con quella costrizione delle (sembianze)
assunte, soffrano più crudelmente per
l’eternità; infine perchè le anime, con cui
peccarono, insieme a queste, anche
vengano tormentate.
D’altra parte, poi, essi in queste
sembianze, sono posti opportunamente di
fronte alle anime dannate.

2. Inoltre domandate: In che modo
vengono vincolati così?
Rispondo: La potenza Divina e la Sua
Giustizia infinita, hanno impresso alle anime
dei dannati una forza ed una forma
sensibile; e tutte queste realtà sensibili
sempre si presenteranno ad essi, sotto
questa forma tormentata, e questo è così,
perché l’anima non si possa mai allontanare
da essi; né i demoni, legati ad essi, possano
fare in altro modo.
In quanto poi la forza spirituale è
maggiore di quella corporale, tanto più
grave è anche la pena, quasi che fosse
proprio una (pena) naturale; perciò le anime
soffrono di una sofferenza soprannaturale.
Affinché, incolumi, sfuggiate ad essa,
lodate Dio nel Rosario."

CONTINUAZIONE DELLA STORIA.

XVII. “Alla fine, ora io chiedo! Avete
visto diversamente, da quello che parlando
ho esposto?”.
E la voce di tutti fu una sola: “Signore,
nulla di più vero abbiamo mai conosciuto”.
Di nuovo San Domenico (disse): “E in
verità voi tutti, non ancora siete veramente
contriti, ma atterriti solo dal terrore; pur
avendo visto le Belve, le portate ancora
intorno nelle vostre anime”.
A ciò molti di essi (risposero): “O
Padre, questo sembra impossibile”.
Ed egli: “O pigri di cuore a credere a
tutte le cose che avete visto e udito!
Guardate di nuovo!”.
Nello stesso tempo rivolto verso la SS.
Ostia implorò ad alta voce: “O buon Gesù;
mostra di nuovo ad essi, che questo è vero,
affinché si rendano conto della
smisuratezza dei loro peccati, che hanno
sperimentato”.
E una voce gli giunse dall’alto: “Ciò
che hanno visto basta, perché credano”.
E di nuovo San Domenico: “O Signore,
basta certamente per la tua giustizia, ma
per la tua misericordia, e per la miseria di
questi peccatori ecco, ancora non basta”.
Ed ecco immediatamente ciascuno in
sé stesso, ed insieme agli altri, i medesimi
quindici Mostri erano visti tanto più orribili,
quanto più dista il cielo dalla terra;
cosicché ormai ad essi, sembrava che le
cose viste prima, fossero state come un
sogno o un dipinto.
E se non fossero sopravvissuti protetti
dalla mano di Dio, sarebbero morti.
E’ tanto crudele, vedere la malvagità
dei propri peccati; quanto più crudele è
nell’inferno?

Anche la Ragione insegna infatti che,
quanto il positivo è più nobile, tanto il
negativo è peggiore, e il peccato priva della
grazia e della gloria; la pena poi dell’Inferno
di per sé priva di un bene sensibile, e in sé
(la pena) non fa cessare il desiderio della
gloria; per questo la pena del danno è più
tormentosa, della pena del senso.
E di nuovo; come umanamente non
possono essere comprese le cose, che Dio
ha preparato per coloro che lo amano, così
nemmeno, le cose che Dio ha preparato per
coloro che lo odiano.
Solo colui che le riceve, lo sa.
XVIII. Tutti quanti, viste queste cose,
gettatisi a terra, in lacrime, e sciogliendosi
con tutto il cuore in una vera penitenza, si
ravvidero.
E si sa che, da allora, nessuno di loro
fu mai più visto ridere: abbandonato il
mondo, tutti vi rinunziarono, eccetto pochi.
Entrati in vari Ordini Religiosi,
condussero durante la vita, la penitenza
iniziata.
Alcuni vissero professando l’Ordine dei
Predicatori, altri quello dei Minori, molti
quello dei Certosini: certi si rinchiusero
negli Eremi.
Per mezzo di essi, poiché assai
potenti, eressero, qua e là, molti Conventi di
Religiosi; parimenti i Signori, ma anche i
Principi, sul loro esempio, si ritirarono per
un miglior frutto.
Ho letto che San Domenico ha fatto
qualcosa di simile anche nella Spagna.

ATTESTAZIONE DELLA VISIONE
FATTA AL NOVELLO SPOSO.


Sono certo poi, che poco tempo fa un
Novello Sposo della Beata Maria ha visto
tutte queste pene singolarmente, in modo
verissimo e realissimo.
Ed egli ha trascritto anche le cose già
dette, poiché continuamente ha qualche
pena da sopportare, per i suoi peccati, e per
quelli degli altri.
Ho letto anche che San Domenico ha
mostrato qualcosa di simile dalle parti di
Tolosa a delle damigelle eretiche: ma per
poco, apparendo il demonio, sotto forma di
un gatto.
Ho letto anche che simili cose sono
state viste da altri: ma non tanto precise e
tanto grandiose.
San Domenico curò anche che fossero
dipinti quei quindici mostri, così come si
erano manifestati ad essi; e questo quadro
oggi perdura, benché l’origine sia caduta
nella dimenticanza."

(Beato Alano della Rupe o.p.:
I SERMONI DI SAN DOMENICO RIVELATI AL BEATO ALANO
Libro III: CAPITOLO IV )


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"... come umanamente non possono essere comprese le cose, che Dio ha preparato per coloro che lo amano, così nemmeno, le cose che Dio ha preparato per coloro che lo odiano. Solo colui che le riceve, lo sa..."